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don_chisciotte don_chisciotte 31 gennaio 2014 — Attenzione ai messaggi di natura ecologica tendenziosi e realizzati solo per scopi commerciali. Ne siamo purtroppo circondati...tutti che si dichiarano "eco-qualcosa" perche' va di moda..e pur di vendere...  Pertanto la buona pratica e' di fare attenzione quando per venderci un prodotto si fa leva particolarmente sul fatto che e' ecologico, biologico, eco-sostenibile, "eco-qualsiasi cosa", perche' non sempre e' cosi. Nei commenti di questa Buona Pratica potete inserire casi di falsi messaggi ecologici che riscontrate (casi di "green-washing" come viene definito in gergo tecnico) affinche' si possano prendere le dovute distanze dalle aziende che attuano questi comportamenti (praticamente si fa boicottaggio).

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egrinta
egrinta

il 2 ottobre 2019 a MIlano si parlerà proprio della differenza tra le pubblicità che aiutano a cambiare il mondo e le pubblicità che aiutano le aziende a vendere di più. l'argomento non è nuovo, ma in una recente ricercaemerge che è cresciuto in maniera esponenziale il numero di aziende che comunica la propria sostenibilità, purtroppo non sempre è possibile sapere se cio' che l'azienda dice corrisponde a cio' che l'azienda fa . e le autorità non hanno gli strumenti per controllare. servono più strumenti per noi consumatori!

don_chisciotte
don_chisciotte

Jovanotti ha presentato il Jova Beach Party, 15 concerti che terrà nelle principali spiagge italiane, in riva al mare, la prossima estate. Migliaia di persone accorreranno su queste spiagge per assistere ai suoi concerti. Allo stesso tempo Jovanotti lancia un messaggio ecologico al TG1 per la difesa del mare. E' proprio per questo, dice, che faccio questi concerti...

A me non mi convince per niente, uno che vuole proteggere il mare ed or‎ganizza mega feste sulle spiagge. Non mi convince, no so voi...secondo voi nemmeno una bottiglia/bicchiere di plastica finira' in mare durante questi concerti?

irene70 - disiscritto
irene70 - disiscritto

Nemmeno io amo le mega iniziative un po' roboanti, ma lui non mi sembra uno dei peggiori arraffoni, diamogli fiducia, se fa questa cosa dichiarando che lo fa per “salvare il mare” e poi lo lascia peggio di prima, penso che la cosa non passerebbe inosservata e danneggerebbe la sua immagine, e di sicuro non vuole che questo succeda. Questi di Jovanotti sono in collaborazione col WWF, quindi per lo meno punteranno l’attenzione sul problema inquinamento del mare, non lo risolveranno, ma magari lanciano un messaggio. Meglio in spiaggia che al centro commerciale comunque. Tra le altre, ho letto che lui ha proposto i 10 comandamenti per questi suoi concerti, e il primo riguarda proprio il discorso dei rifiuti 1. Rispetta e difendi la spiaggia e il mare (raccolta differenziata, no plastica, non cicche in terra, ecc.) 2. Vieni con chi ti pare e vai via con chi ti pare (potrebbero anche cambiare)3. Balla come se non ti stesse a guardare e giudicare nessuno 4. Ama come se non avessi mai preso tranvate 5. Goditi questa giornata, penserà a tutto il dj. A quasi tutto 6. Idratati molto ma non bere l’acqua del mare 7. Non spingere, c’è spazio 8. Se decidi di bere alcolici non guidare al ritorno, piuttosto dormi sulla spiaggia 9. Sii te stesso/a che sogni di essere per un giorno10. Canta a squarciagola quando partono le hit (gli altri pure sono simpatici). È chiaro che dipende molto dalle persone che andranno a quei concerti e sicuramente sulla spiaggia rimarrà qualcosa, l’importante è che poi la sua organizzazione pulisca. Anche per il concerto di  in alta montagna di Graham Nash, la scorsa estate (che purtroppo ho perso per un soffio) poteva esserci il pericolo di qualche rifiuto abbandonato. Poi è chiaro che bisogna che qualcuno raccolga.

In qualsiasi iniziativa "verde" o meno verde c'è anche il pericolo "rifiuti", ma se uno ci mette la faccia spero che si impegni per non fare un disastro. Forse, ovviamente.

don_chisciotte
don_chisciotte

Ciao. Certamente giusto anche il tuo punto di vista. Comunque lui (Jovanotti) a mio avviso è "molto furbo" per riuscire a stare dove sta, senza essere un musicista (nemmeno cantante si può definire). Nel senso che per essere quello che è (un "personaggio" e non certo un'artista/musicista) avrà ovviamente chi gli scrive/arrangia le canzoni (non so i testi se li scriva lui) e in qualche modo poi lega la sua immagine a questo tipo di iniziative. Il management che ha alle spalle studia che tipo di campagna intraprendere per tenere il "personaggio" sempre in evidenza e probabilmente al WWF fa comodo avvalersi di lui.

Il messaggio e' senza dubbio positivo (ma un vero messaggio sarebbe stato quello di vietare la plastica usa e getta per questo evento...), la spiaggia sicuramente la ripuliranno ma solamente dopo il concerto e non sapremo mai cosa è finito in mare durante il concerto. La quiete marina sarà disturbata ma questo vale per qualsiasi altro evento (a partire dall'accensione di un motore di una barca...). Incasserà dei gran soldi, questo è sicuro, quanti poi ne devolvera' al WWF (se ne devolvera') sarà da vedere. Ciao

P.S. Graham Nash ho sfiorato anch'io di andarlo a vedere, um mio amico che ha la casa in zona mi aveva invitato, ma proprio non potevo. Amen!‎

don_chisciotte
don_chisciotte

Ecco un'altra campagna di green-washing, forse la peggiore di cui io abbia mai sentito parlare.

Alcuni dei più grandi "inquinatori di plastica" del mondo (Coca Cola, Nestlé etc), hanno firmato un accordo per ridurre lo spreco di plastica. Fin qui sembra una grande notizia ma...leggiamo bene tra le righe. Si sono accorti che ci sono delle pressioni su di loro ed hanno intrapreso la strada più breve (e più furba). Si sono accordati per modificare i loro imballaggi che saranno totalmente riciclabili a partire dal 2025. Ma riciclabili da parte di chi? Questo semplicente significa che la plastica che useranno sarà tecnicamente riciclabile ma...continueranno a produrre comunque nuova plastica per i loro imballaggi. Quindi si passa al secondo stadio, il riciclo, ed ecco l'inganno: infatti non hanno dichiarato che useranno plastica riciclata ma solo che potrà essere riciclabile. Capite la differenza? Solo se si utilizza plastica riciclata si applica un concetto di sistema circolare per evitare che la plastica venga abbandonata nell'ambiente. Che cosa significa quindi usare plastica che possa essere riciclata? Un esempio: una normale bottiglia di plastica e' realizzata in PET. Questo materiale in teoria può essere riciclato all'infinito ‎se non sono utilizzati additivi come solfati o coloranti. Ecco la mia domanda finale: credete che all'ambiente interessi se una bottiglia di plastica abbandonata non sia più di colore rosso, verde o blu ma semplicemente trasparente? Credo proprio di no! Quella che inizialmente sembrava una grande notizia in realtà è solo politica, parole, non un'azione di vero cambiamento utile per l'ambiente.

don_chisciotte
don_chisciotte

Il Papa parla di ecologia. Dice che i leader politici del mondo devono fare qualcosa. Il TG fa un bel servizio. Alla fine il Papa incontra i bambini che lanciano centinaia di palloncini in cielo. No comment.

frency1972
frency1972

A onor del vero però i palloncini normali sono di lattice, materiale naturale e da quel che so si possono buttare nell'umido, a meno che non siano quei palloncini tipo metallizzati o quelli con forme strane che invece sono di plastica.

