Rottamazione

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don_chisciotte don_chisciotte 03 gennaio 2015 — Cerchiamo di avere cura della nostra automobile e, fino a che e' efficiente, non rottamiamola. Non c'entra nulla il fatto che abbia percorso troppi chilometri (chi stabilisce che sono troppi?), che se la rottamiamo ci fanno uno sconto sull'acquisto di un'auto nuova (incentivo sulla rottamazione), che non vale la pena aggiustarla perche' la spesa di riparazione e' superiore al valore commerciale dell'auto stessa (cosa c'entra? se una volta aggiustata l'auto continuera' a funzionare per un bel po' di tempo avro' comunque risparmiato rispetto ad acquistarne una nuova e non avro' inquinato l'ambiente rottamando un'auto che si sarebbe potuta riparare).

 Il valore commerciale dell'auto non ne definisce per nulla il suo buono o cattivo funzionamento. Oltretutto il deprezzamento del valore di mercato dell'auto e' deciso praticamente a tavolino dal mercato stesso e sempre con lo scopo di incentivare all'acquisto di un'auto nuova perche' "quella che stai guidando non ha piu' valore". Ma se non ha piu' valore per il mercato non significa che non abbia piu' valore per il suo proprietario, ed e' questo cio' che conta.

Un tempo andavano allo sfasciacarrozze solamente automobili distrutte a causa di gravi incidenti. Oggi vanno allo sfasciacarrozze auto ancora efficenti ma solo soggette ad obsolescenza programmata/percepita.

In ogni caso se decidiamo di cambiare l'auto perche' non piu' adatta alle nostre esigenze ed il concessionario non la vuole rientrare perche' la ritiene invendibile e da portare alla rottamazione, cerchiamo qualcuno a cui regalarla. Puo' sempre far comodo a qualche neo patentato, a chi non ha particolari esigenze o si trova in difficolta' economiche. Sempre meglio regalarla che rottamarla (ed anche se ci danno un incentivo, perche' almeno potra' essere utile ancora a qualcuno che la rottamera' solo quando realmente diventera' inservibile perche non piu' funzionante).

Non facciamoci plagiare dalla pubblicita', dalle mode, che ci invitano a cambiare auto sempre piu' spesso perche' cosi deve essere, perche' "conviene", perche' e' piu' sicura, perche' ha piu' optional, perche' inquina di meno (ma inquina comunque!) etc. Del resto se ci pensiamo bene, anche l'auto che abbiamo comprato tanti anni fa aveva tutte queste belle caratteristiche e qualita' secondo chi la pubblicizzava, qualita' che oggi sembrano totalmente svanite. Ma allora dovrebbero avvisarci che le qualita' delle auto che ci vendono hanno una durata molto limitata...

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bebabi34
bebabi34

circa 200 euro e la mia auto di 22 anni frena come nuova.

don_chisciotte
don_chisciotte

Grande bebabi34! Continua cosi!

