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don_chisciotte don_chisciotte 01 gennaio 2014 — Vestiti come vuoi e come più ti piace, non seguire le mode. Sii originale e fai un complimento ad un'altra persona se noti qualcosa di personale nel suo modo di vestire.

  • I vestiti usali fino all'usura o diversamente regalali o scambiali con altre persone, se non sono più di tuo gradimento.
  • Non vergognarti di portare un capo usato, che male c'è se è di tuo gusto? Dopo una bella lavatrice è tutto pulito e disinfettato.
  • Non lasciare vestiti inutilizzati nel tuo armadio. Tirali fuori ed usali o divesamente dalli a chi ne ha bisogno perchè altrimenti servono solo ad occupare spazio inutilmente.
  • Quando un capo si danneggia cerca sempre di ripararlo prima di buttarlo oppure se ciò non è possibile prova ad immaginarne un altro utilizzo.
  • Non andare al centro commerciale solo perchè ci sono i saldi ma domandati se veramente hai bisogno di una maglia in più, altrimenti l'affare non lo fai tu ma il negoziante.

Nel nostro armadio non ci devono essere vestiti alla moda ma semplicemente vestiti che piacciono a noi. 

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gretagolia_granitas
gretagolia_granitas

Questa è la settimana della Fashion Week Revolution dove si chiede ai brand tracciabilità del lavoro, fabbriche sicure e più sostenibilità Molte cose stanno cambiando e noi nel nostro piccolo abbiamo lanciato qualche anno fa la Campagna: "smodati siamo e ci contiamo". Scarica il libretto di moda smodata con tanti consigli e buone pratiche da fa subito tue. Iscriviti e ricevi il manuale di bellezza smodata http://smodati.contiamoci.com/

gretagolia_granitas
gretagolia_granitas

Un annetto fa ho visto questo documentario fatto benissimo sul vero costo dell'industria della moda. Sul disastro di Rana Plaza, sulla Fashion revolution, e giornalisti e associazioni che indagano e fanno sesibilizzazione ecc... Vivamente consigliato

don_chisciotte
don_chisciotte

Cari amici uomini di Contiamoci (ma anche donne, che fanno i regali ai propri compagni e mariti) voglio parlarvi di un capo di abbigliamento che assolutamente non ci serve, a mio avviso, ma che troviamo in vendita ovunque e che quasi tutti possiedono: IL PIGIAMA. Oddio si, il pigiama! Vi prego liberateme!!! Che invenzione triste. Nelle mie memorie il pigiama si ferma alla prima adolescenza, dopodiché non l'ho mai più usato e nemmeno lo possiedo. Eppure sento di persone che...devono andare a comprarne uno, che lo hanno ricevuto in regalo, che ne possiedono di diversi tipi. Diversi tipi di....pigiama? Suvvia dai siamo seri, il pigiama fa troppo ridere, rende l'uomo ridicolo. Molti comici si presentavano in scena in pigiama per fare ridere solo a vederli. Qualcuno si era pure inventato i Pigiama Parties non certo per fare i seriosi ma per ridere uno dell'altro semplicemente perché l'uomo in pigiama, ripeto, è ridicolo. E quindi mi domando perché dobbiamo indossarlo. Che cosa può avere di diverso e di più bello, giusto, performante, salutare, etc un pigiama rispetto ad una semplice maglia che serva allo scopo, un patalone di una tuta etc? Io non ho il pigiama e quindi non lo uso. A seconda delle stagioni uso magliette vecchie e pantaloni della tuta un po' sgualciti. Farò ridere lo stesso ma almeno non mi sono comprato l'indumento apposito per il sonno che non serve proprio a niente. Questa è la mia opinione, si intende. Se qualcuno vuole invece esprimere le meravigliose qualità e i benefici dell'indossare il pigiama può farlo tranquillamente.