Certo sarebbe meglio usare quelli biologici proprio (sono fatti di un lattice particolare che quando raggiunge le basse temperature dell'alta atmosfera si disintegra in frammenti piccolissimi che si degradano in pochissimo tempo) o meglio ancora non usarli proprio...però tra le cose inquinanti, i palloncini sono forse quelli con impatto minore.

don_chisciotte
don_chisciotte

Ciao, il problema e' rappresentato anche dai supporti in plastica, che spesso sono abbandonati nell'ambiente (gettati per terra e non si sa dove finiscono...).‎

don_chisciotte
don_chisciotte

Secondo me, un prodotto definito BIO ma confezionato con imballaggi di plastica e quindi non biodegradabili (come avviene per la maggior parte di questi prodotti in vendita presso supermercati, farmacie ed erboristerie) perde completamente la sua funzione originaria (soprattutto dal punto di vista‎ etico). Come si può mettere la dicitura BIO, per esempio, su un tubetto di plastica? Non è un controsenso?

don_chisciotte
don_chisciotte

Un'esempio tipico di greenwashing (falso messaggio ecologico) l'ho riscontrato nella toilette di un centro commerciale di una grande catena straniera presente in italia (Auchan). Ci sono cartelli affissi nel bagno ben in vista messi di fronte alla persona che sta facendo i propri bisogni, dove si viene informati che e' utilizzata l'acqua piovana per lo scarico dei w.c. per rispettare l'ambiente e si spiega inoltre che asciugarsi le mani con l'asciugatore elettrico fa risparmiare il 75% di emissioni di carbonio rispetto alla carta e quindi hanno pensato anche a questo per ridurre l'inquinamento, che bravi! Lungo i corridoi del centro si notano i nuovi e colorati cestini per la raccolta differenziata (plastica / carta / secco) dove le persone distratte dallo shopping gettano rifiuti erroneamente e senza alcun controllo (si vedono bottiglie nel contenitore della carta e viceversa e voglio proprio vedere se chi poi raccoglie i sacchi ha l'ordine di fare la selezione o di...fare un bel sacco unico e via!). Il fatto di riciclare acqua piovana, con una superficie del tetto cosi estesa, non e' che un gioco da ragazzi e sicuramente un sistema intelligente per avere meno costi di gestione. L'enorme impatto negativo che hanno questi grandi centri commerciali sull'ambiente in generale credo lo conosciamo tutti molto bene e riciclare l'acqua piovana non ripaga neanche dell'1% del danno provocato. Nascondersi dietro a questa falsa ideologia di rispetto dell'ambiente e' davvero disarmante. Non credo che nessuno riuscira' mai a convincermi che un centro commerciale sia un centro "eco-commerciale". ‎L'unico rimedio ecologico a quanto sopra e': boicottare i centri commerciali.

dali
dali

sono perfettamente d' accordo!

don_chisciotte
don_chisciotte

Irene70 mi ha fatto conoscere questa bravissima attrice Arianna Porcelli Safonov. Questo video m.youtube.com è perfetto per questa Buona Pratica. Ci fa capire che quasi tutte le merci che sono diventate BIO, lo sono diventate solo per business Complimenti ancora a questa attirce ‎che riesce a farci capire, facendoci divertire, come stanno veramente le cose, in molti casi relativamente a questo settore del "bio".

don_chisciotte
don_chisciotte

Oggi, mentre guidavo, ho avuto davanti a me per un paio di chilometri un camion della BRT Corriere Espresso (ex Bartolini spa) che mi ha affumicato, come purtropo qualsiasi altro normalissimo camion che ti trovi davanti. Ho notato però che questo camion, sul portellone posteriore, aveva ben visibile un disegno (non era un adesivo messo dall'autista ma un marchio distintivo impresso dall'azienda) con un albero che sorrideva ed una scritta che diceva "veicolo ecologico". Chiedo gentilmente a qualche responsabile e/o autista di BRT Espresso di fare luce su questo argomento. Cioe' potete dirmi che tipologia di camion era quella che mi sono trovato davanti per essere definito "veicolo ecologico?". Grazie. ‎

gretagolia_granitas
gretagolia_granitas

Ho fatto una veloce ricerca e in questo articolo ricerca.repubblica.it parla di veicoli piccoli e metano o elettrici.

don_chisciotte
don_chisciotte

Grazie! Forse quel camion andava a metano. Emetteva un fumo normalissimo. Definirlo "ecologico" mi sembra la solita esagerazione che va tanto di moda ai giorni nostri. Un veicolo a metano comunque inquina, anche se meno di uno a gasolio. Non è "ecologico" ma semplicemente "meno inquinante". Infatti nell'articolo di Repubblica che ci hai segnalato si parla di riduzione dell'inquinamento dal 10% al 30% da qui al 2020. Ma si legge anche "... 4.500 veicoli sui 7.500 tedeschi da sostituire entro il 2011 con il nuovo Iveco Daily". Pertanto l'azienda sta sostituendo 4.500 veicoli (chissà dove finiranno i 4.500 furgoni usati...) solo perché con i nuovi ad impatto ridotto potrà penetrare nelle zone ZTL. 4.500 furgoni nuovi che vanno a sostituire quelli vecchi. Tutto ciò è "ecologico" secondo voi?

fabiovaleri
fabiovaleri

Anch'io mi chiedo spesso se sia più ecologico..o meglio, meno impattante per l'ambiente, mandare in giro un furgone vecchio a Gasolio che nel circolare inquina di più... o sostituirlo con uno nuovo che ha probabilmente già inquinato la sua buona parte nella fase di produzione. Detto in altre parole: "inquinare meno... per inquinare di più!"

per rispondere a don chisciotte: secondo me questo sistema NON è ecologico... anzi, non è proprio logico!

don_chisciotte
don_chisciotte

Si era già parlato di questo argomento in una discussione su Contiamoci contiamoci.com ma non fa mai male riportare a galla la riflessione. Spesso si fa notare come, grazie all'avvento della tecnologia informatica, si stia risparmiando tantissima carta. Infatti non è più necessario stampare moltissimi documenti che possono essere tenuti direttamente nell'archivio del pc, poi ci sono gli e-book che vengono caricati negli e-readers e così i libri non si stampano più. Il risparmio della carta e' evidente ed il messaggio ecologico che ci viene sottoposto e' che, se ci aggiorniamo con la tecnologia possiamo aiutare l'ambiente, sprecando meno carta. Ma è veramente così? Siamo sicuri che il minor consumo di carta dovuto alla tecnologia moderna vada a compensare le risorse sprecate per costruire milioni di pc, cellulari, e-readers (e chi più ne ha più ne metta) che, oltretutto, sono costruiti secondo la logica dell'obsolescenza programmata, realizzati cioè per guastarsi in breve tempo, per essere sostituiti e andare ad alimentare le discariche di rifiuti elettronici? E non dimentichiamoci che, di tutta questa tecnologia, dobbiamo considerare non solo i materiali utilizzati per la produzione ma anche gli imballaggi e le risorse utilizzate per l'estrazione ed il trasporto dei materiali sia grezzi che del prodotto finito. E' questa la riflessione che dobbiamo fare. E' vero, stiamo risparmiando carta grazie alla tecnologia moderna. Ma a livello globale, non sarebbe forse stato inferiore l'impatto ambientale se si fosse continuato a usare la stessa quantità di carta di una volta e non si fossero costruiti milioni di dispositivi digitali? Quante risorse stiamo sprecando continuamente per alimentare il mercato della tecnologia e quanta carta stiamo risparmiando grazie ad esso? C'e' equilibrio secondo voi? Secondo me assolutamente NO. Spesso ci sentiamo a posto con la coscienza perché pensiamo di essere ecologisti e di aiutare il pianeta a sprecare meno risorse seguendo le nuove tendenze della società moderna. Ma purtroppo in sempre più casi mi accorgo che ci hanno fatto credere che sia così quando invece probabilmente è l'esatto contrario.‎ Si, è vero, stiamo risparmiando carta grazie alla tecnologia moderna, ma non illudiamoci di essere degli ecologisti o di stare aiutando il pianeta, tenendo un file nell'archivio anziché stamparlo, perché per fare ciò stiamo utilizzando uno strumento che di per se' e' dannoso per l'ambiente, a causa delle risorse utilizzate per produrlo, imballarlo, trasportarlo e smaltirlo rapidamente in discarica (per volere specifico di chi lo produce). L'ecologia e la salvezza del pianeta stanno altrove, facciamo attenzione a non confonderlo con il messaggino a fine e-mail che ci suggerisce: "Rispetta l'ambiente e salviamo gli alberi. Non stampare questa e-mail se non è necessario".

