Come evitare l'uso e l'acquisto di prodotti usa e getta in pochi semplici passi


01 usa e getta

autoproduzione bagno e igiene cucina e dispensa zona etica compostabile compostaggio sfuso spina

gretagolia_granitas gretagolia_granitas 13 luglio 2012 — Evitare l'uso e l'acquisto di prodotti usa e getta. Il pensiero che un piatto di plastica o un bicchiere, o il contenitore dello yogurt, della frutta e verdura in polistirolo, arrivi dal supermercato (senza pensare all'aspetto di produzione dell'oggetto, alla catena di imballaggio, al petrolio ecc...) sulla nostra tavola e venga buttato via dopo pochi secondi, mi lascia senza fiato.

  • Compra il più possibile cibi freschi e senza imballaggi (es. evita l'insalata in busta, il minestrone surgelato)
  • Fai autoproduzione (pane, yogurt, saponi, detersivi).
  • Fai una festa? Chiedi alle persone di portarsi i propri piatti e bicchieri, oppure usa i tuoi di piatti e bicchieri e per una volta laverai più stoviglie, (all'ultima festa che ho fatto ho usato i barattoli di vetro, visto che non avevo bicchieri per tutti!)
  • Oppure se proprio devi scegli prodotti compostabili, anche se non sono la soluzione di tutti i mali perché anche le piantagioni di mais vanno innaffiate e curate.

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L'Europa chiude alla plastica usa e getta, stop entro il 2021

Giro di vite del Parlamento europeo sulla plastica monouso. L'Aula di Strasburgo ha approvato il divieto al consumo nell'Unione europea di alcuni prodotti come posate, bastoncini cotonati, piatti, cannucce, miscelatori per bevande e bastoncini per palloncini, che costituiscono il 70% dei rifiuti marini

Il Parlamento europeo ha approvato il divieto al consumo nell'Unione europea di alcuni prodotti in plastica monouso, che costituiscono il 70% dei rifiuti marini. La nuova normativa, se approvata in via definitiva, vieterà a partire dal 2021 la vendita all'interno del blocco comunitario di articoli in plastica monouso come posate, bastoncini cotonati, piatti, cannucce, miscelatori per bevande e bastoncini per palloncini, annuncia una nota. I deputati hanno aggiunto all'elenco delle materie plastiche vietate, proposto dalla Commissione, anche i sacchetti in plastica leggera, gli articoli di plastica ossi-degradabili, come sacchetti o imballaggi, e i contenitori per fast-food in polistirolo espanso.

I tempi

La relazione è stata approvata con 571 voti favorevoli, 53 voti contrari e 34 astensioni. Il Parlamento avvierà negoziati con il Consiglio non appena i ministri dell'Ue avranno stabilito la propria posizione comune. Secondo la Commissione europea, oltre l'80% dei rifiuti marini è costituito da plastica. I prodotti soggetti a queste misure costituiscono il 70% di tutti i rifiuti marini. A causa della sua lenta decomposizione, la plastica si accumula nei mari, negli oceani e sulle spiagge dell'Ue e del mondo. I residui di plastica si trovano in specie marine - come tartarughe marine, foche, balene e uccelli, ma anche in pesci e crostacei, e quindi anche nella catena alimentare dell'uomo. Quando i rifiuti in plastica vengono gettati, l'impatto economico non comprende solo la perdita di valore del materiale, ma anche i costi di pulizia e le perdite per il turismo, la pesca e la spedizione.

La pesca

Gli Stati membri dovrebbero inoltre garantire che almeno il 50% degli attrezzi da pesca contenenti plastica smarriti o abbandonati venga raccolto ogni anno, con un obiettivo di riciclaggio di almeno il 15% entro il 2025. Gli attrezzi da pesca rappresentano il 27% dei rifiuti che si trovano sulle spiagge europee. I produttori di attrezzi da pesca contenenti plastica dovranno farsi carico dei costi di raccolta dei rifiuti per tali prodotti, compresi il trasporto, il trattamento e la raccolta dei rifiuti.