I

irene70 - disiscritto
irene70 - disiscritto

In effetti qualunque cosa va bene purché faccia dormire bene e possibilmente tanto! Comunque sembra che abbiano studiato anche l'argomento in questione e hanno concluso che è più salutare dormire proprio senza nulla o quasi nathura.com, perciò forse hai suggerito una nuova buona pratica (però dai, non è automatico l'effetto Stanlio e Ollio!)

don_chisciotte
don_chisciotte

E' interessante questo consiglio che ci hai segnalato, di dormire senza nulla o quasi. In estate già lo faccio, per l'inverno proverò ad abituarmi a questa (buona) pratica. Grazie!‎

don_chisciotte
don_chisciotte

Durante una discussione con una coppia di amici con figli di circa 6/8 anni e' emerso che loro sono consapevoli del fatto che la moda (ed i marchi) influenzano le scelte dei genitori ma...non se ne puo' fare a meno! Perche' se al bambino non si comprano, per esempio, le scarpe di marca All Stars, il bambino sara' preso in giro dai compagni. Questo, secondo loro, e' "colpa della societa'". Ho cercato di spiegare loro che la societa' siamo noi, e che se questo succede e' solo colpa nostra, che corriamo dietro ai diktat che ci impone la moda e la pubblicita' e che trasmettiamo ai nostri figli questa cultura. Gli ho fatto capire che e' grave cio' che sta succedendo (e loro erano d'accordo) ma che e' ancora più grave riconoscerlo e limitarsi a dire:"e' la societa' che va cosi' e non possiamo farci niente". Denotando una rassegnazione totale rispetto ad una pur minima possibilita' di cambiamento. E' troppo comodo, secondo me, dare la colpa alla societa' e sentirsi sollevati per questo (non e' colpa mia se sono costretto a comprare i vestiti costosi a mio figlio, ma della societa'...vi sembra un ragionamento normale?). Oltretutto poi la coppia faceva i soliti discorsi che si fa difficolta' ad arrivare a fine mese (e certamente avrebbero preferito comprare un paio di scarpe più economiche rispetto alle pubblicizzate e più' costose All Stars). Io credo che per un vero cambiamento sia necessario superare certi ostacoli che sono prima di tutto nella testa dei genitori e solo successivamente dei bambini (cioe' quando diventano grandi) e adottare degli strumenti convincenti per poter spiegare ai bambini certi concetti (magari cominciando a non portarli al centro commerciale tutti i giorni, perche' e' comodo e c'e' tutto a portata di mano). Io sono convinto che la colpa e' tutta dei genitori, che trovano pero' scuse. Il fatto e' che i genitori hanno paura che il loro figlio vegna preso in giro dai compagni perche' non ha un abbigliamento di marca. Cosi', pur di non far sopportare al figlio questa "terribile onta", sborsano volentieri più' soldi di quanto sarebbe nelle loro possibilita'. Questo dimostra la schiavitu' in cui siamo caduti...anche per amore dei nostri figli. Come si fa a far uscire le persone da questa spirale assurda? Io non ho ancora figli per cui mi chiedo se qualcuno di voi che e' genitore, e deve affrontare queste problematiche, e' in grado di dare la sua opinione in merito. Grazie.

graziellaboi
graziellaboi

Sono nata smodata!!! Bello vedere se qualcuno lo diventa.

irene70 - disiscritto
irene70 - disiscritto

Seguo l'invito di Greta e Silvano lanciato su facebook a pensare nuove piccole pratiche di moda critica: mi viene in mente che, se comunque non ce la sentiamo di 'osare' un look troppo datato attingendo solo alle cose vecchie dell'armadio, infischiandosene beatamente di tutto, possiamo comunque far durare gli abiti oltre le mode (semestrali): basta scegliere pezzi che non abbiano le caratteristiche proprie dell'ultimissima tendenza, tipo (dico quello che mi viene in mente adesso) i recenti piumini invernali ma con le maniche al gomito!, o i pantaloni troppo corti, o quelli troppo a 'zampa', o troppo lunghi, o le camicie effetto 'bottone sul punto di volare via' (valido anche per gli uomini)... insomma mantenendosi su cose meno 'da vetrina', pur scegliendo colori e fantasie che ci piacciono, non si rischierà di essere chiaramente datati, se questo poi può creare dei problemi sei mesi più tardi, quando andrà di moda l'esatto contrario.

