I bike pride every day

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sistrall sistrall 07 ottobre 2014 — Qualche settimana fa a Torino si è tenuto il Bike Pride: ad ogni edizione, per un pomeriggio un po' magico e un po' meccanico, decine di migliaia di biciclette (non sto esagerando, l'ordine di grandezza è proprio quello) si riversano per le strade e per un po' di tempo, di fatto, le occupano e le fanno proprie.

E' bellissimo.

Da amante della bicicletta, il poter pedalare senza preoccuparsi di veicoli ingombranti e potenzialmente pericolosi è un piacere grandissimo. E mentre pedalavo mi è venuta in mente un'idea, una di quelle idee piccole che all'improvviso ti si palesano lì davanti: non cambiano la vita, ma fanno piacere proprio.

"Per me il Bike Pride va oltre questo giorno, va oltre le ennemila biciclette insieme per strada, per me il Bike Pride è diventato un verbo: I bikepride every day". Questo pensavo mentre pedalavo tra i tanti e con uno dei tanti che pedalava felice pure lui in mezzo al corteo e con un grande pappagallo appollaiato sul manubrio.

I bikepride every day , quando faccio un giro per la città, quando la attraverso più velocemente delle auto e dei mezzi pubblici, quando la nebbiolina dell'autunno mi bagna un po' la faccia mentre vado al lavoro la mattina. Quando al semaforo accosto e mi fermo in mezzo ad altri tre, quattro, sei ciclisti. " They bikepride too..." penso.

Cerca il pappagallo!

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Commenti

merchemas
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irene70 - disiscritto
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è stato misurato anche il Pib, il "Prodotto interno bici", ovvero il valore economico della bicicletta repubblica.it

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Segnalo questo concorso (letterario e fotografico, per adulti o bambini) anche se l'ho scoperto solo ieri e c'è tempo fino a domani notte bicicletterario.blogspot.it "Lo scopo de IL BICICLETTERARIO è sensibilizzare quante più persone possibile alla mobilità sostenibile, e in particolare all’uso quotidiano della bicicletta, attraverso l’espressione letteraria. Con le PAROLE IN BICICLETTA vuole premiare bambini, ragazzi e adulti (siano essi scrittori acclamati o poeti e narratori in erba) che abbiano qualcosa da raccontare in proposito..." non c'è tassa di iscrizione e rispondono all'istante (entrambe cose rarissime!) e tra i premi c'è una bici usata rimessa a nuovo quindi decisamente ok!

irene70 - disiscritto
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per chi fosse interessato quest'anno c'è la IV edizione (scadenza 18 febbraio 2018) bicicletterario.blogspot.it (in collaborazione anche con Napoli Bike Festival)

irene70 - disiscritto
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In Francia è ufficiale: chi si recherà al lavoro in bicicletta riceverà 25 centesimi per ogni chilometro percorso (greenme.it ); in Italia sta girando ora una raccolta firme per chiedere al governo di copiare questa iniziativa (il link alla petizione è nell'articolo citato, se interessa). Ovviamente rimane il problema 'correre in sicurezza' che in molte città italiane dovrebbe essere riconsiderato.

don_chisciotte
don_chisciotte

Attenzione ciclisti ecologisti! Fate caso a certe piste ciclabili cittadine... Dalle mie parti molte piste ciclabili sono state ricavate alla meno peggio da percorsi gia' esistenti (marciapiedi, etc) e in molti casi queste passano davanti a cancelli di abitazioni e a strade laterali di accesso alla via principale. Il mio non e' un avvertimento volto a evitare collisioni con auto/moto che escono dai cancelli o dalle strade laterali, sarebbe troppo scontato... Fate caso invece in che modo l'amministrazione comunale segnala questi pericoli. Dalle mie parti e' una cosa assurda! Per ogni cancello c'e' un grande e doppio cartello basso con una freccia che indica di stare un po' larghi per evitare collisioni (il cartello e' sia all'inizio che alla fine del cancello, quindi in totale sono due doppi cartelli per ogni cancello). Per quanto riguarda le strade laterali di accesso ci sono due tripli cartelli alti (un cartello per ogni senso di marcia delle bici, ed un cartello rivolto verso la strada, non si sa perche'). Uno all'inizio della strada laterale che dice che bisogna scendere dalla bici ed un altro cinque metri dopo che dice che adesso si puo' risalire. Ecco che, in questi casi, si capisce che la realizzazione della pista ciclabile ha rappresentato un grande beneficio, ma solo in termini economici, per le ditte che producono e installano i cartelli. In un tratto di circa un chilometro ci saranno un centinaio di cartelli di questo tipo perche' molte sono le abitazioni poste lunghe la pista ciclabile e le strade laterali che l'attraversano. E poi mi parlano di comuni ecologici che fanno scelte a tutela dell'ambiente. Fate caso se anche dalle vostre parti esistono queste segnalazioni assurde e riflettete se quanto avete visto e' una cosa sana per l'ambiente. In questo caso oltre all'inquinamento ambientale c'e' anche l'inquinamento visivo perche' oltre ai numerosi cartelli gia' presenti per le segnalazioni stradali si vanno aggiungere questi altri cartelli della pista ciclabile e la confusione e' totale.

