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rossellapetruzzi rossellapetruzzi 07 aprile 2013 — Per una scelta etica, ambientale, economica, sociale, spirituale, sostenibile, ... 

Visita quest'altra buona pratica simile, per un dibattito approfondito contiamoci.com

Commenti

don_chisciotte
don_chisciotte

Ho visto un cartellone pubblicitario della catena di supermercati Despar. Slogan: Molti grandi geni pensavano "Veggie": anche Mahatma Gandhi, Leonardo da Vinci, Richard Wagner e Albert Einstein. Ci sono dei disegni di questi personaggi famosi con le carote al posto del naso e la lattuga al posto dei capelli e barba... Siccome si parla sempre di piu' della scelta di molte persone di diventare vegetariani/vegani ecco quindi la linea "Veggie" di Despar...segno che la grande distribuzione si sta attrezzando per assecondare questa nuova tendenza, trasformando quella che dovrebbe essere una scelta etica e consapevole in una scelta modaiola e consumistica (non si limitano piu' a tenere qualche prodotto sugli scaffali ma investono in pubblicita'). despar.it Sono prodotti imballati / trasportati chissa' da dove / pubblicizzati e alla fine molto meno vegetariani/vegani di quanto possa sembrare secondo me. La storpiatura all'inglese del termine poi (veggie), fatta appositamente per creare un modo di essere, mi disturba alquanto. Io non sono vegano ma mi piacerebbe conoscere l'opinione di chi pratica il veganismo in relazione a questo mio commento (anche chi non lo pratica ovviamente puo' esprimere un parere, come ho fatto io!). Grazie.

don_chisciotte
don_chisciotte

Questa e' l'opinione di un mio caro amico (e vegano) relativamente al mio commento precedente soprariportato sulla pubblicita' di Despar "Veggie". Molto semplice : è tutto un piano studiato (e bene) a tavolino per propinare un alimentazione a base vegetale...si ma di colture di organismi geneticamente modificati (leggi OGM). D'altronde l'inaugugurazione di questa sospetta svolta "veggie" è stata varata all'expo 2015, detta anche la fiera degli ogm... come dire ... oppurtunità di business al di là di principi etici, ecologici e morali.

don_chisciotte
don_chisciotte

Questa e' l'opinione di un altro mio amico in merito sempre a quanto sopra (pubblicita' "Veggie" di Despar): Sai che io sono sempre molto scettico sia sul complottismo che sulla pseudo antiscienza allarmista. Vale sempre il rasoio di occam: il vegano o vegetariano adesso va alla grandissima,  il marketing vede un'opportunità e vi si getta a capofitto perche' c'e' odore di business, e il popolo bue compra a piu' non posso, soprattutto i molti (forse la maggioranza) che diventano vegetariani per moda, e fra un anno cambiano idea e si trovano un altro "hobby" tipo...la celiachia,  altro fenomeno di costume dove la gente si autodiagnosticava una malattia solo perché 3 giorni prima aveva avuto la dissenteria e quindi giu' a comprare solo prodotti per celiaci. Un paio d'anni fa si vedevano scaffali pieni solo di prodotti per celiaci. Una epidemia de celiachia! Per fortuna e' passata perché adesso si vedono molti meno prodotti di questo tipo. Ci e' andada  bene!... Questa e' la sua opinione, ed in effetti, pensandoci bene, anche a me delle persone che lavorano in hotels e ristoranti mi hanno riferito di clienti che vanno ad avvisare quando nel menu' fisso c'e' il secondo piatto di carne, adducendo al fatto che sono vegetariani e non mangiano carne, mentre poi si mangiano, per esempio, l'antipasto di affettati misti. Quindi molto spesso essere vegetariani/vegani e' solo un moda, e come tutte le mode viene e va, ed e' originata dal marketing e dalla pubblicita' e dai mass media...

don_chisciotte
don_chisciotte

Ecco che adesso comincia ad andare di moda andare a mangiare al ristorante vegano ma...senza essere vegani! Solo per fare un esperienza nuova (come una volta si andava al ristorante cinese). Ho sentito di persone che appunto caldeggiano la proposta di "provare" il ristorante vegano. In questo modo viene meno tutto il contorno etico che è il fondamento della scelta vegana. Queste persone purtroppo non sanno quello che dicono e fanno. Un altra cosa che non mi quadra e' che spesso al ristorante che si dichiara vegano, uno se vuole può ordinare carne o altri prodotti derivati. Questo per accontentare chi dei componenti del banchetto, non è vegano. Tutto ciò non ha senso a mio avviso. E' solo moda. ‎