don_chisciotte
don_chisciotte

Si certo, però il tuo ragionamento tiene sempre in considerazione il fatto che...esista la moda, che è quello che invece questa Buona Pratica vuole smentire. Parli del rischio di essere chiaramente datati...rischio? Parli di avere dei problemi sei mesi più tardi quando le mode cambieranno...problemi? E chi lo ha stabilito? La moda appunto, ma solo se segui i suoi dettami. Continui ad esserne condizionata e prigioniera se ti limiti in quello che indossi. Perché, se a me invece piace un piumino con la manica a gomito, dei pantaloni troppo corti o troppo a zampa, o troppo lunghi etc, non me li posso acquistare e metterli fino a che ne ho voglia? Non mi deve condizionare il fatto che ciò che sto comperando adesso probabilmente fra sei mesi fa non andrà più di moda. Io continuo ad indossarlo finché mi piace. Se un giorno non mi piacerà più (ma dipende da me) allora lo eliminerò dal guardaroba. Decido io e non la moda, perché la moda, non so se si è capito, in questa Buona Pratica non esiste...

irene70 - disiscritto
irene70 - disiscritto

Sì, ma infatti ho scritto "Se non ce la sentiamo di 'osare' infischiandocene di tutto...": era un suggerimento pratico proprio per chi ancora non è del tutto libero dai condizionamenti della moda, ma detesta sprecare. Suggerisco infatti di seguire comunque i nostri gusti nella scelta di colori o fantasie, ma di scegliere fatture 'classiche' (se, per esempio, già sappiamo che quel giubbino a manica corta l'anno prossimo, quando andranno le maniche a kimono, non riusciremo più a portarlo mentre invece uno con le maniche classiche sì). Solo una banale idea per chi ancora non si è completamente liberato da tutto il sistema-moda.

don_chisciotte
don_chisciotte

Si Irene, ho letto quello che hai scritto. Ma uno che non se la sente di osare e' perche' evidentemente e' condizionato dalla moda e quindi ti devo ripetere quanto gia' scritto precedentemente. Non voglio sembrare rompiscatole ma se uno ragiona che esiste la moda, non ha capito questa Buona Pratica. Cioe' non si puo' essere, come dici tu, "non ancora liberati dalla moda" perche' e' semplicemente un modo alternativo di dire che ne siamo ancora schiavi. Il concetto di "quasi libero" non esiste. O schiavi o liberi. Niente vie di mezzo insomma (e non e' una novita per il Don, giusto?). Io, se sono veramente libero, quel giubbino con le maniche corte di cui parli nell'esempio, se mi piace me lo compero e me lo metto finche' voglio. Mentre invece, seguendo il tuo ragionamento, per non incorrere nel problema di andare fuori moda (e quindi di non sprecare un capo ancora in buono stato), sono in un certo senso costretto a comprarne uno con le maniche classiche. Ma se sono costretto, allora vuol dire che non sono libero, che sono comunque schiavo della moda (che in questo caso, invece di farmi comprare capi alla moda che incontrano il mio gusto, mi obbliga a comprarli classici per la paura di doverli poi sprecare). Invece, se mi piace quello con le maniche corte io devo sentirmi libero di acquistarlo e di metterlo fino a che ne avro' voglia e sono certo che riusciro' a portarlo anche nelle stagioni successive, in barba alla moda. Perche' il concetto di moda e' stato rimosso dalla mia testa. Chissa' se sono riuscito a spiegarmi. Grazie come sempre per il tuo ascolto e partecipazione. Ciao!