Filtri per sigarette e contenitori per alimenti

Gli Stati membri dovranno ridurre il consumo dei prodotti in plastica per i quali non esistono alternative del 25% entro il 2025. Tra tali articoli figurano le scatole monouso per hamburger e panini e i contenitori alimentari per frutta e verdura, dessert o gelati. Altre materie plastiche, come le bottiglie per bevande, dovranno essere raccolte separatamente e riciclate al 90% entro il 2025. Gli Stati membri dovrebbero elaborare inoltre piani nazionali per incoraggiare l'uso di prodotti adatti ad uso multiplo, nonché il riutilizzo e il riciclo. I deputati hanno convenuto che le misure di riduzione dovrebbero riguardare anche i rifiuti da tabacco, in particolare i filtri per sigarette che contengono plastica. La mole di tali rifiuti dovrebbe essere ridotta del 50% entro il 2025 e dell'80% entro il 2030. Un mozzicone di sigaretta può inquinare tra i 500 e i mille litri d'acqua e, se gettato in strada, può richiedere fino a dodici anni per disintegrarsi. Si tratta dei secondi articoli in plastica monouso più diffusi tra i rifiuti.

corriere.it

don_chisciotte
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Ha fatto notizia il supermercato olandese che ha deciso di destinare un intero comparto al "plastic free", cioè ai prodotti in vendita senza plastica. Ma non è l'unico esempio di un circuito virtuoso, ancora di nicchia ma che convince e sta conquistando i consumatori. ilcambiamento.it

don_chisciotte
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Ho ordinato un caffè ed una brioche al banco di una pasticceria. Il barista mi stava dando la brioche, oltreché avvolta nella normale salvietta di carta, sopra ad piccolo vassoio di cartone dorato. L'ho bloccato subito, affinché si tenesse il vassoio e mi desse la brioche in mano, dato che, tra l'altro, dovevo consumarla subito. Il cestino era pieno di questi vassoi, praticamente intatti, utilizzati solo per appoggiare brioches e pastine per qualche secondo e gettati immediatamente dopo. Probabilmente il proprietario ha calcolato che, economicamente, gli conviene utilizzare questi vassoi di cartone usa e getta anziché i normali piattini di ceramica che poi devono essere rilavati con perdita di tempo (e denaro!) da parte degli inservienti. Quando noto queste cose provo un senso di sconforto unito a sconfitta. Nessun ragionamento di tipo etico/ecologico e' stato fatto dalla pasticceria. Bisogna stringere i tempi e ottimizzare i guadagni, tutto qui. Nulla di sostenibile esiste in questi comportamenti. Arginare, a livello generale, questa assurda tendenza e cultura che genera ‎solo inquinamento e sfruttamento di risorse del pianeta dovrebbe essere uno degli obiettivi fondamentali di ogni governo. Meno usa e getta (o per niente!) significa meno rifiuti, che rappresentano uno dei principali problemi delle amministrazioni. Noi nel nostro piccolo facciamo del nostro meglio per contrastarla, ne sono convito, ma l'impatto a livello generale e' tremendo e, come dico sempre, non ne percepiamo la portata. ‎

don_chisciotte
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Per finire in "bellezza"‎ la storiella precedente del piccolo vassoio di cartone per la brioche (se qualcuno l'avesse letta), sono tornato alla pasticceria e questa volta una barista, più veloce della luce, mi ha piazzato la brioche davanti agli occhi già con il vassoio. Così, senza nemmeno toccarlo, le ho chiesto gentilmente se poteva riprenderselo per poi riutilizzarlo dato che a me non serviva e ho aggiunto anche, per giustificarmi, che ciò faceva parte della mia sensibilità ecologica e che mi dispiaceva che venisse gettato immediatamente dopo l'uso. Detto fatto: la ragazza lo ho preso e, con un sorriso stupito nei miei confronti....l'ha gettato nel cestino. Quanto lavoro ci sia da fare nella maggior parte delle persone, per una vera inversione di tendenza nella cultura dell'usa e getta, e' veramente impressionante.

irene70 - disiscritto
irene70 - disiscritto

Direi... cambia bar!

don_chisciotte
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Beh, era sottinteso solo che purtroppo non cambia niente...lo scempio ambientale continuerà senza di me!

don_chisciotte
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Per cortesia, se dobbiamo comprare delle paste, andiamo in pasticceria con un nostro vassoio che certamente non manca in casa (sia esso di carta, plastica, alluminio, etc). Diciamo NO all'usa e getta in ogni occasione che ci si presenta. Il pasticciere non potrà obiettare e se dovesse dirvi che non può detrarre il peso della tara (cosa comunque improbabile con le bilance elettroniche‎ moderne) dite di pesare le paste assieme al vassoio e di farvi il conto. Vale la pena pagare qualcosa in più pur di combattere l'inquinamento, lo spreco di carta, la produzione dei rifiuti derivante dal sistema usa e getta. Grazie!