LaChimicaVerde
LaChimicaVerde

Aggiungo che la scelta vegana, poi, non è automaticamente così etica come si potrebbe pensare. Recentemente ho trovato questo interessante articolo che ci spiega come nessuno stile di vita sia esente da impatti ambientali: thevision.com .

sistrall
sistrall

Già, articolo davvero interessante. Nel quale, a dire il vero, mi sembra di aver notato una leggera vena polemica, ma l'ho immediatamente perdonata perché il punto chiave è assolutamente da considerare e fa riflettere. Grazie per averlo condiviso qui. :-)

don_chisciotte
don_chisciotte

Si, effettivamente e' una sana riflessione e mi fa piacere che sia nata da una mia provocazione (la moda di essere vegani o di provare il cibo vegano al ristorante). Io non sono vegano (e nemmeno vegetariano anche se ormai la carne rappresenta nemmeno il 5% della mia alimentazione mensile) ma credo che il miglior modo per ridurre il nostro impatto ambientale sia quello di fare attenzione ai nostri comportamenti quotidiani (indipendemente dalla nostra scelta alimentare) seguendo le numerose Buone Pratiche presenti su Contiamoci.‎ Quindi anche essere vegani va benissimo, ma usando la testa!

ilraperonzolo
ilraperonzolo

Hai ragione nel dire che "il miglior modo per ridurre il nostro impatto ambientale sia quello di fare attenzione ai nostri comportamenti quotidiani", ma la scelta alimentare fa parte della quotidianità e, per forza di cose, incide tantissimo sull'impatto ambientale!

ilraperonzolo
ilraperonzolo

Anch'io ho notato la vena polemica, non troppo leggera in verità! Ma non l'ho perdonata perché le informazioni sono parziali e date in modo fuorviante. Per quanto riguarda il riflettere: sempre. E non lo si fa abbastanza.

ilraperonzolo
ilraperonzolo

Purtroppo l'autore dell'articolo ha, abilmente, mescolato.... le acque! ! E' reale il problema "quinoa", ma soprattutto per le recenti intolleranze, vere o presunte, verso il glutine!

I vegani sono sempre più numerosi, ma rappresentano ancora una minima parte della popolazione benestante che può comprarsi gli anacardi: siete proprio sicuri che sia il consumo dei vegan a provocare il disastro che l'autore descrive? Solo i vegani li consumano?? Per fare simil formaggi si usano anche tanti altri ingredienti, dall'articolo sembra che si usino solo anacardi!!

E gli avocado? Vengono usate in qualche salsa tra le tantissime elaborate, eppure solo i vegani devono essere ritenuti responsabili dei problemi connessi alle coltivazioni?? E tutta la cucina etnica che è arrivata ultimamente anche da noi e ne prevede un uso massiccio, perché non viene considerata?

E per la soia, sono sempre i vegan responsabili dei disboscamenti in Brasile perché si fanno la besciamella e il tofu?? Perché non spiega bene che i 40 milioni di tonnellate ogm esportati servono per alimentare i miliardi di animali macellati nei Paesi industrializzati con relativi problemi di inquinamento sia là che qua?? Per fare un LITRO di bevanda vegetale si usano circa 10 grammi di semi BIO, il resto è acqua e poco altro. Per avere un BICCHIERE di latte di mucca servono 20 litri di acqua, più il foraggio (se va bene!), più gli antibiotici, più gli escrementi da smaltire che in realtà inquinano suolo e acqua, ecc, ecc, ecc....