don_chisciotte
don_chisciotte

Mi capita spesso, quando parlo con amici/colleghi liberi professionisti di notare come loro cambino spesso autovettura, almeno ogni 2/3 anni (e di come ne vadano orgogliosi). Sembra che il cambio di autovettura sia dettato essenzialmente da questioni fiscali (quindi MAI da questioni tecniche derivanti da raggiunti limiti di età dell'autovettura che...non funziona proprio più). Evidentemente questa "scusa" delle motivazioni fiscali serve invece a supportare un loro desiderio di cambiamento del mezzo per avere sempre e comunque l'auto NUOVA, l'ultimo modello, e quindi nient'altro che semplicente, le solite questioni di immagine. Ma la convizione con cui sostengono la loro teoria e' esemplare. ‎Praticamente quasi tutti sono certi che a loro conviene cambiare autovettura, per questioni fiscali appunto, perché scaricano l'IVA. Alcuni sono arrivati a dirmi che è il loro commercialista, che gli evidenzia giustamente questa convenienza, e addirittura quasi li obbliga a cambiare auto spesso. Ovviamente (spero), l'auto che cambiano dopo qualche anno non andrà subito in rottamazione e mi auguro abbia almeno un secondo proprietario. ‎ La storia della detrazione fiscale però non mi convince per niente. Perché, se anche si scarica l'IVA, se un libero professionista cambia autovettura ogni due/tre anni, considerando quello che recupera dal concessionario dal rientro del mezzo usato‎, dovrà comunque sostenere dei costi reali di acquisto che potrebbero oscillare, nel giro di una decina di anni, a seconda del mezzo acquistato, tra i 25 e i 50 mila euro. Quindi prendo me stesso come esempio, che da dieci anni uso lo stesso mezzo (sono arrivato a 353.000 km). Non avrò scaricato l'IVA ma non ho nemmeno sborsato cifre tra i 25 e i 50 mila euro che, rispetto ai miei colleghi che hanno cambiato auto almeno 3 volte in 10 anni, mi sono rimasti in tasca. E soprattutto non ho inquinato con l'acquisto di auto nuove. Se qualcuno poi venisse a dirmi che comunque ho sbagliato perché, se avessi cambiato auto, la mia immagine sarebbe stata migliore agli occhi di mi conosce e soprattutto dei miei clienti e quindi i miei fatturati sarebbero stati molto più alti beh...questa teoria e' proprio insostenibile (magari fosse vera relativamente all'aumento dei fatturati, potrei anche farci un pensierino allora...). Cambiare l'auto per aumentare i fatturati di vendita, non mi convince proprio!‎ Alla fine tutto si riduce, secondo me, ad una questione di immagine. All'uomo moderno piace avere la macchina nuova, l'ultimo modello, si sente figo (probabilmente perché frequenta altre persone come lui che lo fanno sentire tale) e trova mille argomenti per giustificare i cambi rapidi di autovettura ma in realtà il motivo è sempre lo stesso: siamo degli schiavetti del sistema in cui viviamo e che dobbiamo sostenere.

andreaehitu
andreaehitu

Io ho un'auto di 20 anni e ho fatto centomila kilometri: vedo che in dieci ne hai fatti più di trecentomila. Direi che la prima azione sia quella di fare pochi kilometri. La seconda quella di usare macchine a noleggio e la terza di eliminare l'auto.

don_chisciotte
don_chisciotte

Ciao andreaehitu. ‎Si, hai ragione. L'ideale sarebbe fare meno chilometri possibile fino ad arrivare all'eliminazione dell'auto. Ma purtroppo io lavoro con l'auto perché faccio il rappresentante e quindi anche limitandone l'uso per casi superflui sono costretto, almeno ancora per il momento, ad usarla parecchio. Per questo cerco comunque di non cambiarla così spesso come fa la maggior parte dei miei colleghi per convenienze di tipo fiscali (ma anche motivi di immagine). Poi, per recuperare i danni che creo giornalmente all'ambiente con l'utilizzo del mezzo che mi serve per lavoro, cerco di ridurre al massimo il mio impatto ambientale attraverso altri comportamenti che sono rappresentati dalle numerose Buone Pratiche che ho inserito su Contiamoci e di tante altre, sempre qui presenti, a cui ho deciso di partecipare. Grazie. ‎

don_chisciotte
don_chisciotte

Rimanendo in tema di auto (e pubblicità) fate caso a questo piccolo dettaglio: quando‎ si acquista un'auto nuova o anche usata, spesso la concessionaria mette un adesivo, con il proprio nome e logo, in bella vista sul lunotto posteriore, in modo da farsi pubblicita'. In questo modo noi, inconsapevolmente, facciamo pubblicità gratuita alla concessionaria (senza nulla in cambio quindi) per tutto il periodo di possesso dell'autovettura. Che io sappia la pubblicità su mezzi pubblici (treni, metro', autobus, taxi, etc) e' pagata dalle aziende. Inoltre una ditta, se desidera circolare con i propri mezzi (auto, furgoni e camion) esponendo il logo aziendale sulla carrozzeria, e' soggetta al pagamento di una tassa. ‎Pensate quindi che bell'investimento per la concessionaria: con un piccolo adesivo sul nostro mezzo hanno pubblicità gratuita garantita per tutto il tempo di vita dell'autovettura. Pertanto se acquistate un'auto vi consiglio di chiedere alla concessionaria di rimuovere tale adesivo dal lunotto o, diversamente, di esigere un compenso sotto forma di sconto o altro per questa pubblicità che andremo a fare loro (anche se dubito fortemente che quest'ultima versione si verifichi e che si limiteranno a togliere l'adesivo). P.S.: A volte questa pubblicità si trova anche sui bordi del porta targa anteriore e/o posteriore dell'auto. ‎