don_chisciotte
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E della diffusione e aumento esponenziale delle vendite (pubblicità ovunque e catene di negozi specializzate) delle cialde per il caffè vogliamo parlarne? L'involucro della cialda e' di plastica giusto? E' usa e getta? ‎Si usa 20 secondi e si getta via vero? Si getta nel rifiuto secco o si può differenziare nella plastica? Ne esistono anche non di plastica e biodegradabili mi sembra, vero? Ma aldilà di tutto...ne abbiamo veramente bisogno? (a me piace sempre il caffè della moka).

irene70 - disiscritto
irene70 - disiscritto

No, non ce n'era un reale bisogno, ma mi par di capire che si diffondono soprattutto perché è diventata una specie di moda e contro le mode nulla si può se non sperare che finiscano presto. (E speriamo che non si inventino anche maxi capsule di acqua e sale per fare la pasta, eh, perché in fondo c'è della fatica nel riempire una pentola...).Il benessere dà alla testa: mi hanno raccontato che nei bagni pubblici di Duabai c'è un addetto che ha il solo compito di strappare due salviette di carta e passarle a chi si è lavato le mani. C'est la vie...

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Anche in Brasile...e' a vida...

don_chisciotte
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Oggi alla fine di un meeting di lavoro, il buffet allestito per il pranzo era al 100% servito su materiale usa e getta. Posate, bicchieri e piatti. I piatti erano di un tipo che non avevo mai visto: ovviamente di plastica, di forma quadrata e trasparenti, talmente pesanti che sembravano di vetro. Un mio collega era convinto che questi piatti di plastica, dato il loro spessore e pesantezza, non fossero usa e getta, ma che venissero ritirati dai camerieri per essere lavati ed utilizzati successivamente. Quando gli ho fatto vedere i camerieri che pulivano i tavoli e che gettavano questi piatti di plastica usati nel cestino generico del rifiuto secco si è alzato a chiedere come mai, almeno i piatti, non venissero riutilizzati. Il cameriere ha risposto se stava scherzando, "lei mangerebbe in un piatto dove un'altra persona ha mangiato precedentemente?" ha chiesto. Allora io gli ho chiesto a mia volta:"Mi scusi, ma lei quando va al ristorante o in pizzeria, pensa che il piatto in ceramica dove mangia sia nuovo ed esclusivo per lei? Non pensa che ci ha mangiato prima qualcun'altro e che poi è stato lavato e riutilizzato per la sua pietanza?‎".... Questa ‎disgrazia dell'usa e getta sta generando più danni al pianeta di non so cosa, e pure le menti delle persone si sono ormai assuefatte a questa assurdo modo di consumare. Sembra che sia tutto normale, anzi più facile e comodo. ‎

don_chisciotte
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Relativamente all'usa e getta, fissiamo dentro di noi questa concetto fondamentale:‎ ‎ "Solo il genere umano e‎ ' così folle e dissipatore da usare per pochi minuti un oggetto che dura più di cento anni". ‎ Non ha alcun senso logico l'usa e getta. Ha senso solo se visto da un punto di vista economico per chi produce questi oggetti. Dal punto di vista ambientale sarà la nostra rovina (compresa quella  di coloro che questi oggetti progettano ed immettono sul mercato e dei politici che consentono questo tipo di produzioni). L'uomo occidentale ha assecondato questa tendenza, si sente più moderno con i prodotti usa e getta e sollevato dalle incombenze (non deve lavare i piatti, basta gettarli nell'immondizia...). Con questo sistema non andremo da nessuna parte e prima o poi qualcosa si inceppera' (anzi, si è già inceppato).‎ Ripetete ancora questa frase:"‎"Solo il genere umano e‎ ' così folle e dissipatore da usare per pochi minuti un oggetto che dura più di cento anni".‎ Ripetetela dentro di voi e riportatela a chi ha voglia di ascoltare, a chi ha voglia di cambiamento, a chi si lamenta che qualcosa non sta funzionando, che non si arriva a fine mese, che non bastano i soldi per questo e quello. Da anni io (ed altre persone) non acquistiamo bibite in bottiglia (hanno imballaggi usa e getta), in casa nostra esiste solo una caraffa per l'acqua del rubinetto. Ringraziando il cielo godo di ottima salute, pur non bevendo l'acqua "purissima" della pubblicità. Le soluzioni sono dietro l'angolo, sia ambientali che per il nostro portafoglio. Guardiamoci più attorno, nel nostro piccolo e osserviamo i prodotti usa e getta che stiamo utilizzando e cominciamo a farne a meno. Comprare un oggetto, che utilizziamo per pochi minuti e che dura più di cento anni...e' da folli! Questo siamo diventati, dei folli. Solo che essendo tutti folli allo stesso modo, pensiamo di essere normali.‎ ‎ ‎ ‎