fabiovaleri
fabiovaleri

Ci mettiamo le automobili (non ho visto se nei commenti c'era già) ?
Sono diventate tutte ECO qualcosa... ma come... una macchina che per essere prodotta ha bisogno di una enorme quantità di materie prime e di energia (diretta ed indiretta) ... come fa ad essere ecologica? Purtroppo per le auto quello che si vede è il "riquadro" relativo alle immissioni e quindi all'impatto per la circolazione in città. Sicuramente su quell'aspetto inquineranno meno di macchine più vecchie.. ma se lo sguardo si allarga mi chiedo se sia più ecologico, come impatto ambientale complessivo, usare meno la vecchia automobile ancora funzionante oppure comprare una nuova macchina così da poter andarci in giro tutti i giorni.

Idem vale per le auto elettriche, buone solo per non aggravare la situazione del PMx in città ma per il resto nutro notevoli dubbi.

don_chisciotte
don_chisciotte

Ciao fabiovaleri e grazie per la condivisione di questa Buona Pratica. Si', probabilmente si era già accennato a questo argomento. In effetti affinche' un'auto nuova possa veramente considerarsi meno inquinante sotto tutti gli aspetti rispetto ad una vecchia, dovrebbe durare almeno 20/30 anni, altrimenti l'impatto che ne deriva dalla produzione e dal suo smaltimento non compensa il minor inquinamento di gas di scarico. Purtroppo invece le auto moderne sembra che più di 10 anni mediamente non durino e a volte anche meno. Relativamente all'inquinamento da gas di scarico io avevo anche fatto notare come la benzina sia definita "verde", forse il primo falso messaggio ecologico della nostra epoca. Ciao e sempre attenti dunque!‎

don_chisciotte
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Biologico, ma con impatto - L'inganno della Grande Distribuzione I prodotti biologici sono sempre ecosostenibili? Sono sempre i prodotti con il minor impatto sull'ambiente? La risposta negativa ce la dà la Grande Distribuzione che vende prodotti biologici provenienti dalla parte opposta del pianeta con incredibile consumo di CO2 ed enorme impatto ambientale. Se il biologico non è a km zero, il biologico è un inganno ! 

Negli ultimi tempi, e aggiungerei per fortuna, il biologico si è fatto strada ed è diventato quasi "alla moda", nel senso che se ne parla molto e nella mente delle persone si fa strada l'idea che biologico è garanzia di un prodotto migliore. Questo corrisponde a verità perchè sappiamo bene che un prodotto, per essere definito biologico, deve rispettare tutta una serie di requisiti disciplinati a livello comunitario dal Regolamento Cee 834/2007 tra cui il divieto dell'uso di sostanze chimiche di sintesi (concimi, diserbanti, anticrittogamici, insetticidi, pesticidi), e di Organismi geneticamente modificati (Ogm).

La Grande Distribuzione ha percepito il diffondersi di questa nuova corrente e ne ha visto subito degli enormi potenziali di guadagno. Il guadagno è l'unico interesse in gioco, ma in questo caso a beneficiarne possono essere sia i consumatori che chi vende i prodotti: se il mercato del biologico cresce infatti, la tendenza sarà di dare sempre più spazio al biologico con il risultato finale di aumentare la qualità delle coltivazioni, e quindi dei cibi prodotti, e quindi della salute dell'ambiente e delle persone. D'altra parte, poichè come detto l'unico interesse della grande distribuzione è il guadagno, è necessario prestare enorme attenzione ai prodotti che vengono venduti, perchè l'inganno è dietro l'angolo.

Giorni fa, all'Esselunga, supermercato che ha affiancato ai prodotti tradizionali tutta una serie di scomparti dedicati al biologico, ho trovato dei kiwi provenienti da agricoltura biologica. Eppure, come ricordavo dal Manifesto della Frutta e della Verdura pubblicato in questo blog, i kiwi non sono una frutta di questa stagione (al momento in cui scrivo è agosto, e i kiwi sono un frutto invernale). Sono andato allora a leggere l'etichetta e ne ho scoperto la provenienza: New Zeland !

Luogo di provenienza dei kiwi biologici venduti a Esselunga Questo vuol dire che è vero che quei kiwi sono un prodotto proveniente da agricoltura biologica, ma anche che quei kiwi, per raggiungere il reparto di vendita, hanno attraversato metà pianeta terra con inimmaginabile produzione di CO2 ed inquinamento globale. Altro che km 0 ! L'impatto ambientale di questi kiwi è ancora peggio di quello della frutta coltivata secondo pratiche industriali. Tutti i benefici del biologico si perdono in un attimo se quel prodotto arriva dalla parte opposta del pianeta. 

Questo è solo un esempio di come ragiona la Grande Distribuzione: i supermercati vedono nel biologico una nuova fonte di ricchezza e sfruttano la superficialità di chi si accontenta di vedere scritto "biologico" sulla confezione, per fare i propri affari a prescindere dal concetto di ecosostenibilità e di salute che c'è dietro i prodotti biologici.

Leggiamo sempre attentamente le etichette. E' l'unico modo che abbiamo per valutare e quindi decidere se acquistare o meno un prodotto, esercitando ancora una volta, tutto il nostro potere (il potere d'acquisto).‎ ‎ Fonte: ilcielosempreblu.blogspot.it

don_chisciotte
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Come possono convivere, all'interno dello stesso negozio (ancora l'Oviesse, come gia' avvenuto per un altro caso qui commentato), immagini pubblicitarie di bambini felici e vestiti alla moda ed una campagna per sostenere Save The Children che invita a donare soldi all'associazione, scaricando la canzone di Natale?...E tutto intorno foto di bimbi che sorridono in pose da fotomodelli. La maggior parte delle persone probabilmente non notera' queste incongruenze, casomai vedra' solo la campagna Save the Children e non percepira' il contrasto con l'immagine dei bambini felici che trasmettono i cartelli pubblicitari. E cosi' le aziende si fanno belle agli occhi del pubblico, perche' sostengono iniziative benefiche. Perche' Oviesse non fa le sue donazioni benefiche da sola senza chiederle ai suoi clienti e senza tanto autocelebrarsi? Perche' invece di spendere soldi per stampare migliaia di cartelloni pubblicitari per promuovere l'iniziativa Save the Children e campagne pubblicitarie di bambini che pubblicizzano vestiti alla moda non dona direttamente questi soldi in beneficenza? La beneficenza si fa con discrezione e senza autocelebrarsi. Infine aggiungo che, a mio avviso, tra le tante cose deprimevoli che un genitore puo' fare, svendere i propri figli alla pubblicita' e' una delle piu' meschine, qualunque sia la necessita' che lo ha spinto a farlo.