irene70 - disiscritto
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Sì, Don, ti sei spiegato benissimo, come sempre. Forse ho sbagliato pratica allora, ma (poiché sai che pure io come 'rompiscatolaggio' non scherzo) vorrei dire che invece per me, in certi ambiti, come in questo della moda, non necessariamente si è o solo liberi o solo schiavi: si può diventare liberi per gradi, passando attraverso scelte che stanno a metà strada e poi liberarsi sempre di più, e questo (se messo in pratica senza grandi sforzi) era solo un consiglio per chi non ha ancora messo 'lo faccio già' né 'lo farò'; detto questo, ho due giubbetti con maniche al gomito che avanzano, se interessano a qualcuno... (no,no, sto scherzando!)

don_chisciotte
don_chisciotte

L'importante e' che l'obiettivo finale sia comune. E mi sembra che ci siamo. Mi e' piaciuta molto anche la campagna di Contiamoci per la fiera Fa' la Cosa Giusta di Milano, con lo slogan "smodati siamo e ci contiamo". Bravi!

irene70 - disiscritto
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Sì, infatti, e a chiusura cito solo questo verso che mi pare ci stia un po' bene qui: è dalla canzone "Manifesto" del gruppo italiano Bandabardò, youtube.com (...) Oggi non mi vesto/Sono fuori dal coro, nettamente diverso LE MODE SE NE VANNO, IO RESTO! e manifesto!(...)

irene70 - disiscritto
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Questa buona pratica sta "sbancando il botteghino" sulla pagina facebook di Contiamoci, in questi due giorni! E' bello questo: vuol dire che c'è voglia di libertà, nei pensieri... e negli armadi.

don_chisciotte
don_chisciotte

Woow!!! Che bella notizia. Io pero' adesso su questa Buona Pratica voglio vedere anche i "lo faro'" e non solo i "contami". Solo cosi' avviene il cambiamento! Ciao.

don_chisciotte
don_chisciotte

Ad un amico che mi ha criticato perche', secondo lui, vestivo un capo non alla moda, ho risposto cosi':"sono secoli che esiste la moda, quindi sei tu che segui un comportamento imposto dalla notte dei tempi e dal quale bisognerebbe distaccarsi, per sentirsi veramente moderni ed innovativi. Mi spiace per te ma, per quanto mi riguarda,...la moda e' passata di moda!" Siccome non e' proprio un cretino, e' rimasto un po' perplesso e non ha saputo controbattere,...forse ci stara' pensando... Ho pensato che questa mia risposta potesse tornare utile anche a voi, se qualcuno dovesse farvi delle osservazioni sul vostro abbigliamento "obsoleto".

iaia
iaia

Ottima risposta Grazie La userò anch'io

Dide1900
Dide1900

Ciao, io ormai ho ridotto gli acquisti all'essenziale, cerco di fare esattamente come scrivi ed ho ridotto le spese superflue, oltre che sentirmi eticamente molto meglio! ;-)

irene70 - disiscritto
irene70 - disiscritto

Ora è di nuovo tempo di saldi: mi riallaccio al commento sotto (non riesco a inserire risposte) di ripescare dal guardaroba pezzi un po’ “antichi” e sicuramente ora originali: io faccio così da una vita, solo volevo dire di stare attenti con i sandali sportivi, quelli di gomma scura. Se rimangono inutilizzati per uno/due anni poi al primo utilizzo tendono a… sbriciolarsi; mi è capitato due volte (ed erano sandali “buoni” secondo lo standard del mercato), una ieri: succede che dopo pochi chilometri cominciano a perdere pezzi e ci si ritrova scalzi e a raccattare i pezzi persi (divertente per chi guarda!), quindi se riesumate dal guardaroba sandali di questo tipo collaudateli in casa prima!

