Rinnegare/criticare gli artisti che si svendono alla pubblicita'


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don_chisciotte don_chisciotte 16 luglio 2015 — La Buona Pratica vale per i musicisti, gli attori e gli artisti in generale. Potrebbe anche essere estesa a presentatori, gente dello spettacolo e affini ed in questo caso piu' di tre quarti del parco dello showbiz sarebbe annullato perche' bene o male tutti questi personaggi, almeno una volta nella loro carriera, soprattutto nel momento di massima (pseudo)celebrita', si sono svenduti alla pubblicita'. Idem per quanto riguarda i personaggi sportivi di spicco. Certo e' difficile resistere alla tentazione anche perche' molte volte e' quasi un obbligo essere "testimonial" di un prodotto perche' e' legato al contratto che lo sportivo ha con la sua squadra o che il presentatore ha con l'emittente televisiva (in questo caso e' molto piu' semplice fare a meno del televisore come faccio io ed altri amici di Contiamoci). Per gli artisti musicisti pero' il discorso e' diverso perche' difficilmente cedono la loro immagine, ma le loro canzoni si'. Anche grandi musicisti del panorama rock internazionale sono caduti nella trappola della pubblicita' ed e' un argomento molto discusso nel settore perche', come molti sanno, la musica rock ha rappresentato, nel momento della sua massima espressione (1965 - 1973 il periodo clou) un'affrancamento dalla societa' tradizionalista dei consumi e dal conformismo. Cosi, solo per fare un esempio, quando Eugenio Finardi, che negli anni '70 cantava Musica Ribelle, ha prestato la sua voce per lo spot della Fiat cinquecento qualche anno fa, si e' parlato di vero e proprio scandalo. E di questi casi ce ne sono diversi (Bob Dylan ha fatto pubblicita' per un vino e per una marca di...biancheria intima!!!). Io credo che si possa anche perdonare, in alcuni casi, se l'artista rappresenta veramente un'istituzione per la musica e la cultura e lo "sbandamento" e' stato solo temporaneo (vedi appunto Bob Dylan) ma in ogni caso va criticato, additato, temporaneamente abbandonato. Insomma, in qualche modo punito. Per esempio io sono rimasto rattristito quando ad un ragazzo che indossava la maglietta degli Who ho chiesto:"ma tu veramente sai chi sono gli Who?" e lui mi ha risposto:"certo, sono quelli della sigla di CSI" (una famosa serie televisiva moderna). Ma in ogni caso riflettiamo veramente su questo fatto: perche' un determinato prodotto dovrebbe sembrarci piu' bello, piu' di qualita', piu' desiderabile, solo perche' ce lo propone uno di questi "famosi" che vengono ovviamente strapagati per dire "quello che gli dicono di dire" ed in cui probabilmente non credono nemmeno lontamente?. Cosa scatta nella nostra testa quando la pubblicita' utilizza questi personaggi? Se beviamo il caffe' che ci consiglia George Clooney, diventiamo come lui ed abbiamo accesso ad una vita piu' agiata? (Come attore non e' mi e' mai piaciuto particolarmente quando ho visto la pubblicita' mi e' scaduto del tutto). Cerchiamo di disintossicarci da tutto cio' e sopratutto cominciamo ad interpretare negativamente l'approcciarsi di un artista o di un personaggio famoso alla pubblicita'. Cosa c'entra questa Buona Pratica con l'ambiente? Probabilmente poco o niente, come altre Buone Pratiche di Contiamoci che hanno pero' finalita' di affrancamento dalla cultura del consumismo. Serve a riflettere, a dedicare il proprio tempo ad altre cose piu' importanti, a smascherare tutto quanto di costruito e di poco sano esiste nei messaggi che quotidianamente raggiungono il nostro cervello e a vedere il tutto sotto un'ottica diversa perche' la realta' e' un'altra rispetto a quanto vorrebbero farci credere. E quando dico un'altra, non voglio necessariamente dire che sia peggio, ma forse l'esatto contrario, perche' la felicita' e' dietro l'angolo e non in un caffe' "clooneyzzato".

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Graham Nash, membro dello storico gruppo Crosby, Stills and Nash (and Young), che partecipò anche al festival di Woodstock, terra' un concerto sabato prossimo in un rifugio di alta montagna in Val di Fassa (TN). Ecco invece un esempio di artista totalmente coerente e decisamente anti-centro commerciale!‎

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Sting invece, appare ora (e canta) in uno spot televisivo della Fiat 500. Ma servivano davvero questi soldi a Sting?

