Caogiochi

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irene70 - disiscritto irene70 04 ottobre 2015

Come i libri in buono stato e non troppo obsoleti  possono essere portati nelle biblioteche, così tutti i giocattoli che i nostri figli non utilizzano più (libri cartonati, giochi in scatola, pupazzi, animali di plastica, bambole, costruzioni, puzzle, ecc.), se in buono stato, puliti e completi di tutti i pezzi, vengono accettati volentieri dalle ludoteche comunali (dato l'utilizzo frequente hanno bisogno anche di un ricambio abbastanza  veloce).

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Commenti

irene70 - disiscritto
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Fino a una certa età i bambini non hanno per forza bisogno di giocattoli commerciali, fatti di plastica e alimentati da batterie che si esauriscono dopo poco (meno pubblicità vedranno, più lungo sarà questo periodo): hanno bisogno più che altro di sporcarsi, di maneggiare, sperimentare. Tutto questo può essere fatto con materiali naturali e/o di recupero e con un po' di fantasia: in queste foto ci sono tantissime idee (e poi non ci sarà bisogno di dare una seconda vita a nulla, si differenzierà): curioctopus.it; e anche qui http://riciclattoli.com/category/riciclo-creativo

gabriella2015
gabriella2015

Ho portato i peluche di mia figlia ormai cresciuta, lavati e in buone condizioni, ad un'associazione della zona che, insieme ad altri giocattoli usati e nuovi (tutti regalati), li usa per confezionare pacchi natalizi da consegnare a famiglie bisognose segnalate dal comune. Qualche volta ho aiutato anch'io a confezionare i pacchi e a consegnarli.

don_chisciotte
don_chisciotte

Ciao Gabriella2015, e' certamente lodevole il tuo gesto e l'iniziativa che hai supportato. Ha solo un risvolto "negativo" scondo me, se lo si guarda con occhio piu' critico e che va oltre la bonta' del singolo gesto. Voglio dire cioe' che questa iniziativa tiene comunque vivo il concetto del regalo natalizio, da cui bisognerebbe gradualmente distaccarsi. Infatti le famiglie meno abbienti si sentono frustrate per non poter fare ai propri figli un "degno" regalo di Natale, un regalo che pero' e' imposto dalla mentalita' della societa' dei consumi profondamente radicata nella nostra cultura. Questo senso di frustrazione ed infelicita' e' un concetto fondamentale su cui si basa la logica del consumismo. Il regalo natalizio non e' certo imposto dal Vangelo a cui il Natale e' legato come avvenimento (ed alla "scusa" che il concetto di dono natalizio si e' originato dall'opera dei Re Magi io ci credo poco...). Il sistema economico tiene le persone povere in scacco: "se non hai soldi per comprare un regalo natalizio ai tuoi figli ti devi sentire triste e frustrato. Cosi', se un giorno avrai delle disponibilita' economiche maggiori, ti riverserai sui consumi per sentirti felice e raggiungere l'appagamento che ti e' mancato fino ad oggi". Pertanto la mia idea e' che e' giusto donare i giocattoli usati alle famiglie povere per offrirli ai loro piccoli ma svincolando il gesto dal legame con ricorrenze religiose come il Natale. Mi rendo conto che la mia analisi potrebbe essere fuori luogo ed oltremodo esagerata ma su Contiamoci ci sono diverse Buone Pratiche che invitano ad "emanciparsi" dalla necessita' del regalo natalizio a tutti i costi. E questo per cambiare una mentalita' diffusa e troppo legata ai valori del consumismo e meno a quelli veri del Natale (aldila' che uno sia credente o meno). Pertanto regaliamo pure i giocattoli alle famiglie bisognose ma facciamolo quando e' necessario e non solo perche' e' Natale. Perche' cosi', anche tramite la beneficenza, alimentiamo la mentalita' consumistica che ci ha imposto i regali di Natale... Ti prego di perdonarmi ma, con la mia esagerazione, sono riuscito ad indivudare anche in questo tuo bel gesto quella brutta bestia del consumismo, che e' veramente dura a morire perche' si rigenera continuamente, ed in questo caso addirittura si traveste anche da...buon samaritano! Ci sembra cioe' di aver sconfitto il consumismo regalando giocattoli usati ai bisognosi per Natale, ma in realta' lo stiamo alimentando, tenendo in vita il concetto che esso stesso professa. Infatti il bisognoso comunque non avrebbe speso soldi per gli acquisti natalizi. Offrendogli noi i giocattoli usati, teniamo alto il concetto che a Natale e' necessario fare regali. Cosi quando il bisognoso avra' un giorno un po' di disponibilita' economica ragionera' sempre con questo concetto ed utilizzera' parte dei suoi soldi per i "necessari" regali natalizi. E' una spirale senza fine ed il consumismo continua in questo modo a vivere dentro di noi...