don_chisciotte
don_chisciotte

Si Irene perche' certi sandali e scarpe da ginnastica / antifortunistica sono realizzati con una para speciale (speciale si fa per dire, sarebbe meglio dire "per niente speciale") che dopo due/tre anni si sbriciola o si ammorbidisce al punto quasi di sciogliersi. A me e' capitato con un paio di scarpe antinfortunistica, nuove e mai usate che quando e' capitato il momento di utilizzare erano praticamente sciolte (la gomma sembrava catrame). Il tutto credo rientri sempre nel discorso dell'obsolescenza programmata perche' io ho scarpe vecchie di piu' di 20 anni che ancora sono perfette. Abbasso I saldi e viva i nostri armadi con le cose vecchie!

don_chisciotte
don_chisciotte

Visto che la moda spesso ci propina capi di abbigliamento appositamente consumati, sgualciti, lacerati, bucati, invecchiati etc e che invecchiamento e lacerazione vengono fatti pagare profumatamente, perche' dovremmo preoccuparci se un nostro vestito si e' rotto? Lanciamo la moda del "rotto e' bello ma...l'ho rotto io!".

don_chisciotte
don_chisciotte

Un consiglio per festeggiare l'inizio dei saldi: andate nel vostro guardaroba e tirate fuori qualcosa di particolare che non mettete da tanto tempo. Buona ricerca!

don_chisciotte
don_chisciotte

L'imperativo di questa Buona Pratica vale, ovviamente, anche per l'abbigliamento necessario per attivita' sportive non professionistiche. Per esempio ultimamente sembra che non si possa andare a fare un po' di jogging (ooops scusate, volevo dire "una corsa") se non si hanno le scarpette firmate, le tutine di marca attillate e piu' o meno fluorescenti, luci segnaletiche stroboscopiche, fascette porta cellulare (ma almeno quando corriamo caspita, lasciamolo a casa questo cellulare). Insomma, siamo riusciti a trasferire il culto dell'immagine anche in questo, perche' bisogna essere "fighi anche quando si fa sport". Invece, io che corro regolarmente senza "luci di posizione" e con pantaloncini, magliette e tute del tutto anonime e lasciando il cellulare a casa, ho incredibilmente riscontrato che i benefici fisici che se ne traggono sono esattamente gli stessi indipendentemente dalla marca dell'abbigliamento utilizzato. Forse qualcuno obiettera' magari sostenendo che "una maglietta sudata della Nike, pero', fa sempre la sua bella figura!".

irene70 - disiscritto
irene70 - disiscritto

... parole sante! Sudore firmato= sudore non firmato! e così pure è uguale il sudore (e spessissimo ugualmente sottopagato, purtroppo) di chi le cuce, quelle magliette, firmate e non (anzi, a volte, la cronaca insegna che...).

gretagolia_granitas
gretagolia_granitas

Consiglio questo libro: I vestiti nuovi del consumatore di Deborah Lucchetti, ed. Altreconomia. Ho scoperto cose agghiaccianti su Zara e simili multinazionali del tessile. Questa bp e questo libro si collegano anche alla bp Jeans e alla campagna abiti puliti la cui fondatrice è proprio l'autrice del libro.

don_chisciotte
don_chisciotte

Grazie a tutti coloro che stanno condividendo questa Buona Pratica. Aldila' delle buone azioni volte al recupero/scambio/dono dei vestiti (che sono tutte buone pratiche presenti qui e la' su Contiamoci) vorrei sottolineare che in questo caso l'obiettivo da focalizzare e' quello, come dice il titolo, di vestirsi come ci pare a noi. Cio' significa sconfiggere il falso mito delle mode facendo cosi emergere la nostra originalita' anche in questo. Per cui possiamo senza problemi indossare un capo anni 70 o anni 2010 a seconda del nostro gusto. Liberarsi dall'ideologia delle mode e' uno dei principi fondamentali per liberarsi dal consumismo che l'ha creata. Nel nostro armadio non ci devono essere vestiti alla moda ma semplicemente vestiti che piacciono a noi. Non voglio quindi limitare l'abbigliamento solo ad una questione di utilita' perche' credo sia anche un'espressione della nostra personalita'. Ma e' giusto che questa personalita' venga espressa nella massima liberta' e senza imposizione alcuna.