Dall'articolo sembra che i disboscamenti e la penuria di acqua siano causati dall'alimentazione vegetale: ma siamo davvero impazziti (o venduti) a non guardare in faccia la realtà, a non approfondire, a non fare due conti?? Se milioni di ettari di foreste non fossero stati distrutti per coltivare foraggi, ci sarebbe stato posto per coltivare EQUAMENTE ed ECOLOGICAMENTE anche quinoa, avocado, anacardi,....

marinazendri
marinazendri

Sono vegana da tanti anni. Sono d'accordo su tutto: che sia moda, business, ecc..., ma preferisco che la gente finalmente provi e sappia che si può mangiare bene mangiando vegano, piuttosto che sentirsi dire sempre: "Ma mangi solo verdura???? " Marina

ilraperonzolo
ilraperonzolo

In tanti ristoranti si va per moda, perché fa così effetto quando si va ad un vegan? Non lo vedrei come un problema, anzi! Ritenuta salutare da una parte della scienza più "aperta" (e meno corrotta!), l'alimentazione vegan, se viene conosciuta maggiormente, non può che fare ulteriormente bene. Se in ogni ristorante che nasce con un certo spirito etico dovessero andarci solo quelli già... "preparati", non ci sarebbe giovamento economico e verrebbe meno l'accoglienza verso persone nuove, che vogliono conoscere: perché le escludi così? Condivido invece pienamente la critica al ristoratore ipocrita che si propone come vegano e poi serve carne: questa è disonestà! E' un ristorante come tutti gli altri, lui sì che lo fa per moda!

don_chisciotte
don_chisciotte

Ciao ilraperonzolo e grazie per la tua partecipazione a questa, ed anche ad altre, discussioni/riflessioni che ho promosso/stimolato su Contiamoci. Ribadisco che non sono né vegano ne' vegetariano, anche se consumo pochissima carne oramai (l'ho già detto altre volte ma lo ribadisco appunto, per qualcuno che capitasse solo su questo singolo commento). Sono d'accordo con te che "l'alimentazione vegana, se viene conosciuta maggiormente, non può che fare ulteriormente bene". Il problema è la mancanza di informazione sul suo significato etico che, se non conosciuto, fa perdere gran parte del senso del cibarsi vegano. Mi spiego meglio: tu che sei vegano (almeno credo, ma vale per chiunque altro lo sia), sei consapevole del beneficio che puoi trarre da questo tipo di alimentazione, mentre per queste persone che lo provano per moda, e' solo un'esperienza in più, fine a se stessa. Oltretutto per te non c'e solo il beneficio fisico ma soprattutto l'aspetto etico (o chiamalo come vuoi) che ti fa stare bene dal punto di vista spirituale e che è stato l'ispirazione (e quindi non semplicemente la naturale conseguenza) della tua scelta vegana. Questo aspetto e' totalmente ingorato dalla maggior parte delle persone che fanno l'esperienza del ristorante vegano solo come moda. Perché la cucina vegana non deve essere solo un'esperienza del palato (es: "si, mi è piaciuta la cucina vegana e ritornerò certamente in quel ristorante"‎) ma anche dello spirito. ‎Per fare un paragone, magari un po' forzato, e' come se una persona dicesse:"oggi voglio provare ad andare alla messa come fanno tanti miei amici e voglio fare anche la comunione", ma non conosce nulla del significato di quest'ultima perché non ha fatto un corso di catechismo, ma magari il gusto della particola non gli dispiace. ‎Ecco quindi che se, accanto al menu' vegano del ristorante, ci fosse un volantino illustrativo di spiegazioni su cosa significa la scelta vegana e se l'ordinazione avvenisse solo conseguentemente alla lettura dello stesso (ed alla presa di coscienza del motivo della scelta vegana), il tutto acquisirebbe certamente un significato più profondo (oltre a quello semplicemente statistico/economico relativo al fatturato del ristorante ed alla soddisfazione del palato dei commensali).  

don_chisciotte
don_chisciotte

Interessante sul tema questo "sfogo" di un ragazzo vegano che ho trovato in un un blog di cui riporto sotto il link.

Il Vegano consumista è il nuovo nemico del cambiamento?

Spesso mi sono posto questa domanda, e spesso ci ho pensato su, ma oggi vorrei discuterne con voi.