irene70 - disiscritto
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Esiste anche un circo itinerante (Circo Luce, di un ragazzo torinese) su due ruote ehabitat.it : "Una bici-teatro, non sapremmo come altro definirla, un mezzo insolito a due ruote interamente autocostruito con materiale di recupero, comprese marionette e scenografie. Come potete vedere dalle immagini, se non avete ancora avuto la fortuna di incontrarla, è una bicicletta da carico perchè porta con sé tutto l’occorrente per fare spettacolo..."; spero che sia seguito da molti perché la trovo una bellissima idea!

turchese
turchese

Io adoro la bicicletta!! ogni volta che posso la preferisco all'auto! unica nota dolente....???....Ti fai "l'aerosol" con i gas di scarico.....!..ummmmmm

sistrall
sistrall

Purtroppo hai ragione @turchese: quelli ci circondano! Però possiamo fare alcune cose per esporci meno:

  • preferire le vie meno trafficate (ricordo di aver letto, ma prendi questa cosa con le pinze perché andrebbe verificata, che la concentrazione delle polveri sottili diminuisce molto non appena ti allontani anche di poco dalle carreggiate trafficate),
  • attraversare i parchi quando ci sono,
  • usare i controviali (dove esistono),
  • andare in controtendenza sugli orari (se tutti vanno in ufficio alle 9, posso provare ad andare all 8:30, così precedo lo smog).
bebabi34
bebabi34

come dice giustamente sistrall, dove possibile usiamo percorsi che le auto non possono invadere. ma quello dell'aerosol è solo un altro luogo comune spacciato dai petrolieri. l'aria è la stessa degli abitacoli delle auto, anzi: in auto si è più in basso e con meno ventilazione, quindi l'aria è peggiore. insomma, la maggiore concentrazione di sostanze nocive la si ha proprio negli abitacoli delle auto. e poi pedalare migliora sia il fisico che la mente, e questo incide positivamente anche sulla salute.

irene70 - disiscritto
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Agli amanti della bicicletta (soprattutto di Milano, ma non solo) consiglio un libro scritto da un Bike messenger (corriere in bicicletta, un mestiere che io confesso di aver visto solo nei film americani, per adesso): l'autore ha fondato a Milano la prima società di corrieri in bicicletta; il libro è molto interessante e anche divertente (inoltre alla fine di ogni capitolo c'è una breve indicazione di colonna sonora con alcuni commenti, per le pedalate - e non). "Tutta la mia città - Diario di un bike messenger", Roberto Peia, Ediciclo editore, 2011.

irene70 - disiscritto
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Ecco alcuni consigli per un eco-cestino della bici greenme.it

irene70 - disiscritto
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La FIAB organizza in molti comuni, una o due volte l'anno Bimbinbici fiab-onlus.it per sensibilizzare giovani e giovanissimi alla mobilità sostenibile; è comunque un momento molto divertente di aggregazione sociale, lo consigli a tutti.

irene70 - disiscritto
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Anche noi "ciclisti" dobbiamo però rispettare le regole, ne ricordo due importanti che io stessa qualche volta infrango: non correre sui marciapiedi (quando non c'è la ciclabile) per non "arrotare" i pedoni e scendere sempre dalla bici quando si attraversa sulle strisce, perché oltre a non essere tecnicamente "pedoni", in sella alla bici, in caso di automobilisti distratti sulla bici c'è meno capacità di reazione e il pericolo è maggiore.

irene70 - disiscritto
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... a tutti i "bikepridezzati": occhio ai lacci delle scarpe! Oggi a momenti cascavo con bici e tutto perché un laccio della scarpa si era attorcigliato attorno al pedale e più giravo più tirava la scarpa (non ci avevo mai pensato prima, a controllare che i lacci fossero allacciati per salire in bici).

irene70 - disiscritto
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... ieri mi è successo ancora benché i lacci fossero allacciati ma forse sono troppo lunghi; occhio soprattutto alla moda di tenere i lacci slacciati e infilati nello scarponcino: se sono infilati bene ok, ma se possono uscire sono davvero pericolosi; mi ripeto con questo discorso perché sembra una stupidaggine ma ci si può fare male sul serio!

cornelius
cornelius

Fighissima sia l'iniziativa che il pappagallo!

irene70 - disiscritto
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... bellissima bp, grazie! io senza la mia bici sarei disperata... il pappagallo è giallo banana e l'uomo ha la maglia blu? (forse l'ho visto!)

sistrall
sistrall

Yeah! Beccato!

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