francescomarchetto
francescomarchetto

Concordo al 100% con quello che dici!

don_chisciotte
don_chisciotte

Grazie mille, mi raccomando per cortesia mettete il "contami" sulla Buona Pratica se siete d'accordo anche sul contenuto della stessa. Grazie e ciao!

don_chisciotte
don_chisciotte

Continuo ad incontrare persone (amici e conoscenti) che, senza che io solleciti alcun argomento specifico, mi parlano del fatto che "abbiamo gli armadi pieni di vestiti che non mettiamo", "abbiamo comprato abiti in eccesso", "ci voleva l'armadio piu' grande e poi nemmeno piu' quello sembrava bastare", "non compro piu' nulla di abbigliamento, voglio usare tutto quello che ho e non ho mai usato", "non capisco perche' compravo quei vestiti che non ho mai messo, forse perche' avevo l'illusione di fare dei grandi affari", "ho regalato/eliminato vestiti mai messi solo perche' non erano piu' di moda", etc etc e potrei continuare con gli esempi, senza contare che c'e' chi si e' ammalato di shopping compulsivo. Credo stiamo reggiungendo la consapevolezza di quello che ci e' successo che, nella gravita' del fatto, e' un segno di speranza!

frabarenghi
frabarenghi

Io, nel frattempo, faccio come Jung che aiutava i corsi d'acqua spostando i detriti perché sosteneva che questo facesse scorrere meglio anche il pensiero: nel mio caso invito tutte le persone che vorrebbero disfarsi di abiti che non usano (ma non vorrebbero perché evolversi è faticoso) a darli a me, che a mia volta li giro ad amici in difficoltà e rifugiati. La cosa bella è che i donatori mi ringraziano.

don_chisciotte
don_chisciotte

Grande Fra' (come sempre) con questi tuoi paragoni filosofici! Guarda che sto leggendo 1984 di Orwell...hanno appena arrestato Winston, porca miseria!

frabarenghi
frabarenghi

orca... Don... allora stai per sapere... di tutti i milioni di italiani che lo nominano sarai tra i pochi a conoscerlo... lui... Il-Grande-Fratello!

don_chisciotte
don_chisciotte

Eh si Fra, 1984 di Orwell l'ho finito e adesso conosco il Grande Fratello...quello vero! Un'altro libro sulle stesse tematiche che mi hanno consigliato e' Il Mondo Nuovo di Aldous Huxley. Ne ho trovato un riferimento nel libro di Latouche "Usa e Getta', che parla dell'obsolescenza programmata. Nel romanzo di Huxley ai bambini viene inculcata attraverso l'ipnopedia (indottrinamento durante il sonno) l'idea che "gettare e' meglio che riparare". Tu l'hai letto "Il Mondo Nuovo"? Ciao.

frabarenghi
frabarenghi

No! Ma ho appena finito "la schiuma dei giorni" di Boris Vian; non c'entra molto con le cose che stiamo scrivendo, però secondo me ha il suo perché. Dovrò darmi da fare con Huxley, magari in lingua (!), e Latouche (magari tradotto...); grazie ;-) Di solito quand'eravamo ragazzi chi leggeva "1984" si cuccava in automatico anche "Fahreneit 451" di Ray Bradbury. La butto lì... Grazie Don! A presto; e saluti a tutta la comunità, sperando di non avervi annoiati con questo fuori-pista...

don_chisciotte
don_chisciotte

Ok grazie Fra per le tue preziose indicazioni. Provvedero' di sicuro quanto prima a recuperare questi titoli (1984 alla fine non l'ho preso in prestito in biblioteca, l'ho proprio comprato, cosi adesso lo presto direttamente io a qualcunaltro e gia' l'ho fatto...Ciao!