irene70 - disiscritto
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Oppure possono essere venduti nei mercatini che si organizzano per i ragazzi di medie ed elementari ogni anno in quasi tutti i comuni, sempre per beneficenza: dalle mie parti viene fatto a novembre (mercatino di S. Martino) e i ragazzi allestiscono i banchetti, vendono, gestiscono la cassa, portano il ricavato nelle mani degli enti scelti per ricevere le offerte, insomma si divertono facendo qualcosa di utile e imparano moltissimo (soprattutto a non sprecare e a condividere!).

don_chisciotte
don_chisciotte

Brava, ben detto! Pensa che io spesso trovo giocattoli, praticamente ancora nuovi, buttati a fianco dei cassonetti dell'immondizia. Li prendo, li lavo e li do' ad un mio collega che li porta ad un centro per bambini disadattati. Per questo metto il contami su questa Buona Pratica. Oltre ad essere spreconi siamo anche incuranti del prossimo perche' non pensiamo che, se al nostro bambino il giocattolo non serve piu', puo' essere utile ad un altro bimbo che non puo' permetterselo. A parte il fatto che i bambini di oggi hanno troppi giocattoli, anzi in alcuni casi ne sono proprio sommersi, e questo non va bene. Ma questo e' un altro discorso che abbiamo gia' fatto (mi sembra su una Buona Pratica relativa al consumismo o al decluttering).

irene70 - disiscritto
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Fai bene: lo spreco evidente è insopportabile! E 'troppissimi' giocattoli, sì: dai 7 mesi ai 12 anni è tutto un accumulo di giochi vari (se anche i genitori sono un po' 'attenti' non tutti i parenti e amici possono essere sempre indirizzati verso altro) e soprattutto troppi giochi con le batterie.

don_chisciotte
don_chisciotte

Guarda, fatalita' proprio ieri sera sono stato a casa di amici che hanno una bimba di 2 anni. Avresti dovuto vedere la loro casa, sembrava un asilo nido con decine, cosa dico, centinaia, di giocattoli. Solo nel bagno c'erano una ventina di animaletti, barchette, pupazzetti vari (e mi immagino che questa situazione si ripeta per miglialia di famiglie). E' una coppia che non se la passa molto bene (lavora solo lui, affitto da pagare, oltre alla bimba e due cani da mantenere, etc). Cosi' quando lui si lamentava che i soldi non gli bastano (lo aspettavo al varco...) gli ho detto:"ma perche' non cominci a ridurre tutti questi giocattoli, tanto una bambina di due anni cosa vuoi che ne sappia, quando ha dieci giochini sono gia' tanti ed e' contenta lo stesso...". Lui mi ha risposto che la maggior parte dei giocattoli che vedevo erano stati regalati o ereditati. Ma anche se cio' fosse vero e' comunque uno spreco ed e' sbagliato. Perche' continuiamo a regalare giocattoli ad un bambino che ne e' gia' sommerso (fosse anche il nostro amatissimo nipote)? E perche' se ne abbiamo gia' tantissimi in casa ne accettiamo ancora in eredita' invece di rifiutarli e/o invitare a donarli a opere caritatevoli?. Ma che cosa abbiamo nel cervello se pensiamo di far felice un bambino regalandogli l'ennesimo giocattolo che apprezzera' solo per qualche giorno per andare poi a confondersi con gli altri gia' in suo possesso? Questi bimbi si stanno abituando ad una abbondanza sbagliata (e, nel caso specifico che ho citato io, un'abbondanza che tra l'altro non rispecchia nemmeno il reale tenore di vita della sua famiglia). Quindi alla tua Buona Pratica aggiungo anche di dire ai parenti/amici di smetterla di portare giocattoli e ai genitori di rifiutare quelli ereditati quando in casa ce ne sono gia' abbastanza. Ciao.