don_chisciotte
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Al centro commerciale Auchan di Mestre (Ve), siccome fanno (farebbero) la raccolta differenziata all'interno del centro commerciale (ci sono i cestini per la differenziata, dove però i clienti gettano i rifiuti sbadatamente in qualsiasi recipiente senza differenziare...) si vedono dei disegni giganteschi sul muro con delle scritte che recitano:"Facciamo ECOSHOPPING - Il centro commerciale Auchan Porte di Mestre per l'ambiente". ECOSHOPPING?!!! A me sembra che adesso stanno veramente esagerando! Si lavano la bocca con frasi vuote di contenuti. Voi cosa ne pensate?

dali
dali

purtroppo moltissime persone credono a ciò che dicono i centri commerciali e si sentono in pace con la coscienza....l' ignoranza regna sovrana e i seminatori di idiozie fanno egregiamente il loro lavoro!....

don_chisciotte
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Sotto la confezione delle Fette Biscottate “Dolci Fette” del Mulino Bianco (Barilla) è indicato in un angolino come differenziare gli involucri che proteggono il prodotto. Ricordo che la confezione esterna del prodotto è quella superflua, cioè quella relativa al marketing e che non ha alcuna funzione relativamente alla salvaguardia della freschezza e qualità del cibo. Il messaggio dice: La raccolta differenziata aiuta la natura. Incarto Esterno – Raccolta plastica. Cartoncino Ondulato – Raccolta carta. Incarto interno con etichetta – Raccolta indifferenziata. Mulino Bianco usa energia pulita. Sosteniamo le energie rinnovabili. Ora la mia domanda è: dobbiamo ringraziare il Mulino Bianco/Barilla perché sulla confezione delle fette biscottate ci spiega chiaramente, anche se in caratteri piccolissimi, come differenziare gli involucri? Oppure dobbiamo criticarla perché, per avvolgere 32 semplici fette biscottate ha utilizzato tre imballaggi di tre materiali diversi allo stesso tempo professandosi protettrice dell’ambiente perché aiuta la raccolta differenziata e sostiene le energie rinnovabili? Io, al momento, propenderei per la seconda ipotesi. Quante persone leggeranno veramente quell’angolino in basso alla confezione e differenzieranno i tre involucri correttamente secondo voi? Era possibile utilizzare un solo materiale per l’imballaggio? Ha senso creare questo tipo di inquinamento ed allo stesso tempo dichiararsi amanti e rispettosi della natura? A voi le ardue risposte. Grazie

don_chisciotte
don_chisciotte

Anche il nome che e' stato dato alla benzina, "Verde", e' un falso messaggio ecologico. Probabilmente il piu' falso di tutti ma anche il piu' accettato. E forse, tutte le altre falsita' in questo campo, si sono originate proprio da qui...

don_chisciotte
don_chisciotte

Oggi ho trovato una bottiglia di plastica abbandonata in un campo (una delle tante...). E' una bottiglia di acqua da un litro della ditta San Benedetto. Mi sono soffermato sull'etichetta perchè è un vero e proprio TRATTATO DI ECOLOGIA. Qui di seguito vi riporto quanto è scritto sull'etichetta, ovviamente con caratteri talmente piccoli che pochi leggeranno (in alcuni casi le scritte sono illeggibili e non dispongo al momento di una lente di ingrandimento). Tra parentesi ed in maiuscolo metterò le mie considerazioni. Io non sono un esperto di chimica, chiedo pertanto delucidazioni. Sistrall, Bebabi34, Fturco (e chi altro) per cortesia chiedo il vostro parere, ci stanno prendendo in giro? Fermo restando che, quanto riportato sull'etichetta è stato annullato dal fatto che la bottiglia era abbandonata nell'ambiente eccovi il trattato di ecologia (preparatevi...):

Progetto Ecogreen (GIA' LE DUE PAROLE ASSIEME "ECO" E "GREEN" MI SANNO DI BUFALA) Miglioriamo insieme l'ambiente 100% pet riciclabile mineracqua e coripla per l'ambiente (NON CAPISCO QUESTE PAROLE MA E' SCRITTO TALMENTE IN PICCOLO CHE FORSE HO LETTO MALE) La raccolta differenziata, un semplice gesto per migliorare insieme l'ambiente. Progetto ecogreen - Miglioriamo insieme l'ambiente L'acqua minerale San Benedetto è una risorsa preziosa e naturalmente protetta. Noi di San Benedetto ci impegniamo a rispettare l'ambiente affinchè questa risorsa possa mantenersi tale anche per i nostri figli. Progetto Ecogreen è una linea di Acqua Minerale dedicata a chi ama la natura (MI SENTO PRESO IN GIRO, UNA LINEA DI ACQUA DEDICATA APPOSITAMENTE AGLI AMANTI DELLA NATURA?!!!), studiata per contribuire a preservare le risorse del nostro pianeta (SEMBRA CHE L'ACQUA L'ABBIANO INVENTATA LORO!). Riduciamo le emissioni di CO2 - dal 2008 al 2012 sull'intera linea di Acqua Minerale San Benedetto abbiamo ridotto del 19,4% le emissioni di CO2 (PRATICAMENTE CI STANNO DICENDO CHE STANNO CONTINUANDO AD INQUINARE MA HANNO RIDOTTO DEL 19,4%) Compensiamo la CO2 / Green Print - Per i prodotti della linea Progetto Ecogreen, l'anidride carbonica emessa è neutralizzata attraverso l'acquisto di crediti per finanziare progetti di riduzione di gas effetto serra (MI SEMBRA ASSURDO, E' COME DIRE: STIAMO INQUINANDO MA ALLO STESSO TEMPO INVESTIAMO SU PROGETTI CONTRO L'INQUINAMENTO. CIOE', TI STIAMO FACENDO VENIRE UN TUMORE MA FINANZIAMO LA RICERCA CONTRO IL CANCRO, COSI' QUANDO TI AMMALERAI FORSE POTRANNO GUARIRTI). Riutilizziamo la plastica - questa bottiglia è composta per il 50% da plastica rigenerata (PECCATO CHE IO L'ABBIA TROVATA ABBANDONATA IN UN CAMPO E CHISSA' QUANTE ALTRE CE NE SONO DI QUESTE BOTTIGLIE ECOGREEN DELLA SAN BENEDETTO DISPERSE NELL'AMBIENTE...) Programma per la valutazione dell'impronta ambientale Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare (SOTTO A QUESTA FRASE POI C'E' UNA SCRITTA TROPPO PICCOLA E CI VORREBBE LA LENTE D'INGRANDIMENTO PER LEGGERLA E QUINDI NON LA RIPORTO) www.risorseperlavita.it/San-Benedetto-Ecogreen

IL TRATTATO DI ECOLOGIA DELL'ETICHETTA DELLA BOTTIGLIA ECOGREEN DELLA SAN BENEDETTO E' COSI' TERMINATO (OVVIAMENTE SULL'ETICHETTA CI SONO TUTTE LE ALTRE SCRITTE PUBBLICITARIE E I DATI CHIMICI DELLE ANALISI DI LABORATORIO). AVENDO VISTO LE FOTO CHE IRENE70 CI HA SEGNALATO RELATIVAMENTE ALLE BOTTIGLIE DI PLASTICA SPIAGGIATE A BARI CHIEDEREI DELUCIDAZIONI MAGGIORI ALLA SAN BENEDETTO ED A TUTTE LE ALTRE DITTE PRODUTTRICI DI BIBITE IN BOTTIGLIA RELATIVAMENTE A QUESTI PROGETTI A FAVORE DELL'AMBIENTE.