don_chisciotte
don_chisciotte

Per confermare la validita' di questa Buona Pratica, vi dico che oggi ho fatto il tagliando all'auto che uso per lavoro: 291.000 chilometri! Essendo una piccola autovettura, ricordo che qualcuno mi aveva consigliato di cambiarla a 150.000 km, mentre sono arrivato a percorrerne quasi il doppio e senza particolari problemi. E' la conferma che spesso ci facciamo convincere a cambiare auto perche' "conviene", perche' ci sono nuove opportunita', auto piu' belle in circolazione, e invece spesso si puo' circolare ancora per tanto tempo con quella che abbiamo gia'. Per favore (bebabi34 e fturco in particolare) non mi ricordate che questi 291.000 chilometri rappresentano un grande inquinamento per l'ambiente...lo so bene e sto male a causa di cio'! Per questo cerco di recuperare mettendo in atto piu' Buone Pratiche possibili (comprese quelle per consumare meno carburante). Ciao!

bebabi34
bebabi34

ognuno fa ciò che può, e soprattutto ciò che gli conviene. per questo la politica di un paese civile dovrebbe mettere in atto l'obsolescenza ragionata, cioè rendere economicamente vantaggioso eliminare fonti d'inquinamento. alche la mia 20ennale auto non è un fiorellino. certo la uso poco, e proprio per questo non ho convenienza ad acquistarne un'altra. è da poco possibile sostituire il motore riomologando una vecchia auto: se il carburante costasse (molto) di più, il bollo fosse sulle emissioni anzichè sull'inutile potenza, ecc.ecc., prenderei in seria considerazione la cosa.

don_chisciotte
don_chisciotte

Un piccolo aggiornamento, dato che sono arrivato ora a 327.0000 km (e quindi rappresentò un caso reale e non solo teorico) , solo per ricordarvi che, se qualcuno vuole convicervi a cambiare autovettura (perché troppo vecchia, obsoleta, superata, fuori moda) e' bene pensarci seriamente prima di farlo, visto l'impatto ambientale che genera lo smaltimento della stessa ed il peso economico che comporta l'acquisto di una nuova.

darkcrow
darkcrow

Io ho cambiato auto a dicembre perché ormai la mia macchinina stava perdendo colpi e siccome è l'auto di famiglia ( in ferie siamo riusciti a fare anche 5000km in due settimane...) abbiamo optato per l'acquisto, ma siamo andati su un usato di una marca affidabile e la mia macchinina non è stata rottamata ma venduta per il mercato estero, dove la manodopera costa meno per cui farla sistemare conviene...

gretagolia_granitas
gretagolia_granitas

Ecco, mi spiegheresti meglio la questione spedizione auto in Europa dell'est immagino. Perché ho molti dubbi e la cosa non mi convince molto. Cosa fanno? Come funziona?

darkcrow
darkcrow

Guarda, io avevo trovato un bigliettino sulla macchina di uno che acquista auto per mandarle all'est, ma non mi sono fidata. La proposta mi è arrivata dalla concessionaria che mi ha venduto l'auto "nuova". Loro hanno dei compratori che vengono dall'est europa, o per rivendere l'auto o per smontarla ed utilizzarne i pezzi recuperabili; dato che la manodopera costa meno loro preferiscono utilizzare un'auto finché gli è possibile. A livello di documenti io ho fatto una vendita direttamente alla concessionaria perché il compratore sarebbe passato dopo qualche mese, ma nell'atto di vendita si specifica che la targa viene rimossa per vendita all'estero, quindi è tutto in regola. Ecco, non mi fiderei molto a passare direttamente ad un privato, ma l'importante è che venga fatta la vendita formale e che si comunichi all'aci che va all'estero ( e credo che siano tolte fisicamente le targhe...anche perché la mia targa in slovenia e in polonia è meglio che non giri per le multe che ho preso per divieto di sosta! :-) ...mica è colpa mia se sotto il cartello della P scrivono in lingue incomprensibili! )