irene70 - disiscritto
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Ciao Don, sì, l'ideale, a logica, sarebbe fare proprio questo che proponi tu e per il rifiuto ai regali ereditati è una cosa fattibilissima (e infatti prima di regalare cose in giro bisogna sempre chiedere), però volendo si possono anche accettare (avendo spazio in cantina) e proporre ai bambini un po' alla volta, evitando così di comprarne di nuovi, ma assolutamente un po' alla volta, e anche qualche volta accantonandone alcuni già usati per poi riproporli dopo un po' di tempo, proprio per non abituare troppo i piccoli all'abbondanza straripante che confonde e basta; e pure io la parte del dire agli altri di non fare regali la pensavo una cosa tutto sommato facile, 'prima', MA (c'è sempre un ma!) non è tutto tic-tac credimi (e, davvero, non voglio fare la parte della 'saggia e vecchia zia' solo perché sono passata attraverso l'infanzia di un figlio, giuro, nessun intento di questo tipo): anche se una coppia è assolutamente contro gli sprechi (e già qui bisogna trovarsi d'accordo e quando si parla di figli non è proprio così facile, anche in una coppia 'armonica', e lo si capisce davvero... quando arrivano i figli) e super convinta che non sono i giocattoli a fare la felicità dei figli, anche se non ha la televisione che porta in casa mille inutili desideri, anche se riesce a indottrinare uno dei nonni (ma c'è magari la famiglia di lei/lui che la pensa diversamente... ), ad ogni Natale avrà comunque sempre qualche giocattolo di troppo in casa. Per i compleanni invece, almeno quando i bambini sono alle elementari, si possono fare feste 'comunitarie' come ho suggerito qui contiamoci.com e si può scrivere nel biglietto di invito di non portare assolutamente regali, se non un disegno o un bigliettino (e in questo caso essendo una cosa che vale per tutti i festeggiati, i ragazzi lo accettano tranquillamente) e già sono 5 anni di regali superflui in meno (ma un regalo da parte dei nonni non puoi negarglielo, anche per non inimicarti la suocera!!). Oppure si può suggerire per esempio di evitare i giochi elettronici e i videogiochi e così già una bella fetta di 'roba' in meno. Penso che anche in questo campo, bisogna cercare di mediare tra l'assurdo in cui siamo immersi, la nostra tendenza (più o meno accentuata a seconda del proprio vissuto) ad accontentare i figli, e le nostre convinzioni 'etiche', il tutto senza farlo pesare troppo ai figli... insomma, una passeggiata!! :)

don_chisciotte
don_chisciotte

Grazie per il tuo commento Irene. Penso che, relativamente a questo argomento, la decolonizzazione dell'immaginario sia l'unica strada risolutiva anche se puo' lasciare dei "morti/feriti" lungo il percorso. Io prima saro' educato e, quando il numero dei giocattoli sara' sufficiente, avvisero':"Niente piu' regali, grazie". Se qualcuno ignorera', spiacente ma gli verra' rifiutato. A costo di farmi nemici degli amici/parenti, di cui a questo punto non mi freghera' piu' niente, perche' prima di tutto sono loro che non hanno rispettato me, mettendomi in imbarazzo. Sinceramente non penso che mi faro' il magazzino di giocattoli di scorta in garage, anche perche' quando il troppo e' troppo non va bene e le soluzioni alternative, seppur intelligenti come quelle che proponi tu, sono solo dei palliativi in un sistema che non funziona.

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