Attendo il vostro parere in merito, sarei felice se qualcuno mi smentisse su tutto quanto sopra descritto. Al momento sono incavolato per quanto ho letto su questa etichetta perchè non corrisponde minimamente a quanto continuo a vedere in giro relativamente all'inquinamento che provocano le bottiglie di plastica. Grazie

don_chisciotte
don_chisciotte

Faccio un'aggiunta al commento precedente, perche' oggi ho trovato (sempre abbandonate nell'ambiente) altre bottiglie di plastica della ditta San Benedetto. Queste bottiglie da mezzo litro di acqua, diverse dalla precedente, sono denominate eco-friendly. Eccovi la descrizione che appare sull'etichetta: Bottiglia eco-friendly (meno plastica / piu' natura). Da San Benedetto, "eco-friendly", la linea di bottiglie prodotte con "piu' amore per l'ambiente". Un grande risultato frutto di costanti investimenti in ricerca, che hanno consentito di migliorare l'intero processo produttivo e di ridurre la plastica impiegata per ogni singola bottiglia, favorendo cosi' una riduzione di emissioni di CO2. Per questo, quando scegli Acqua Minerale San Benedetto scegli la natura ed un futuro migliore per te ed i tuoi figli (RILEGGETE BENE QUESTA ULTIMA FRASE...MA COSA STANNO DICENDO?!!!). Rispettiamo insieme la natura! Riciclami! San Benedetto, The Energy Saving Company.

Una bottiglia di plastica abbandonata nell'ambiente e con una etichetta del genere rappresenta una delle piu' grandi contraddizioni del mondo moderno. Dove si fa business inquinando ma professandosi protettori della natura!

La ditta San Benedetto si solleva quindi da ogni responsabilita' relativamente al fatto che migliaia (o forse milioni) di bottiglie di plastica da loro prodotte giacciono abbandonate sulla nostra terra e nei nostri fiumi e mari. Perche' del resto hanno fatto veramente del loro meglio. Capite perche' bisogna boicottare questo business delle bibite in bottiglie di plastica? Grazie per l'attenzione.

V V VFaccio un'aggiunta al commento precedente, perche' oggi ho trovato (sempre abbandonate nell'ambiente) altre bottiglie di plastica della ditta San Benedetto. Queste bottiglie da mezzo litro di acqua, diverse dalla precedente, sono denominate eco-friendly. Eccovi la descrizione che appare sull'etichetta: Bottiglia eco-friendly (meno plastica / piu' natura). Da San Benedetto, "eco-friendly", la linea di bottiglie prodotte con "piu' amore per l'ambiente". Un grande risultato frutto di costanti investimenti in ricerca, che hanno consentito di migliorare l'intero processo produttivo e di ridurre la plastica impiegata per ogni singola bottiglia, favorendo cosi' una riduzione di emissioni di CO2. Per questo, quando scegli Acqua Minerale San Benedetto scegli la natura ed un futuro migliore per te ed i tuoi figli (RILEGGETE BENE QUESTA ULTIMA FRASE...MA COSA STANNO DICENDO?!!!). Rispettiamo insieme la natura! Riciclami! San Benedetto, The Energy Saving Company.

Una bottiglia di plastica abbandonata nell'ambiente e con una etichetta del genere rappresenta una delle piu' grandi contraddizioni del mondo moderno. Dove si fa business inquinando ma professandosi protettori della natura!

La ditta San Benedetto si solleva quindi da ogni responsabilita' relativamente al fatto che migliaia (o forse milioni) di bottiglie di plastica da loro prodotte giacciono abbandonate sulla nostra terra e nei nostri fiumi e mari. Perche' del resto hanno fatto veramente del loro meglio. Capite perche' bisogna boicottare questo business delle bibite in bottiglie di plastica? Grazie per l'attenzione.

don_chisciotte
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Ecco qui. Da un articolo del Sole 24 ore del 2010...per quanto ancora ce la "daranno a bere?" robertolapira.nova100.ilsole24ore.com Acqua minerale san benedetto dovrà pagare una multa di 70 mila euro per avere presentato nei messaggi pubblicitari le bottiglie di plastica come “amica dell’ambiente”. E’ forse la prima sentenza  italiana contro il greenwashing (termine usato per indicare aziende che presentano aspetti ecologici inesistenti o dati scorretti sulla riduzione dell’inquinamento). Secondo l’antitrust il ricorso ai temi ecologici è un potente strumento di “marketing capace  di incidere significativamente sulle scelte di acquisto dei consumatori”. Per questo motivo il consiglio dell’unione europea nel piano d’azione sulla produzione e consumo sostenibili adottato dalla commissione nel luglio 2008 invita gli stati membri a considerare i claim ambientali alla stregua delle diciture utilizzate per la pubblicità scorretta. I messaggi di San Benedetto pubblicati nel 2008 e nel 2009 su diversi giornali (anche il sole  24 ore) insistevano sull’ecosostenibilità delle nuove bottiglie “prodotte con meno plastica, meno energia e più amore per l’ambiente”. I contenitori classificati come “eco friendly” hanno permesso di ridurre almeno del 30% la quantità di plastica impiegata e quindi di contenere il consumo di energia”. Il testo precisa che dal 1983 la plastica è diminuita del 58% per il mezzo litro, del 32% per il contenitore da 1,5 l e del 43% per i  2 l”. Nel frattempo la società, in virtù di questa sensibilità ambientale, ha concluso un accordo con il ministero dell’ambiente assumendo una serie di impegni coerentemente con quanto previsto nel protocollo di Kyoto, ed è stata premiata nel progetto Coop for Kyoto come una delle aziende più virtuose nel risparmio delle emissioni di co2 . Questa brillante carriera di società che produce acqua minerale amica dell’ambiente è stata stroncata pesantemente.  San benedetto infatti non ha mai effettuato studi per dimostrare la veridicità delle affermazioni ambientali. Anche i dati presentati non sono veritieri: la riduzione della bottiglia da 0,5 litri negli ultimi 13 anni è stata del 28,6 %, mentre per quella da 2 litri si arriva al 27,4%. C’è di più: secondo l’antitrust il risparmio energetico e la riduzione di emissioni di anidride carbonica grazie alle  nuove bottiglie non è stato mai calcolato effettivamente.  Pressapochismo, ingenuità o voglia di indossare i panni dell’imprenditore amico dell’ambiente e vendere più acqua minerale? Chissà. Una cosa è certa: per due anni la formula eco friendly di San Benedetto ha funzionato. Adesso la censura è stata “ignorata” dai media …. per cui  l’immagine di prodotto verde rimarrà nell’immaginario dei consumatori.   P.S. San Benedetto fa capo al gruppo Zoppas finanziaria-famiglia Zoppas, nel 2008 ha chiuso l’anno con un fatturato di 564 milioni € e utili per oltre 32,4 milioni €.

don_chisciotte
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La catena di negozi di abbigliamento Oviesse sta facendo una grande pubblicità alla sua campagna per....il rispetto dell'ambiente. Si vedono grandi cartelloni verdi che recitano:"New life to your clothes - for a better world / ricicliamo i tuoi vecchi abiti! Aiutaci a rispettare l'ambiente".

Ovviamente il "rispetto dell'ambiente" mi ha incuriosito e sono andato a vedere come funziona questa iniziativa: Ricicliamo i tuoi vecchi abiti! Consegnaci i tuoi vecchi capi: riceverai subito un buono sconto!

Porta i tuoi vecchi abiti in uno degli store OVS aderenti all’iniziativa; per ogni borsa di abiti consegnata* riceverai un buono sconto di 5 euro che potrai spendere sull’acquisto delle nuove collezioni per un importo minimo di 40 euro. Saranno accettati tutti i capi di abbigliamento uomo, donna, bambino ad eccezione di biancheria intima, calzature e accessori non tessili. I buoni sconto non sono cumulabili tra loro e sono spendibili in un’unica soluzione. Con questa iniziativa ci aiuti a rispettare l’ambiente! Come? In collaborazione con I:CO, leader mondiale nel riciclo dei prodotti tessili, i capi raccolti saranno sottoposti a cernita, analisi e ulteriore lavorazione, seguendo standard rigorosi e sfruttando tutte le più innovative tecnologie.