Nella mia vita ho conosciuto vari tipi di vegan... C'è il vegano per moda C'è il vegano per salute C'è il vegano per etica Ma c'è una categoria che spesso li ha in comune tutti... Il vegano consumista. L'altro giorno nel mio gruppo su facebook mondo veg, alcuni vegan chiedevano, tramite un evento, un nuovo fast food vegano nella loro città. Ma cavoli e cavolfiori!!!! Io vorrei orti liberi, alberi da frutta nei parchi pubblici, io vorrei un mondo vegan e non certo un'altra società che sfrutta il veganismo. Posso capire che ogni attività vegan in effetti potrebbe creare altri vegan....   ma di quale categoria ? Forse sono io che sbaglio, forse il mio punto di vista è utopia, ma il cambiamento che vorrei non è avere supermercati vegan e locali vegan....cosa cambierebbe in effetti? Gli animali si non verrebbero più allevati ed ammazzati....  ma cosa cambierebbe per gli uomini e per la terra? I prepotenti, le multinazionali si darebbero ai prodotti vegan e così potrebbero continuare a sfruttare le risorse della terra e i popoli sotto sviluppati. Nel cambiamento che vorrei il capitalismo verrà sconfitto, Nel cambiamento che vorrei esistono gruppi di acquisto con scambi e baratto. Nel cambiamento che vorrei i soldi non hanno più valore....  sono solo carta. Perché solo con questo cambiamento così radicale, estremo per qualcuno, il mondo potrebbe cambiare davvero! Un ritorno alla natura, gli animali in natura non hanno bisogno di lavorare per far arricchire gli altri! Basta con questo nuovo schiavismo... tutti potremmo vivere liberi in natura... come gli altri animali. Invece la strada che stiamo percorrendo è quella del nuovo capitalismo... il capitalismo verde... che poi di verde ha ben poco. Non mi meraviglierei se un giorno assistessi a vegan che comprano prodotti della Findus, Coca Cola e magari anche un mc merda per vegan. Ma è questo il cambiamento che volete? Io no !!! Io continuerei a boicottare le multinazionali anche se vendessero esclusivamente prodotti vegan.... Vogliamo tenerci il sistema capitalista ??? Ma per favore no !!! Tu vegano non hai tempo per auto produrti il seitan ? Compralo... ma dal vegano che lo auto produce ! Non sarebbe così difficile creare gruppi di acquisti solidali, da qualche parte esistono già e funzionano. Perché comprare quello che potresti produrre ?   Il veganismo non dovrà mai essere brevettato dalle multinazionali.... sarebbe a fine del cambiamento! Cosa ne pensi tu ?

veganpress.blogspot.it

giuliadel
giuliadel

Ciao, io sono vegana da 4 anni,per scelta salutistica ma poi di seguito anche per tutto il resto e ho scoperto che essere vegani è la quadratura del cerchio delle scelte a favore dell'ambiente, della salute fisica e mentale...certo è una scelta che richiede tempo e conoscenza ma la consapevolezza pian piano arriva e ti fa capire che non è per moda che lo fai ma per stare meglio tu e il mondo che ti circonda.... Sul mondo dei super che stanno accogliendo questa scelta è chiaro che bisogna fare attenzione e non farsi infinocchiare....

giuliadel
giuliadel

Il veganesimo o per meglio dire mangiare principalmente frutta, ortaggi , legumi e cereali integrali è la quadratura del cerchio per i problemi di salute del pianeta e dei singoli umani ( a questo proposito vorrei consigliare la lettura, illuminante, dei due libri di C. Campebell" The China study" e "Whole, vegetale e integrale"). La modalità riduzionista della scienza ci ha portati un vicolo cieco dove i profitti dell'agricoltura e allevamento industriali vanno a braccetto con Big Pharma, l'industria farmaceutica che ci riempie di sostanze di sintesi necessari per il nostro pessimo modo di alimentarci.

Utente disiscritto
Utente disiscritto

Secondo me una buona pratica si valuta per i suoi risultati e vorrei dare per scontato che il risultato nutrizione adeguata sia già stato ottenuto. Vorrei chiedere come si può ottenere un risultato di praticità quando si è costretti a mangiare fuori tutti i giorni e più volte al giono, vicino al posto di lavoro (dove non ci sono ristoranti vegan). Qualcuno che ha adottato questa buona pratica può rispondermi?