Carlo
Carlo

Non solo lo smaltimento, anche la produzione. Secondo "zero carbon" la relazione tecnica redatta del CAT per la "zero-emissions society". Se prendiamo come parametro il tempo, vado a memoria ma la proporzione e' corretta, la produzione di una automobile inquina circa 15 anni, tutte le emissioni che quell'automobile produce nel corso dei 15 anni inquinano circa 3 anni. Quindi bisognerebbe fare vivere una automobile, almeno, 18 anni.

gretagolia_granitas
gretagolia_granitas

Ciao Carlo questo si che è un bel chiarimento. Riusciresti a mettere anche un link alla fonte? Grazie

Carlo
Carlo

Ciao il CAT cat.org.uk produce ogni due o tre anni una relazione tecnica per il governo inglese. Io ne ho letto dei pezzi la. Mi informo se sono reperibili.

don_chisciotte
don_chisciotte

Ciao Carlo, ed infatti dell'impatto derivante dalla produzione dell'auto avevo/avemo già parlato in vari commenti all'interno della Buona Pratica relativa all'obsolescenza programmata "Riconoscere e combattere l'obsolescenza programmata"‎ contiamoci.com Io dicevo che un'auto bisognerebbe tenerla almeno 20 anni, tu invece parli di 18 e quindi non mi sono sbagliato di molto. Ma se pensiamo che oggi quasi nessuno riesce a tenere una macchina per 18 anni nel mondo occidentale (e' gia' tanto se mediamente si arriva a 10 anni di utilizzo) ci rendiamo conto del tranello in cui siamo caduti e del gran pasticcio che è stato creato, solo per vendere vendere vendere. Fermo restando che io, come già detto altre volte, se devo cambiare auto la prendo usata, anche perché comprarla nuova equivale a buttare i soldi dalla finestra visto che dopo già qualche anno il suo valore di mercato e' gia' dimezzato. ‎

irene70 - disiscritto
irene70 - disiscritto

Lo stesso principio di ragalare invece di "rottamare" può valere anche per le biciclette (anche queste soggette a mode): io, a parte l'attuale bici che ho da un bel pezzo ho sempre usato bici che erano di altri in precedenza (no, non le ho rubate!!) e le stesse poi le ho passate ad altri ancora compresa l'ultima regalata a un ragazzo che vendeva porta a porta, a cui poi è stata (questa sì) rubata... ma comunque penso che qualcuno la stia ancora usando!

bebabi34
bebabi34

ho un'auto che quest'estate compie 20 anni. ho sentito dire che le assicurazioni non risarciscono danni ad auto vecchie proprio perché "non hanno valore". vi risulta?

don_chisciotte
don_chisciotte

A me non risulta, ho due volkswagen maggiolino/lone (1965 e 1973) e sono assicurate regolarmente. In caso di danni da parte di terzi mi hanno risarcito. Hanno comunque un valore di mercato come auto d'epoca e quindi se qualcuno me le distrugge venendomi addosso dovrei recuperare quel valore. Non so la tua che auto sia ma certamente i danni te li devono risarcire. Il dubbio è se fai un incidente (speriamo di no!), e la colpa non è tua e l'auto è da buttare, allora può essere che non ti diano nulla se l'auto non ha più valore sul mercato. Quindi in questo ultimo caso l'assicurazione che paghi ti serve solo per coprire i danni che faresti alla controparte se fosse tua la colpa (oltrechè per avere un risarcimento in caso di danni riparabili)

bebabi34
bebabi34

siccome la mia non è nell'elenco di auto storiche dell'asi mi sembra che le cose siano diverse. ripeto "mi sembra", se qualcuno è più informato di me è il benvenuto.