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Ho sempre avuto seri dubbi che Tiziano Ferro fosse un cantante (...e serio e impegnato) ed ho visto adesso che appare in uno spot televisivo della Vodafone. Ma è davvero bravo...come attore di spot pubblicitari! ‎

don_chisciotte
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Purtroppo anche Eugenio Finardi (che avevo già nominato nella descrizione di questa Buona Pratica, relativamente alla pubblicità della Fiat Cinquecento) suonerà in concerto, "gratuitamente", in un grande centro commerciale‎ della mia zona. E' particolarmente significativo (in senso negativo) che un artista come Finardi, che negli anni '70, era uno dei massimi rappresentanti di una certa musica rock popolare ma di protesta, contro gli ideali del capitalismo (vedi su tutti il concerto del Parco Lambro del 1976 m.youtube.com)  ora vada a suonare all'interno delle cattedrali del consumismo. Questa cosa deve far parecchio riflettere secondo me. ‎

don_chisciotte
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Immagino che questa cosa di cui sto per parlare esisterà già da diverso tempo ma io l'ho scoperta solo adesso, non frequentando i social network. Su Instagram ci sono migliaia di ragazzi/ragazze relativamente famosi che lavorano o hanno lavorato per un periodo nell'ambito televisivo o della moda (presentatrici, modelle, veline, vallette, gente del grande fratello e cose simili)‎ che sfruttano la loro bellezza (talvolta solo presunta, altre volte davvero prorompente) per pubblicizzare prodotti di vario tipo (prevalentemente abbigliamento intimo e cosmetica). Nessuno di loro può essere considerato un artista ma sono semplicemente persone che hanno o hanno avuto un certa visibilità mediatica. Praticamente quasi ogni giorno postano una loro foto o un loro video accattivante e parlano di un determinato prodotto, mostrandone la foto o indossando il capo di abbigliamento e scrivendo un commento per invitare all'acquisto dello stesso. Fin qui tutto (abbastanza) regolare. Se non fosse che Instagram (un po' come facebook) da' la facoltà a chiunque di interagire con questi personaggi, scrivendo loro dei commenti sotto alla foto postata, dato che hanno un profilo accessibile a tutti proprio perché serve per fare pubblicità. Quindi tra i commenti si possono leggere simpatici apprezzamenti alla persona, ma anche pesanti commenti di tipo sessuale e vere e proprie offese al protagonista. Mi sembra di capire che tutto ciò faccia parte del "gioco", nel senso che il protagonista sorvola sopra a tutto ciò perché ciò che conta è fare la pubblicità è quindi digeriscono tutte le offese e le prese in giro che vengono loro rivolte.  Sono persone che, per guadagnare i soldi che derivano dalla pubblicità accettano di tutto, anche di essere derise. Ovviamente sono persone come tutti, che hanno una vita privata, a volte un marito (o una moglie) e anche dei figli etc etc ma tutto rientra in questo meraviglioso meccanismo moderno in cui si sono costruite una specie di "carriera". Io non voglio essere il solito polemico rompiscatole e nemmeno sono puritano ma mi fa veramente tanta tanta tristezza tutto ciò e credo che prima o poi si sbattera' il muso contro tutta questa "cultura" che si sta diffondendo per due miseri soldi. E il colpo sarà duro!‎ ‎

don_chisciotte
don_chisciotte

Mi sono informato (un po' meglio) e questi personaggi di cui parlavo sopra, che fanno pubblicità a vari prodotti sui social network (accettando anche di essere derisi, criticati, presi in giro, offesi, etc) si chiamano "influencer". Di solito sono proposti alle aziende produttrici (essenzialmente di moda e cosmetica) da parte di agenzie di marketing che si occupano di comunicazione del brand. Ecco quindi che le nuove terminologie, per identificare questa specie di professione, sarebbero le seguenti: "fashion influencer", "brand storytelling", "digital PR". Insomma tutte figure "professionali" da cui dobbiamo stare ‎alla larga. Scusatemi se sto scrivendo di cose che probabilmente molti di voi già sanno da tempo ma potrebbe essere che ci sia in giro ancora qualche ignorante come me in materia....‎ ‎

don_chisciotte
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Anche Gianni Morandi si è messo a fare i tour firmacopie. Domenica scorsa si trovava presso il centro commerciale di turno, a Piove di Sacco (PD), per firmare (e quindi cercare di vendere) copie del nuovo album.  Fatti mandare dalla mamma ma, non più a prendere il latte, bensì allo shopping center...i tempi cambiano eh, e Gianni sta al passo! ‎

don_chisciotte
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Fedez: questo "grandissimo" artista italiano sta spopolando su mega cartelloni pubblicitari per pubblicizzare gli orologi della ditta OPS! Dai che è la volta buona che diventa veramente famoso... A parte gli‎ scherzi e' davvero triste che uno che si professa un artista debba scendere a questi livelli per sbarcare il lunario. Oltretutto gli orologi che pubblicizza sono dei grandi pezzi di plastica colorata che non si sposano minimamente con il suo fisico tatuato e creano un effetto davvero di cattivo gusto (ma forse è proprio questo che volevano ottenere i geni del marketing...). Vedere per credere: bing.com

don_chisciotte
don_chisciotte

E' interessante anche la presentatrice/modella Michelle Hunziker che, simultaneamente, pubblicizza in TV il formaggio svizzero Emmentaler e i gioielli della ditta Morellato. Molto poco credibile direi ma certamente molto interessata ai profitti derivanti da sponsorizzazioni.