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Moda sostenibile: basta vestiti usa e getta dannosi per l'ambiente

L'industria del tessile è il settore più inquinante per l'ambiente. Cambiare abiti ad ogni stagione per acquistare nuovi vestiti a prezzi sempre più bassi e di poca durata senza riciclare più nulla ormai è diventato un must della moda degli ultimi anni. Ma l'impatto sull'ambiente è devastante.

Lo stilista inglese Tom Cridland, propone di tornare a produrre abiti che durano 30 anni.

Giuseppe Ungherese di Greenpeace spiega: "Il riciclo non è una soluzione. I mercatini sono saturi e la sfida tecnologica per riciclare al 100% le fibre non è ancora stata vinta. Le aziende dell'abbigliamento devono ripensare il modello usa e getta e produrre capi che durano".

L'industria del tessile provoca danni imponenti all'ambiente così come testimoniano le immagini dallo spazio della riduzione della superficie del Lago d'Aral, in Kazakistan a causa dello sfuttamento delle piantagioni di cotone, utlizzato nel 40% degli indumenti. alternativasostenibile.it

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Sette rifiuti ogni metro di spiaggia. ''Ora basta con l'usa e getta'' L'84 per cento è plastica: tappi, bottiglie e contenitori. Sono i risultati dall’indagine Beach Litter 2017. Due rifiuti su tre sono stati concepiti come usa e getta. Un’idea che ha funzionato a metà. Ha soddisfatto i consumatori per la disponibilità di oggetti utili e a basso prezzo; ma ha rivelato un costo successivo non dichiarato: l’offesa al paesaggio, la contaminazione ambientale, i danni alla fauna marina che ingerisce le microplastiche. repubblica.it

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Mi è capitato, in una clinica, di restituire un cucchiaio di plastica nemmeno 1 minuto dopo che era stato appoggiato sulla tavola dall'infermiere in quanto ero già in possesso di un cucchiao di acciaio fornito dalla cucina della clinica, che avrei utilizzato per tutte le necessità.  La risposta dell'infermiere e' stata che purtroppo non potevano comunque più utilizzare quel cucchiaio di plastica che stavo restituendo. Avrebbero dovuto gettarlo perché la procedura prevede che una volta appoggiato sulla tovaglia la posata di plastica e' gia' diventata un rifiuto. Tutto ciò è ovviamente normale negli ospedali ma ci fa capire la vastità del problema del sistema "usa e getta"‎. ‎