luna
luna

Ciao lucidistelle. Vero quello che dici, molto spesso diventa difficile fuori casa mangiare in un certo modo. Non so dove abiti tu, per fortuna a Torino esistono ormai locali completamente vegetariani o vegani, o altri che, considerando l'aumento delle richieste, hanno ampliato la scelta nei loro menù, dunque finalmente c'è più possibilità. E ci sono addirittura bar che seguono questa politica. Io sono fuori a pranzo quasi tutti i giorni per lavoro, e so anche in quali bar "tradizionali" riesco a trovare qualcosa che possa andare, o saltuariamente anche solo un pezzo di focaccia o pizza rossa in panetterie che espongono gli ingredienti, e che quindi ho appurato non utilizzano lo strutto nell'impasto. Ma la mia scelta definitiva è quella di portarmi il pranzo da casa, non mi costa nulla prepararmi qualcosa in più il giorno prima e poi mangiarmelo a pranzo. Non ho nemmeno bisogno di scaldarmi le pietanze, utilizzo un thermos vecchissimo ma ancora efficientissimo. Oppure mangio cose fredde, anche se stanno fuori frigo in piena estate per qualche ora, non ne risentono. Così posso cucinare quello che mi pare! E sono l'unica a mangiare in ufficio, ma poco importa! certo è che anche il mio portafoglio ringrazia... E se non riesco a portarmi nulla, faccio come scritto sopra...

alchemica
alchemica

Non sono vegana, tanto meno vegetariana in quanto preferisco pensare all'essere umano in quanto animale onnivoro o almeno evoluto come tale e, se vogliamo vedere, spazzino all'occasione. Nulla di male a mio avviso, fino a che non ci si para davanti la questione dell'allevamento intensivo del bestiame. Questo mi disturba. Per come la penso io (ed è un pensiero personale che mi costa costanti lezioni di vita da vegetariani E non, quindi le sento da entrambe le parti) rispettare la vita significa fare parte del ciclo vitale che ci è preposto e se questo necessita prendere la vita di un altro essere vivente per la propria sopravvivenza così deve essere, a patto che di questo animale non ne venga sprecato nulla e che gli sia stato permesso di vivere una vita sana, normale e dignitosa nel pieno del rispetto che merita in quanto forma di vita. Il problema è che oramai gli allevamenti si sono trasformati in fabbriche (purtroppo anche qui in Italia ci stiamo "americanizzando" in questo senso e per me, le quali radici affondando nella vita bucolica, che lavoro con il cibo e per la quale l'alimentazione è la prima passione, è il peggior tormento) e gli sprechi, i maltrattamenti (e questo non significa solo picchiare l'animale, ma anche tenerlo tutta la sua breve vita in batteria, senza potersi muovere o al buio) e le contaminazioni sintetiche sono una normalità. Quindi, nel mio piccolo e con le mie convinzioni, acquisto solo la carne che consumo, massimizzo la resa di questa e mi assicuro di non sovvenzionare allevatori che non rientrano nella mia concezione di correttezza. Non voglio lisciare il pelo di nessuno e non cerco l'assoluzione, sia chiaro, ho solo condiviso il mio poco popolare punto di vista e spero che venga preso in quanto tale.

ilraperonzolo
ilraperonzolo

Si dice ancora: "prendere la vita di un altro essere vivente per la propria sopravvivenza". Non è più così, un tempo lo è stato sicuramente ed ancora oggi nelle foreste. L'evoluzione ha portato oggi a considerare brutali certi modi di trattare gli animali, considerati normali una volta. In futuro porterà a considerare brutale "prendere la vita di un altro essere vivente".

gvride
gvride

ciao, faccio parte di una associazione (sondrioveg.blogspot.it), che si sta ingrandendo e formalizzando proprio in questo periodo. Il nostro scopo è di diffondere la conoscenza e sensibilizzare riguardo la scelta vegan e antispecista, dal punto di vista etico, politico, sociale, ambientale etc.. in VALTELLINA, VALCHIAVENNA, ALTOLARIO. L'impresa può sembrare ardua nella terra di salsiccie e bre (bri-) saola, ma ci stiamo impegnando e raccogliamo risultati, proponendo serate, convegni, proiezioni, cene.. Insomma non posso che essere d'accordo con questa buona pratica, che spero non sia una moda, ma un primo passo verso una nuova etica.

luna
luna

Ciao gvride, certo non è semplice per voi in un posto dove consumare carne e derivati è parte integrante della cultura. Anche dove vivo io non è proprio il "paradiso del vegetariano", figuriamoci del vegano... per cui complimenti alla vs. associazione, continuate così, avete il mio supporto morale anche da qui!