Ecco come rispetta l'ambiente Oviesse, incentivando nuovi consumi, mascherando il tutto con una iniziativa ecologica. Il buono di 5 Euro che viene consegnato, infatti, può essere utilizzato solo se si spendono almeno 40 euro per nuovi vestiti!!!

Allora non è meglio mettere i vestiti nei cassonetti della Caritas senza ricevere alcun buono sconto da spendere per nuovi acquisti? Perchè dovrei portarli a te cara Oviesse i miei vestiti vecchi? Perchè prometti di rigenerare gli abiti e donarli ai bambini bisognosi? Questa iniziativa, può essere lodevole, se veramente gli abiti sono rigenerati e consegnati ai bisognosi. Ma perchè poi consegnate un buono sconto di 5 euro da spendere per una spesa di almeno 40? Volete salvare il pianeta o volete salvare il vostro bilancio? Secondo me questa è un'altra delle tante iniziative che presentano falsi messaggi ecologici. Non si rispetta l'ambiente incentivando i consumi (e l'inquinamento), cara Oviesse...forse avresti dovuto presentare l'iniziativa in modo diverso...

sistrall
sistrall

Totally agree! Molte iniziative del genere funzionano esattamente così: "porta la tua roba, ti do lo sconto, lo spendi solo se spendi molto di più". Occhi aperti e cervello acceso!

gretagolia_granitas
gretagolia_granitas

La stessa campagna l'hanno fatta anche intimissimi, levi's, h&m. Sul sito di I:CO spiegano un bel po' di cose. La mission dell'azienda non è male, è chiaro che viene usato come greenwashing. Io di sicuro preferisco donare alle charity varie

irene70 - disiscritto
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Sì, l'ho vista anch'io in molte catene di negozi: se fosse vero tutto ciò che dicono non sarebbe male appunto come mission, però un pericolo quasi sicuro è che molti giovani e giovanissimi potrebbero considerare questo meccanismo una scusa per sbarazzarsi ancora più in fretta del guardaroba che per loro è "vecchio" già dopo 6 mesi, perché "tanto gli abiti vengono riciclati e ti danno il buono". Il fatto che si stiano diffondendo così velocemente queste iniziative un po' fa pensare che non sia tutto solo 'eco' ma anche e soprattutto molto spinta al consumo. Ci vorrebbe un'indagine sul un periodo abbastanza lungo che elenchi con trasparenza i risultati e quindi poi si potrebbero apprezzare i reali benefici. Sono molto dubbiosa anch'io e nel frattempo le poche cose che ormai devo "abbandonare" le porto a enti tipo Caritas ecc., però voglio informarmi.

don_chisciotte
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Ma si Irene certamente è come dici tu relativamente ai giovani. Io poi non critico tanto la validità della campagna Oviesse quanto il modo in cui è presentata. Perchè non puoi dirmi che rispetti l'ambiente quando allo stesso tempo stai incentivando nuovi e non necessari consumi, sono due cose che non possono convivere. E' un modo subdolo per cercare di far passare l'azienda come "green" quando probabilmente "green" non è. Come del resto ogni azienda che produce beni non può esserlo, se l'obiettivo principale sono i profitti e l'aumento delle vendite (e quindi dei consumi). Quindi anzichè "Oviesse rispetta l'ambiente" era meglio dire "Oviesse incentiva i consumi e aiuta i bisognosi" ma l'ambiente non lo rispetta per niente in questo modo quindi è meglio che stiano zitti. Tutta questa moda delle aziende di diventare "green" a me non ha mai convinto.

irene70 - disiscritto
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In un gruppo di quelli come ce ne sono in ogni città 'cerco/offro lavoro' è stato fatto notare come si stia facendo strada sempre più spesso una nuova strategia di marketing (non sto parlando delle marche citate, si parlava in generale): è la pubblicazione di offerte di lavoro -fasulle (per i negozi soprattutto). Questo per avere maggiore visibilità alle aziende, alle liste nomi e ai siti di ricerca e alle pseudoagenzie del lavoro, per l' aumento dei clik ai giornali web, per avere più presenze nei centri commerciali. Non c'è una normativa che lo vieti, ma se un'azienda utilizza questi mezzi per gonfiare l'interesse siamo davvero alla frutta e poi diventa difficile credere a tutto quello che ci raccontano sulla qualità della merce o delle iniziative...

irene70 - disiscritto
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uff... greenme.it : 'diciture ingannevoli', confusione... sicuramente questa tanta dato che bisogna mettere in dubbio ogni cosa ormai, visti i fatti.

irene70 - disiscritto
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qui ecodallecitta.it c'è un'ulteriore precisazione riguardo alla vicenda che è circoscritta comunque ad un ambito locale quindi speriamo che tutti gli altri 'cassonetti gialli' abbiano diciture oneste e di poterci fidare nella maggioranza dei casi.

don_chisciotte
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Grazie Irene, per questo tuo contributo. In effetti mi pongo il dubbio anch'io quando getto dei vestiti vecchi nei cassonetti della Caritas. A chi andranno questi vestiti? Che uso ne faranno? Li utilizzeranno veramente? Quasi quasi preferirei tenerli in macchina e se trovo qualche bisognoso che mi chiede l'elemosina provo a chiedergli se a lui possono interessare. Almeno così ho la certezza che ha qualcuno sono serviti.

don_chisciotte
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La falsa campagna ecologica di Oviesse continua anche nel 2019, con le stesse modalità indicate sopra, ma lo slogan adesso è ancora più pretenzioso: "Ci impegniamo a proteggere il futuro del pianeta. ‎Con una moda più consapevole".

don_chisciotte
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La stessa identica "campagna ecologica" di Oviesse e' promossa anche dalla catena di abbigliamento H & M. Porta i tuoi abiti usati, che verranno riciclati e ti consegneremo un buono di 5 euro per un futuro acquisto di almeno 40 euro (ed ovviamente il buono ha una scadenza a breve)‎. Per un moda sostenibile, dicono loro. Ho dato un'occhiata in rete e c'e' molta "attenzione" a questo argomento da parte delle aziende del settore della moda. Tanto per indicare una fonte tra le tante luxgallery.it Sembra cioè molto importante apparire sostenibili in questo periodo in cui se ne parla molto. Nessuno di questi articoli che ho trovato in rete però fa notare che la campagna incentiva comunque nuovi acquisti nel breve termine (buono sconto a scadenza che obbliga a spendere almeno 40 euro). E quindi se la campagna è sostenibile da un lato, non lo è dall'altro. Tutto qui. Credo che l'informazione dovrebbe essere completa, per far si che una persona possa capire bene il tutto e decidere poi come comportarsi. Abbiamo tanta informazione a disposizione ma nonostante ciò non siamo informati al meglio. Che peccato!

don_chisciotte
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Ecco un altro tentativo per far passare il centro commerciale come "eco". Al centro commerciale Giotto di Padova - Auchan (notare il prestigioso nome del centro, Giotto, come il famoso pittore...) per i bimbi c'e' ora, "Country Farm - scopri la vita di campagna" un piccolo spazio per i bambini, dove possono trascorrere il tempo imparando a riconoscere le piante con una assistente dedicata, mentre i genitori sono ovviamente impegnati nello shopping. Genitori, portate i vostri figli nei campi, ad infangarsi le scarpe ed a sporcarsi i vestiti, non parcheggiateli alla Country Farm del centro commerciale...anzi, al centro commerciale non portateceli proprio!

don_chisciotte
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Continuo a leggere sui quotidiani delle finalita' ecologiche di Expo Milano 2015. Io mi auguro che ci sia qualcosa di vero in tutto cio', anche una piccola parte, perche' mi sembra tanto uno sbandierare a destra e a manca temi di ecologia solo perche' adesso va di moda. Per esempio: ll tema parallelo della rassegna Expo Venice è: "Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita". Se arrivassero leggi severe contro l'inquinamento e soprattutto se queste venissero fatte rispettare sarebbe un bel risultato di Expo 2105. A me pero' sembra che sia tutto eco-marketing con finalita' purtroppo differenti e mi vorrei tanto sbagliare. Ma c'e' troppo fumo e poco arrosto in giro. Spero veramente di essere smentito.

don_chisciotte
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Segnalo il video pubblicitario della Carrefour che è breve ma che racchiude tutto il significato del nostro tempo: si vede una persona nuda e obesa che, con massimo piacere, è distesa su di una massa infinita di prodotti e il testo è: “Sottocosto ti adoro….”.