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Il concetto dell'usa e getta ci è stato gradualmente inculcato dalla dominante e onnipresente cultura consumistica. Lentamente si è insinuato nelle nostre vite, senza che ce ne accorgessimo ed è diventato parte della nostra quotidianità. Sembra incredibile ma ogni giorno ognuno di noi, chi più chi meno, ‎entra in contatto con questo sistema perverso. E ciò avviene dalle cose piu' piccole (per esempio il bastoncino di plastica per mescolare lo zucchero) a quelle più grandi (l'automobile che ancora funziona ma...e' ora di cambiarla, non si sa perché). Credo sia giunto il momento di riflettere su quanto siamo condizionati da questo sistema, che genera solo inquinamento ed arricchimento per pochi. Il fatto che il sistema dell'usa e getta crei numerosi posti di lavoro non giustifica nemmeno lontanamente l'impatto negativo che crea all'ambiente in cui viviamo.  Circa 50 anni fa migliaia di prodotti usa e getta che oggi utilizziamo (e che inspiegabilmente reputiamo indispensabili) non esistevano, ma l'essere umano del mondo occidentale viveva comunque anche senza. Come è possibile ciò? Semplicemente perché l'usa e getta e' stato ideato da delle menti esclusivamente economiche, con l'unico obiettivo di generare profitto, senza minimamente pensare ai danni ambientali. Per questo è necessario che ognuno di noi rifletta profondamente su questo argomento affinche' possa prendere coscienza dei comportamenti errati che inconsciamente mettiamo in atto regolarmente e che sono giustificati dal sistema stesso, che però è malato. Io non credo di essere fissato, così come non lo sono tutti gli altri utenti di Contiamoci che condividono il mio pensiero. Semplicemente siamo delle persone che hanno una sensibilità maggiore dal punto di vista ecologico e che hanno preso coscienza di ciò che sta accadendo. Abbiamo capito che siamo diventati dei "produttori costanti di rifiuti" perche' quotidianamente ciò che consumiamo genera degli scarti a causa di eccessivi imballaggi e di prodotti usa e getta. Tutti noi certamente condividiamo quanto scritto da Granitas nella descrizione di questa Buona Pratica e cioè "Il pensiero che una piatto di plastica o un bicchiere, o il contenitore dello yogurt, della frutta e verdura in polistirolo, arrivi dal supermercato (senza pensare all'aspetto di produzione dell'oggetto, alla catena di imballaggio, al petrolio ecc...) sulla nostra tavola e venga buttato via dopo pochi secondi, mi lascia senza fiato." Io stesso mi rendo conto  della quantità eccessiva di rifiuti che produco settimanalmente (pur facendo attenzione a non disperdere nulla nell'ambiente, a differenziare bene tutto e a ridurre l'usa e getta)‎. Ciò sembra normale ma purtroppo non è così, perché 50 anni fa la quantità individuale di rifiuti che si produceva era nettamente inferiore a quella odierna. Io sono convinto, che questa tendenza sarà tra le prime responsabili dell'estinzione della razza umana sulla terra. Mi rendo conto che non posso fare nulla con il mio singolo comportamento per evitare ciò, ma almeno mi sento in pace con me stesso per aver cercato di contribuire il meno possibile a questo triste epilogo, qualora dovesse verificarsi.‎

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In Francia sono state bandite le stoviglie di plastica usa e getta che ora diventano fuori legge. Io mi auguro che presto ciò avvenga anche in Italia ed in tutto il mondo. Basta usa e getta! Non si può più continuare con questo sistema perverso.

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Se vi e' capitato di utilizzare quelle fascette di plastica che servono per fissare poster, cartelloni, etc vi sarete accorti che sono pensate in modo che, una volta chiuse, non si possono più' riaprire. Per la rimozione devono essere tagliate e gettate. Secondo me questo e' un altro dei tanti prodotti usa e getta da bandire. In alternativa usiamo delle corde/spaghi che e' meglio.

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Ho coniato un nuovo e simpatico acronimo per l'azienda leader dell'usa e getta: BIC = Basta Inquinare Cosi! Diffondiamo e... boicottiamo! Grazie.

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In tema con questa buona pratica mi ha colpito molto questa frase: "L'umanità che tratta il mondo come un mondo da buttar via tratta anche se stessa come un'umanità da buttar via". G. ANDERS, L'uomo è antiquato, voi. II: Sulla distruzione della vita nell'epoca della terza ri¬voluzione industriale (1980), p. 35. Grazie a questa riflessione di Anders ho realizzato come la cultura cosi diffusa dell'usa e getta nella nostra società può facilmente portare (...ma forse è già accaduto) a considerare usa e getta anche i sentimenti tra gli esseri umani (oggi mi servi, ma domani non mi servi più...). Sembra che tutto quadri quindi, peccato che "il quadro" sia la peggiore opera della peggiore corrente artistica mai esistita...MAI PIU' usa e getta quindi!

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Ciao Granitas, volevo inserire io questa Buona Pratica ma ho trovato gia' la tua, quindi aggiungo un mio commento qui. Il mio pensiero era appunto quello di pensare bene prima di acquistare un qualsiasi oggetto / prodotto usa e getta se non c'e' invece un altro sistema "usa e riusa". Purtroppo con l'autoproduzione ho problemi (sono imbranato) ma faro' attenzione su tutto il resto. Grazie!

serena
serena

BRAVA!!

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