gabritic
gabritic

Perdonate, ma io sono dell'idea che, per quanto riguarda il veganismo, non esista proprio il termine "estremismo"! Qualunque sia il motivo della "scelta": etica, morale, spirituale, animalista o salutista, l'estremismo non può esistere. Inizialmente ci ho provato, tipo "se capita..." oppure "non troppo...", ma non è attuabile. Se DAVVERO è una scelta consapevole, non può che essere totale e definitiva. Proprio per sua natura, non dipende più da te: è semplicemente così. Non ci riesci più!

luna
luna

Ciao Gabritic, l'estremismo di cui parlo non si riferisce certo alla scelta, che ovviamente non può essere fatta solo a metà, ma completa. Mi riferisco invece alle persone che condannano la scelta di altre, arrivando ad estremismo. Ci sono vegani che giudicano e denigrano chi non abbraccia il loro credo, arrivando anche a comportamenti che secondo me sono in antitesi con la loro etica stessa, e ci sono dall'altra parte onnivori tracotanti che disprezzano la scelta vegana, vantandosi di detenere una verità al di sopra di tutti, ecco questi per me sono estremismi. Io non mi permetto di giudicare chi fa una scelta diversa dalla mia, non mi permetto se sono a cena con onnivori di farli sentire in colpa se stanno mangiando una bistecca, perché credo che il rispetto sia fondamentale, come del resto io pretendo che si rispetti la mia di scelta. Ma comportandomi così nei confronti degli altri, so che avrò lo stesso dagli altri. Questo perché sono sicura che vale molto di più comunicare la propria esperienza, parlare dei propri cambiamenti fisici e mentali che una scelta vegetariana comporta, informare, piuttosto che altro. Vedo sempre più persone onnivore avvicinarsi alla straordinaria cucina vegana e stupirsi, quindi incuriosirsi e chiedere, e iniziare a informarsi su cose che prima ignoravano o a cui non pensavano. Da lì potranno sicuramente fare una scelta più consapevole, qualunque possa essere.

luna
luna

Si, sicuramente sia la scelta vegetariana che quella vegana sono da valutare in base a come si sta e a cosa si ha bisogno di mangiare. Io sono stata fortunata, ho potuto scegliere in base alla mia filosofia di vita, alla mia etica... C'è chi non può farlo, almeno in un certo periodo della sua vita in base alle esigenze fisiche, e chi lo fa anche solo per migliorare la propria salute, visto che la dieta vegana pare sia la più salutare in assoluto. L'importante è sentirsi bene nella propria scelta e avere comunque la misura giusta in tutte le cose, evitando estremismi sia da una parte che dall'altra.

Utente disiscritto
Utente disiscritto

Non è una cosa per tutti, questo bisogna dirlo. Per chi ha un'anemia tipo la mia, ad esempio, è solo il modo migliore per mettersi in guai molto seri. E' sempre meglio farsi consigliare da un medico e farsi fare una dieta specifica prima di prendere scelte così radicali.

gabritic
gabritic

Io mi informerei meglio, approfondirei fossi in te... Non ho il tuo problema, ne ho altri che parevano inconciliabili: non lo sono. Mai!

tittiviolino
tittiviolino

Questo documentario ci fa vedere come è strutturata l'industria alimentare americana, ma non pensiate che quella europea sia poi tanto migliore. Io ne conslglio la visione a tutti

tittiviolino
tittiviolino

Io sto cercando di avvicinarmi il più possibile al veganesimo, perché non posso dirmi ambientalista e allo stesso tempo permettere che accada quanto accade agli animali, gli effetti deleteri sull'ambiente degli allevamenti intensivi e la consapevolezza anche di quante persone potrebbero nutrirsi con il cibo che viene dato a tutti quanti questi animali, geneticamente modificati, pieni di antibiotici, cresciuti in condizioni pessime, costretti a vivere in spazi ristretti e non igienici né naturali e il prima possibile soppressi. Purtroppo anche bevendo il latte e facendo uso di formaggi si uccidono gli animali e il caso più eclatante è quello dei piccoli di bufalo, le cui carne non sono altrettanto appetibili di quelle dei vitelli e che quindi vengono soppressi alla nascita, e spesso abbandonati da "allevatori" senza scrupoli e fatti morire d fame inquinando gli ambienti con le loro carcasse. Ci sono tantissimi documentari che testimoniano di come in nome del profitto hanno ignorato la salute delle persone e anche chi continua a mangiare carne dev'essere consapevole di questo.