don_chisciotte
don_chisciotte

Ciao Bebabi34, rieccomi a te. Ho chiesto maggiori informazioni ad un mio amico che e' avvocato specializzato proprio nel ramo assicurativo automobilistico e la risposta e' questa: "Purtroppo quello che ti viene risarcito è il costo delle riparazioni, ma se il costo delle riparazioni è superiore al valore di mercato del mezzo ti risarciscono il valore di mercato. Diciamo che nessun'auto ha valore di mercato zero, ma potresti sentirti offrire qualcosa tipo 2/300,00 euro. Il fatto che l'auto funzionasse, che facesse il suo servizio, che ti fosse sufficiente per le tue necessità, che tu debba spendere ben di più per procurartene una che ti faccia lo stesso servizio ecc., ecc., non viene preso in considerazione. Mi spiace, ma non c'è scampo".

silviabodda
silviabodda

ma se ha vent'anni puoi tranquillamente iscriverla all'asi, no? a me per un danno al paraurti hanno dato 1500 euro, come fosse nuova, eppure ha 25 anni, ma è iscritta asi.

bebabi34
bebabi34

l'età è solo un requisito, serve anche che sia nell'elenco dei modelli ritenuti di interesse storico. e la mia non è nell'elenco.

darkcrow
darkcrow

Purtroppo il risarcimento è proporzionato al valore della macchina....quindi se si fanno danni grossi è meglio buttarla. Io sono stata coinvolta in un tamponamento a catena quando la mia macchina aveva un anno di vita e si era già svalutata molto per cui il carrozziere aveva paura che non gli risarcissero completamente, i danni...

don_chisciotte
don_chisciotte

Ciao darkcrow! Questo argomento mi sta particolarmente a cuore (e ne avevamo già parlato in questa Buona Pratica), perché non riesco a concepire che un assicurazione‎ rimborsi al massimo solo il valore di mercato senza tenere minimamente (ed eticamente) conto...del valore delle persone! Quindi, per esempio: se faccio un incidente e non è colpa mia e il danno‎ e' di 2.000 euro ma la mia auto sul mercato vale 500, l'assicurazione mi rimborsa 500. Pertanto o mi compro un'auto usata (mediamente euro 5.000) oppure nuova (mediamente euro 10.000) o devo sborsare io i restanti 1.500 euro per riparare l'auto (ma allora che razza assicurazione‎ e'!!!). L'assicurazione tiene in considerazione il valore di mercato (ed il mercato è un'entita' astratta) e non il valore che la persona (che e' invece una realtà in carne ed ossa) da' al suo mezzo per il servizio che gli sta svolgendo. Oltretutto è la persona che paga l'assicurazione e non...il mercato.‎‎ Quindi mi sono informato nuovamente per capire se esiste un'assicurazione RC Auto che, invece di attenersi a ciò che dice il mercato, in maniera etica considera le esigenze e le difficoltà delle persone per fornire un congruo risarcimento.‎ Perché se il malcapitato si vede rimborsare solo 500 euro ma non dispone di altri 4.500 euro, per comprarsi un'auto usata del valore di 5.000 euro, se la prende semplicemente in quel posto.‎ Invece con i 2.000 euro per la riparazione avrebbe continuato ad usare la sua autovettura ancora per diverso tempo (e questo fa bene anche all'ambiente, che non deve smaltire l'ennesima auto che non si può riparare. Ma non perché è impossibile ripararla ma semplicemente perché "il mercato" dice che non conviene).‎ Volevo capire se esiste questa assicurazione etica, ma sembra proprio di no. Oppure almeno una clausola assicurativa che ti garantisce un rimborso totale del danno anche se lo stesso e superiore al valore di mercato dell'auto, pagando magari un supplemento sul premio assicurativo di base. Ma anche questa clausola sembra che non esista. Quindi sembra quasi che ci sia un rapporto/accordo tra il mercato dell'auto e le assicurazioni. Il mercato dell'auto svaluta velocemente ed a tavolino i mezzi nuovi che dopo qualche anno valgono meno della metà del prezzo di acquisto, fino ad essere considerati ‎da rottamare, quando in realtà svolgono ancora il loro servizio. E le assicurazioni dormono sonni tranquilli perché se un loro cliente distrugge l'auto dopo qualche anno dall'acquisto non dovranno risarcire cifre importanti. A causa di questa svalutazione velocissima che subiscono i mezzi di trasporto ho sempre sostenuto che spendere soldi per acquistare un'auto nuova equivale a gettarli nella spazzatura. ‎ Riflessione:‎ E poi....che cos'e' "il mercato"? Questa entità astratta che decide le nostre sorti... Giorgio Gaber lo sapeva bene e ci ha scritto pure una canzone "Il mercato" tratto dall'album "Un'idiozia conquistata ha fatica" m.youtube.com ‎ IL MERCATO ‎ Voce fuori campo: il mercato dei cambi è ancora in fibrillazione per l’apprezzamento dello yen nei confronti del dollaro. Ieri la valuta giapponese … ‎ Il mercato è un mammifero strano  senza niente di umano è una cosa che cresce che ogni giorno diventa più grosso  una crescita abnorme smisurata tutta forme  come una donna sempre incinta di se stessa.