In un mondo dove circa un miliardo di persone soffre la fame e un altro miliardo è ipernutrito con problemi di peso, ecco lo spot perfetto. Per i creativi che hanno ideato questa pubblicità proporrei il licenziamento in tronco e che siano mandati a fare qualche anno di volontariato a dare un mano nei luoghi più poveri in Africa o in India dove si fa la fame, quella vera. Oppure vadano a dare conforto ai bambini che nelle discariche del sud del mondo cercano qualche cosa da mangiare o rivendere. Sono sicuro che a questi creativi una esperienza del genere farebbe tanto bene.

Si puo' fare a meno di andare al Carrefour adesso?   L'articolo completo, compreso il disgutorso video, lo trovate qui ilcambiamento.it

irene70 - disiscritto
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Penso sia una delle peggiori pubblicità mai viste! È un'idea orribile quella che viene passata come meravigliosa (con il suggerimento di quella specie di sensualità che il consumo dovrebbe dare!).L'unica cosa "meno orrenda", ma solo sotto un certo aspetto, è che l' attore non è il prototipo dell'uomo macho (ma anzi, forse è quasi peggio: come a dire che chi non è esattamente un palestrato può sperare di avere vicino a sé solo il cibo in scatola... no diciamo che lo stereotipo che hanno usato è comunque sbagliato); questo non è un video, è un trattato di sociologia (della nostra società malmessa): l'uomo (di una parte di mondo), solo, perso in mezzo ai beni di consumo che sono l' unica consolazione possibile... (e il resto del mondo sopra i cumuli dei suoi rifiuti). Terribile visione, Don, ci hai segnalato oggi...

don_chisciotte
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Bene Irene, allora speriamo che molti che vedranno questo spot restino schifati come noi e la smettano di andare al Carrefour. O meglio, che ci vadano pure, ma senza consumare alcunche' se non l'acqua della toilette! Ciao!

don_chisciotte
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Ho visto una pubblicita' di un ottico che invitava a "comprare degli occhiali anche se non si hanno problemi di vista". Questi occhiali servono a tutti semplicemente per non affaticare la vista. Quindi anche per chi ci vede benissimo sarebbero indispensabili per non stancare troppo gli occhi...a me ovviamente non convince per niente questa cosa, non so voi...

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Ho visto una pubblicita' a pagina intera sul quotidiano: Uliveto presenta IL MESE DELLA DIGESTIONE con una bottiglia (di plastica) con tappo d'oro EDIZIONE LIMITATA...no comment!

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L'acqua minerale Rocchetta ci riprova e si può vedere in questi giorni la seguente pubblicità (io l'ho vista a pagina intera su un quotidiano): Rocchetta amica dei tuoi reni. Mese della prevenzione urologica. Leggi le 10 regole per imparare a prevenire la calcolosi nella vita di tutti i giorni. Prenota un consulto gratuito per parlare con lo specialista di calcolosi urinaria. Con il sostegno di Associazione urologica per la calcolosi / Associazione italiana di endurologia. Ecco un altro esempio di come le aziende (che inquinano) si professano paladine per il benessere. Questa volta non viene chiamato in causa l'ambiente ma la salute dei nostri reni. Per sapere di più leggete qui ilfattoalimentare.it visto che si tratta di pubblicità ingannevole. Certo avranno versato dei contributi alle associazioni sopracitate (e questo può va bene) che quindi li autorizzano ad usare il loro logo ed a professarsi salvatori dei nostri reni.

don_chisciotte
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Ecco un'altro spot uscito di recente:"Con tutta la tecnologia che c'è da Media World si potrebbe coprire la circonferenza della terra". Si vedono immagini di ogni tipo di elettrodomestico messi in fila e che circondano la terra. Bravissimi! Cosi ci fanno capire l'impatto negativo che creano a livello ambientale. Una volta si parlava di catene umane intorno alla terra, ora si fanno le catene di elettrodomestici. Complimenti all'agenzia di marketing e pubblicita' di Media World per l'ottima idea totalmente antiecologica!

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Nella zona dove abito e' da poco rientrato dall'estero, una persona di oltre cinquant'anni, che e' stata su tutti i quotidiani locali (ma anche nazionali, e sotto capirete il perche'). Praticamente si e' trovato in questo paese straniero, dove era andato per cercare di trasferirsi lavorando onestamente, completamente abbandonato e travolto da difficolta' economiche. Dico completamente abbandonato perche' l'ambasciata italiana della capitale dello Stato in cui viveva e' stata chiusa e lui e' stato abbandonato dalla polizia locale proprio li' davanti senza pero' poter chiedere aiuto a nessuno. (Ora bisogna recarsi in uno stato vicino, raggiungibile solo in aereo, per qualsiasi pratica amministrativa degli italiani che vivono in loco). La vicenda e' stata molto "reclamizzata" perche' la chiusura dell'ambasciata italiana in questo Stato crea notevoli disagi, comprensibili, agli italiani in loco. E probabilmente questo fatto e' servito a qualcuno che, attraverso i media, ha voluto dare risalto al problema. Io pero' ho visto questa persona stamattina e mi sono presentato scambiando anche due parole con lui. Ed era fuori da un bar con un cartello:"non ho una casa, non ho un lavoro, aiutatemi a mangiare". Cosi' viene spontaneo chiedersi come mai tutta questa "pubblicita'" sui media, che si sono occupati di trattare il suo caso, non e' servita nulla al protagonista di questa triste vicenda. Questo commento specifico non ha alcun significato ecologico come chiaramente si capisce, ma vuole solo mettere in evidenza che spesso certi argomenti trattati sui media (ed in alcuni casi si', anche di stampo ecologico) servono solo a qualcuno per farsi pubblicita', raccogliere voti per le elezioni, far emergere un problema piu' importante (spesso dai risvolti economici) rispetto al singolo caso trattato che inevitabilmente poi finisce nel dimenticatoio, proprio come e' successo a questo pover'uomo. Infatti in questo caso l'argomento trattato non era lo scopo principale dell'articolo, rappresentato invece dalla denuncia del grave fatto della chiusura dell'ambasciata e le gravi conseguenze che creava alla comunita' italiana residente. Tema che, in ogni articolo o servizio televisivo che parlava di questo caso, veniva messo in particolare evidenza. Certo, potrebbe accadere che qualcuno che legga l'articolo si intenerisca e si prenda a cuore il caso...ma purtroppo al momento non e' ancora successo e, se cio' dovesse verificarsi, sara' pur sempre una fatalita'.