Gigi
Gigi

A me sfugge il senso "spirituale". Intendo dire che fino a che si parla di scelta ambientale, economica, sostenibile, sociale.. approvo tutto pur non essendo vegano, ma appena mi si parla di "etica" e "spirito" inizio a non vederci più chiaro. Cosa c'entra? E' forse un principio religioso? Perchè il rischio è che poi si faccia la distinzione tra buoni e cattivi, tra chi rispetta la fede e chi no.... Ed è un grosso rischio! Felice di avere testimonianze in merito

rossellapetruzzi
rossellapetruzzi

Condivido pienamente. Ma l'ho voluto inserire perché conosco persone che lo fanno in quanto buddhisti, ad esempio. L'ho condiviso, anche se io sono atea e non credo nello spirito.. :)

ardit88
ardit88

Penso che per scelta "spirituale" si intenda il fatto si essere più empatici verso gli animali, e con la scelta vegana si contribuisce a ridurre (e in futuro poter eliminare del tutto) l'infinita strage e sofferenza che si reca a molte altre specie animali. La distinzione tra buono e cattivo (o chi merita di vivere e chi no) mi sa che spesso la si fa involontariamente, mi riferisco sopratutto agli onnivori (senza accusare nessuno ovviamente), quando scelgono di mangiare un maiale piuttosto che un cane o un gatto (specismo). Chi sceglie un'alimentazione, e uno stile di vita, vegetariamo o meglio ancora vegano, rispetta automaticamente tutte le spcie di vita, senza considerare inferiore una specie piuttosto che un altra, o quale può finire sul suo piatto e quale no. Ripeto non voglio polemizzare nessuno, questo è solo quello che penso io :) E confrontarci gli uni con gli altri non può farci che bene, qualsiasi scelta si faccia, basta che sia consapevole e informata.

Fabio
Fabio

L'importante è che la scelta sia etica, ambientale, economica......ma non La Più etica, ambientale, etc. né Migliore che essere onnivori. Spesso mi sento trattato come se dovessi sentirmi in difetto a mangiar carne, quando, dopo studi in campo agrario (campo terribile, tutto è convertito in soldi) e naturalistico mi trovo ormai a credere che anche la scelta STRETTAMENTE vegana o vegetariana non sia adatta a tutti né la migliore (è adatta e la migliore per ALCUNI).

gvride
gvride

Non voglio che tu ti senta in difetto.. ma a quali studi in campo agrario ti riferisci? Io sono diventato vegano per motivi etici, per rispetto di esseri senzienti che reputo degni di rispetto. Però mi piace essere informato. A volte per semplificare su manifesti pro-vegan si parla in parole semplici del minor impatto ambientale della scelta vegan (peraltro tesi suffragate da ricerche Fao e Onu), ma se esistono ricerche diverse sono disposto ad argomentarmi

luna
luna

Anch'io sono vegetariana, ormai sulla via del veganesimo. La maggior parte delle cose che cucino appartengono alla cucina vegana, che al contrario di quanto tanti pensano, è una cucina ricchissima e gustosissima! La mia è una scelta sicuramente etica e spirituale, ma anche "salutare", partendo proprio dall'alimentazione la mia vita è cambiata molto, perché è migliorata la mia salute e non solo... Oltre al fatto non trascurabile che sentirmi più coerente mi fa stare sicuramente meglio!

Utente disiscritto
Utente disiscritto

ciao rossella. da due anni e mezzo sono diventato vegetariano e non ti nascondo che mi sto pian piano avvicinando, in maniera del tutto naturale, ad una visione vegana dell'alimentazione. quindi credo che presto "lo farò" anche io. mi fa piacere conoscere persone che curano la propria alimentazione. mi sto interessando anche al crudismo ed al fruttarismo...

rossellapetruzzi
rossellapetruzzi

Molto bello. Grazie per la tua risposta...mauri :)

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