irene70 - disiscritto
irene70 - disiscritto

Concordo pienamente su tutto, ma posso anche approfittare della tua giusta bp sui vestiti per chiedere se c'è qualcuno tra i "contatori" di Contiamoci che sa indicare (però non so se si possono fare nomi...perciò qui chiedo anche a Greta e Silvano SE È POSSIBILE dare questo tipo di indicazioni, IN CASO CONTRARIO NON IMPORTA ...) dei luoghi, anche online, dove si possa comprare abbigliamento eticamente sostenibile (quindi che rispetti ambiente e lavoratori)? Intanto grazie.

gretagolia_granitas
gretagolia_granitas

Certo che si può, a patto che le fonti siano ben verificate. Quindi segnalate pure quello che scoprite e poi assieme verifichiamo. Certo ci serve una mano.

Inizio io con dei fornitori di intimo che ho conosciuto a Fa' la cosa giusta: sono di Novara made-in-no.com. Segnalo anche questo articolo di altreconomia che parla proprio di loro

irene70 - disiscritto
irene70 - disiscritto

Nel libro "Italia Low Cost" di F. Astone e R. Lacala, 2012, a pag. 345 c'è il paragrafo"L'altro stile: vestire equo, solidale e sostenibile", in cui vengono citati tra gli indirizzi più sicuri di vendita on line, la rete Altromercato e quella di Altra Qualità, che propone una collezione di abiti coloratissimi, felpe e magliette personalizzabili del mercato equo con fatture per tutti i gusti e anche a prezzi ...equi, ho dato un'occhiata e mi pare molto interessante.

don_chisciotte
don_chisciotte

Ciao Ire ieri sera ad un incontro di MDF ho conosciuto questi Vestiti di Gioia vestitidigioia.it sono abbastanza vicini a casa tua (Campodarsego - PD).

irene70 - disiscritto
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@ Granitas @ Donchishiotte grazie delle indicazioni; io invece a Verona, nei pressi di Piazza delle Erbe, ho visto un bellissimo piccolo negozio che si chiama Progetto Quid che riportava in vetrina la loro "mission": "Quid è un nuovo brand di T-shirt che nasce da materiali di fine serie recuperati e ri-progettati da cinque amici per dare lavoro a persone svantaggiati ...Con questo progetto si offre un’opportunità di lavoro ed emancipazione sociale a persone svantaggiate; per creare un prodotto innovativo, sostenibile, unico e ad alto contenuto creativo...", ho visto prezzi accessibili e cose molto belle.

don_chisciotte
don_chisciotte

Ciao Irene, dalle nostre parti ci sono questi punti di commercio equo e solidale della Cooperativa Pace e Sviluppo. C'e' ne è uno anche nella tua città ma probabilmente lo saprai già. Qui c'è una lista dei punti vendita delle provincie di treviso/padova/venezia altromercato.it

irene70 - disiscritto
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Grazie mille Ddon, sì lo conosco bene: è il "mio" fornitore ufficiale di cioccolata e regali vari (poi è di fronte alla biblioteca: cosa chiedere di più!). E' un'ottima idea passare in questi negozi per fare o farsi un regalo (specialmente a Natale): oltre al cibo hanno appunto anche borse, portafogli, bigiotteria, sandali, sciarpe, berretti, magliette e varie altre cose.

francescomarchetto
francescomarchetto

Io ne conosco tanti, anche se la maggior parte sono inglesi! Ecco una lista:

Dai un'occhiata Irene! Io ho comprato qualche volta da rapanui clothing quando vivevo in UK!

irene70 - disiscritto
irene70 - disiscritto

Ti ringrazio! Darò senz'altro un'occhiata ai siti indicati.

irene70 - disiscritto
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In questo articolo viene data una lista di alcune aziende che producono abbigliamento etico e sano eticamente.net .

gretagolia_granitas
gretagolia_granitas

Con le mie amiche ci troviamo a casa di qualcuno, prepariamo qualcosa da mangiare e ci scambiamo i vestiti che non mettiamo più, troppo divertente lo swap party - del baratto ho scritto qui contiamoci.com

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