don_chisciotte
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Dalle mie parti la societa' Veritas che si occupa della raccolta differenziata ha investito in una campagna pubblicitaria con manifesti che dicono "Raccogli la cacca del tuo cane - Multe per I trasgressori". Ora io dico: va bene che non e' bello trovarsi la cacca del cane di fronte a casa o per strada. Pero' e' pur sempre materia organica che si decompone, e se e' lasciata su un manto erboso, puo' solo dar beneficio alla terra (dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori, cantava Fabrizio De Andre'). Certo la cacca del cane non raccolta da' piu' fastidio a vedersi di una bottiglia di plastica, una lattina, un pacchetto di sigarette, un sacchetto della spazzatura abbandonato. Ma i danni che provocano all'ambiente questi ultimi sono decisamente superiori (danni ambientali) a quelli che provoca il cane (danno d'immagine) che poverino fa quello che la Natura gli impone. Perche' non si investe quindi in una seria campagna contro l'abbandono dei rifiuti da parte degli esseri umani con....Super Multe per i trasgressori?

irene70 - disiscritto
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Io direi multe per tutti i trasgressori/incivili in genere, ma che arrivino queste multe, non che ce ne sia solo lo spauracchio (che comunque è bene che ci sia in ogni caso)! Però ci dicono: "purtroppo i tagli, e il poco personale..."ecc. ; anch'io sottovalutavo il fastidio causato dalla cacca di cane (che comunque non è proprio solo di immagine se la pesti...), ma ieri mi sono dovuta ricredere: una signora del mio paese è scivolata su uno di questi ricordini lasciati su un marciapiede ed è finita all'ospedale con l'anca rotta... (a volte però non tutti i cani hanno un padrone, cioè ci sono anche i randagi che, beati loro, non leggono i cartelli e sono un po' "anarchici"... e quindi non sempre è colpa di qualcuno e in questi casi nulla si può fare se non stare attenti a dove mettiamo i piedi...).

don_chisciotte
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Ma non ti dovresti ricredere Irene! Perche' e' risaputo che tutto puo' succedere! E quindi puo' anche capitare di scivolare sulla cacca del cane e rompersi l'anca. Ma allo stesso modo puo' anche succederti che mentre vai a portare il sacchetto nel cassonetto della differenziata una macchina ti investa (perche' se la vedi in questo modo tutto e' pericoloso, anche il cassonetto, visto che si trova quasi sempre a bordo strada). Ed allora a quel punto potresti pensare: "era meglio se non differenziavo cosi' ero salvo!". Ma non si possono prendere come riferimento questi casi specifici dovuti alla sfortuna per insinuare un dubbio su argomento di portata piu' ampia. Per me la cacca del cane puo' anche starci per terra ma il rifiuto inorganico assolutamente no! E trovo assurdo "investire sulla cacca" e non sul resto. Ciao.

don_chisciotte
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La catena di supermercati "biologici" Natura Si ci augura un "Buon Natale Bio!" con enormi cartelloni pubblicitari. Ringrazio ma non mi sento di...bio-ricambiare!

don_chisciotte
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Ho visto una pubblicita' televisiva della Samsung che prende spunto dal riciclo creativo della carta e delle bottiglie di plastica per incentivare i consumatori al riciclo del loro attuale cellulare offrendo uno sconto di 50 euro sull'acquisto del nuovo modello (portando indietro il vecchio). Sinceramente mi ha disgustato perche' identifica l'azione del passaggio ad un nuovo cellulare come etica e responsabile nei confronti dell'ambiente, perche' in questo modo si ricicla il vecchio telefono. Ma e' evidente che di riciclo non si tratta perche' il cellulare vecchio, una volta consegnato al rivenditore Samsung per ottenere lo sconto, andra' certamente in discarica. Mi rendo che non avere la televisone da tanti anni, mi rende molto piu' sensibile a questi spot che, nella maggior parte dei casi non originano le mie stesse riflessioni in chi, in un certo senso, e' assueffatto alla pubblicita' quotidianamente.

irene70 - disiscritto
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L'ho notato anch'io questo spot (che invita sottilmente più a ricomprare che a riciclare): mi è rimasto impresso più che altro perché non l'ho visto in televisione in una casa ma... in stazione aspettando il treno!! Nel giro di mezz'ora sarà passato 8 volte!! (mi chiedo se sono proprio necessarie le televisioni nelle stazioni dei treni...)

don_chisciotte
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Purtroppo le televisioni sono sempre piu' presenti nei luoghi pubblici perche' di li passa la pubblicita'. Io adesso sono al Festival dell'Oriente a Padova e almeno qui in un certo senso si respira un"altra atmosfera: culture antiche e tradizioni da cui possiamo apprendere molto, senza inganni o seconde finalita'. Invito tutti a scrivere su questa Buona Pratica i nomi delle aziende che realizzano spot "eco-incompatibili" come quello della Samsung.

irene70 - disiscritto
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E anche, quando compriamo qualcosa al supermercato, occhio agli asterischi che compaiono vicino ai numeri che indicano la percentuale di un dato ingrediente "verde" o salutare (per cosmetici o alimenti): di solito * indica la vera informazione che ridimensiona parecchio quella messa in evidenza a grandi caratteri sulla confezione.

don_chisciotte
don_chisciotte

Alcuni supermarket incentivano i loro clienti a riportare indietro le bottiglie di plastica riconoscendo loro dei punti che poi potranno utilizzare come buoni spesa. Apparentemente puo' sembrare una bella azione ecologica ma io farei attenzione perche' in questo modo e' vero che si incentiva la raccolta della plastica ma si continua comunque ad alimentare la grande distribuzione e di conseguenza la produzione di altra plastica e rifiuti. Quindi, grazie a Granitas, sono venuto a conoscenza che ci sono persone (soprattutto anziani con pensioni molto basse) che chiedono a parenti ed amici di avere le loro bottiglie di plastica ma non solo, io ho notato anziani che frugano nei cassonetti della plastica alla ricerca di bottiglie da portare al supermarket per avere poi i punti per la spesa. Questo e' un altro segnale della nostra societa' malata. Le bottiglie di plastica chieste a parenti ed amici probabilmente sarebbero finite nella normale differenziata cosi come le bottiglie tirate fuori dai cassonetti erano gia' differenziate! Ma la grande distribuzione ora si e' inventata questo sistema "ecologico" per fidelizzare i poveri clienti. C'e' poi da vedere se il supermarket a sua volta differenzia (mi auguro di si) ma a questo punto io mi chiedo: "perche' allora il supermarket non si prende indietro anche tutto il resto degli scatolami e imballaggi?". Spero di originare qualche riflessione costruttiva con questo mio commento.

oliver
oliver

quanto hai ragione...

don_chisciotte
don_chisciotte

Aggiungo questo commento tratto dalla Buona Pratica "Tanti Piccoli Gesti Importanti" contiamoci.com quando compriamo un prodotto "ecologico" oltre a fare attenzione che sia veramente tale, pensiamo che stiamo comunque acquistando "un prodotto" e quindi domandiamoci anche in questo caso se realmente ne abbiamo bisogno....insomma facciamo attenzione che lo "shopping ecologico" non diventi (se non lo e' gia') una variante dello stesso forsennato consumismo che sta distruggendo il pianeta.

alchemica
alchemica

Non hai torto, ma senza farsi distrarre dall'apparenza c'è da ammettere che almeno è qualcosa. Certo poi l'Ikea (non prendiamoci in giro) è comunque una multinazionale ed è qui in Italia, il paese degli sprechi per eccellenza, ma piuttosto che prendersela con la loro politica aziendale che almeno "ci prova", non è il caso di rivolgere l'attenzione ad aziende più domestiche che nemmeno fanno finta?

don_chisciotte
don_chisciotte

Ciao Alchemica! Benvenuta su Contiamoci e grazie per aver condiviso. La penso come te perche' sono convinto che siamo noi stessi i protagonisti del cambiamento. Abbiamo un potere enorme come cittadini, se condividiamo certi comportamenti, per cambiare molte cose in meglio. Purtroppo l'uomo moderno e' (per effetto della societa' dei consumi) troppo pigro, abitudinario e comodista e su questo campo c'e' davvero tanto da lavorare. Io stesso ogni giorno mi rimetto in discussione! Ciao.

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