Il mercato è un neonato opulento  ossequiato dal mondo è un bamboccio gonfiato  che ingrassa anche senza nutrice  non ha alcun bisogno né di cibo né di sogno  siamo noi tutti la sua grande incubatrice.

La chitarra suonava  ogni nota passava straziante dal petto e dal cuore era un urlo di rabbia  però stranamente era anche un canto d’amore

Era un ritmo così sconvolgente  per il corpo per la mente e la sala scoppiava di gente e di grande allegria quella notte era mia.

La chitarra suonava  senza smettere mai  ed ognuno di noi si sentiva così liberato senza rendersi conto  che anche lì si imponeva la follia del mercato

Il mercato è il demonio il mercato è Dio. Il mercato è il demonio il mercato è Dio.

Il mercato è uno squalo gigante  sempre più onnipotente   così bieco e spietato non ha impedimenti morali  ha travolto il nemico nella furia del suo gioco  uno alla volta si è sbranato gli altri squali.

Il mercato è un ordigno innescato  un circuito completo  è la grande invenzione è l’atomica dei più potenti è una competizione tra le più disumane  senza pietà per il massacro dei perdenti.

‎ La mia moto correva  il mio corpo vibrava felice più forte del vento  è una grande emozione  sentirsi immortali anche fosse in un solo momento

Era un senso di grande furore che è difficile da spiegare  io volevo mordevo l’asfalto ero come in balia  di una grande euforia.

La mia moto correva ero solo al comando mi sentivo fuori dal mondo così realizzato senza rendermi conto che anche in me stravinceva  la follia del mercato.

Il mercato è il demonio il mercato è Dio. Il mercato è il demonio il mercato è Dio.

‎ Lui. Lui il mercato, è dovunque. Niente gli sfugge. È avido e insaziabile, non si accontenta mai. È Lui, che determina tutto con la sua quotidiana  presenza. Gli scontri politici sono diventati un lusso, un gioco da salotto, non c’è individuo né formazione politica che possa opporsi alla logica di questo grande invisibile burattinaio, che tira le fila del nostro mondo. Ma se un giorno Lui di colpo sparisse? Se di colpo ci trovassimo esclusi da questo meccanismo perfetto così al da fuori di qualsiasi morale? In fondo è Lui, che ha realizzato i sogni dei nostri padri procurandoci benessere e ricchezza. Non c'é niente da fare, oggi come oggi un paese che rifiuta la sua logica, rischia di diventare un paese povero. Un paese che l'accetta con allegria, non solo rischia l’aumento dello squilibrio nella distribuzione della ricchezza, ma peggio ancora, l'annientamento totale delle coscienze. Insomma, un uomo oggi non ha neanche la possibilità di schierarsi decisamente a favore, o contro di Lui. Incredibile!  Forse, forse se lo si sa, se ne si è consapevoli, si può praticare questa realtà, senza pretendere di risolvere le cose con un sì o con un no. Ecco la grande sfida; allenarsi a vivere senza certezze, con la certezza che qualche cosa possa nascere da questa nostra contraddizione. Allora forse, magari a fatica, troveremo altre risorse, allora forse si ritorna a sognare, a pensare, perché l’individuo non muore,  resiste fra tanto frastuono e si muove nel dubbio  che in fondo è da sempre  il destino dell’uomo.

E pian piano ritorni a esser vivo‎ più presente più reattivo  la tua mente rivede affiorare in un mondo sommerso un percorso diverso.

L’individuo non muore  cerca nuovi ideali   e riprova l’antica emozione  di avere le ali di avere le ali

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