don_chisciotte
don_chisciotte

A qualcuno di voi piacciono i Pooh? (A me no...). Sappiate allora che potrete incontrare Roby Facchinetti e Red Canzian, separatamente, in tour nei centri commerciali, per firmare le copie dei loro cd solisti. Un'occasione da non perdere, tra un acquisto di un vestitino firmato e di un paio di mutande da 20 euro... Da Sanremo a Media World il passo e' breve! Buona fortuna!!!

frabarenghi
frabarenghi

(Ma tu vai ad accanirti proprio su di loro! Sei senza cuore! Con imbarazzo confesso che 15 anni fa quando sugli autobus ho visto la pubblicità del loro tour che li rappresentava tutti ringiovaniti, truccati e tinti, in una posa figa e dinamica, serissima, ho pensato "oh, mamma! ma questi sono proprio disperati! non riescono a crescere!" e ancora non sapevo della diceria che ai concerti usassero quel dispositivo che filtra le stonature della voce e le corregge in uscita. Il loro accanimento terapeutico contro il passare del tempo e il loro attaccamento al cosiddetto "successo" mi suscita più o meno la stessa tristezza che provo per i tossicodipendenti...)

don_chisciotte
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Colpiti ed affondati Fra'. Pooh-verini!

don_chisciotte
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Noemi: ecco un classico esempio di una cantante strettamente legata al concetto di grande distribuzione. Ma come lei ce ne sono tantissimi di questi cantanti moderni che, invece di fare concerti come si deve, girano i centri commerciali per incontrare i fans e firmare i loro cd (ma in realta' serve solo per vendere cd). Si chiama tour Firmacopie o INSTORE TOUR. Ognuno puo' trarre le sue considerazioni ma un cantante che gira per i centri commerciali alle quattro del pomeriggio (momento di massima affluenza) per poter incontrare i fan e firmare il suo cd, secondo me spera solo di venderlo qualche cd in più' che sicuramente verra' acquistato da mamme e ragazzini per avere il suo autografo. Altro che tour nei teatri...sono proprio dei venduti! Una volta per avere l'autografo dovevi fare ore ed ore di attesa. Adesso basta andare al centro commerciale e te lo fanno gratis...ma devi aver comperato prima il cd! Io capisco che i tempi sono cambiati ma sinceramente un artista (o presunto tale) che gira per i centri commerciali nella speranza di vendere il suo cd con la firma mi fa molta tristezza. E il cd di Noemi si intitola Cuore d'Artista...mah! Chissa' se anche Beethoven girava per i negozi di alimentari a firmare le copie del suo spartito...

Comunque per farvi capire, questo e' l'elenco del tour di Noemi:

Noemi annuncia nuove date per l’instore tour di Cuore D’Artista: tutti gli appuntamenti Annunciate undici nuove date per incontrare Noemi e farsi autografare una copia di Cuore D'Artista.

Il tour di firmacopie che permetterà a Noemi di incontrare i suoi fan per farsi autografare una copia di Cuore D’Artista, è iniziato lunedì 15 febbraio, subito dopo il Festival di Sanremo e sino ad oggi la cantante ha incontrato i suoi fan di Milano, Roma e Caserta. Oggi l’ex concorrente di The Voice incontrerà i suoi fan bergamaschi per poi continuare con Modena, Olbia, Cagliari, Brescia, Trieste, Venezia e Vicenza.

20Febbraio: Bergamo – Media World, Centro commerciale Le Due Torri, ore 17

21Febbraio: Modena – Media World, Centro commerciale Grand’Emilia, ore 17

4 Marzo: Olbia – Auchan, ore 17

5 Marzo: Cagliari – Auchan, ore 15

6 Marzo: Brescia –Centro commerciale Il Leone Shopping Center, ore 16

12 Marco: Trieste –Centro commerciale Torri d’Europa, ore 17

13 Marzo: Venezia –Auchan Mestre, Centro commerciale Porte di Mestre, ore 17

18 Marzo: Vicenza – Centro commerciale Il Grifone, Bassano del Grappa, ore 18

A questo punto si sarà conclusa la prima parte del tour che riprenderà poi il 25 marzo da Bari con le nuove date annunciate proprio ieri:

Marzo: 25 marzo: Bari – Centro Commerciale Mongolfiera, ore 16.30

28 marzo: Civitanove (MC) – Centro Cuore Adriatico, ore 16.30

1 aprile: Livorno – Area Commerciale Porta Mare, ore 15.30

2 aprile: Chieti – Centro D’Abruzzo, ore 16.30

3 aprile: Perugia – Centro Commerciale Colle Strada, ore 17

9 aprile: Giugliano in Campania (NA) – Auchan Giugliano, ore 18.30

16 aprile: Rizziconi (RC) – Centro Commerciale Porto degli Ulivi, ore 16

17 aprile: Maida (CZ) – Centro Commerciale 2 Mari, ore 17

23 aprile: San Giovanni La Punta (CT) – Parco Commerciale Le Zagare, ore 17

24 aprile: Castrofilippo (AG) – Centro Commerciale Le vigne, ore 17

29 aprile: Busnago (MB) – Centro Commerciale Globo, ore 17

30 aprile: Roma – Centro Commerciale Roma Est, ore 17

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Notare la copertina dell'album di Eros Ramazzotti "Perfetto" del 2015, dove il cantante indossa scarpe da ginnastica New Balance con il logo "N" ben in evidenza. Sia sulla foto di copertina che sul retro, a dimostrazione che non e' stata una svista. E bravo Eros...per fortuna che non mi sei mai piaciuto cosi' non dovro' rinnegarti...pero' lo segnalo a chi e' un suo fan perche' non e' per niente di classe questo suo gesto!

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In una recente pubblicità delle Poste Italiane il sottofondo musicale propone un pezzo di Nik Drake, un grandissimo artista folk inglese tra i miei preferiti, morto all'età di 24 anni nei primi anni 70 dopo aver inciso solo tre album. A parte il fatto che credo che nemmeno il 10% di coloro che assistono allo spot conoscano la canzone, in questo caso veramente non e' possibile rinnegare l'artista, che è morto oltre 40 anni fa. Bisognerebbe capire chi detiene ora i diritti di quelle canzoni, se la casa discografica o qualche parente che li ha ereditati e che li stanno utilizzando per incamerare profitti. Certo che se Nik sapesse che un suo pezzo e' servito per uno spot pubblicitario, 40 anni dopo la sua composizione, non credo ne sarebbe contento.

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Di commenti di questo tipo ne potremmo fare a migliaia, ma giusto perche' siamo in tema stamattina, lo faccio presente:" ieri un mio amico, che lavora nel settore mobiliero, mi ha detto che la ditta con cui collabora ha "invitato" la showgirl Belen alla presentazione di una nuova sedia. La sua presenza sara' pagata 10.000 euro. Diecimila euro per essere invitati...alla presentazione di una sedia?! Certo e' il loro lavoro fare da testimonial, ma questi fatti possono accadere solo perche' c'e' una massa di pecoroni che accorre per vedere Belen...ma cosa avra' mai fatto questa Belen oltre a, dicono, essere bella? Se accadono queste cose la colpa e' solo e soltanto nostra, e quei 10.000 euro si potevano spendere in imprese piu' nobili.

irene70 - disiscritto
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Eh, sono d'accordo... ma non c'è da stupirsi: cosa ha fatto? È "visibile" e la visibilità pare sia trasmissibile (mentre se non lo si è, si potranno aver fatto anche meraviglie, ma comunque non ci considererà nessuno, ma nemmeno chi avrebbe da guadagnarci), tu pensa al fatto che c'è stata una folla che a Schettino (che, con tutto il rispetto, ha comunque sulla coscienza 32 persone), alla presentazione del suo libro, ha chiesto l'autografo... è triste ma è sempre di più il diktat del nostro tempo: se tu non appari in qualche modo (modo bello o modo brutto) non sei, e allora ti avvicini/tocchi/compri chi, col suo alone di celebrità, ti fa apparire; ma in fondo, se la bella star in questione si siede su quella seggiola... almeno sarà un bel vedere (certo, costoso, quello sì)!

irene70 - disiscritto
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Oggi ho letto che Bono degli U2 si è schierato con la Monsanto per la diffusione di OGM in Africa cfr. nutrizioneconsapevole.altervista.org (e invece il mitico Neil Young ha fatto addirittura un nuovo album pronto a difendere l'agricoltura e l'ambiente dagli Ogm "The Monsanto Years" greenme.it). Io amo la musica di entrambi e quindi mi chiedo ora che dovrei fare (riguardo a Bono): preferirei che le star non ci mettessero in questi dilemmi! O almeno potrebbero abbracciare cause universalmente condivisibili! Sono persone anche loro, certo, e quindi con le loro opinioni, ma pur sempre con una grossa responsabilità: se sono disposti a esporsi e quindi a perdere una fetta di "clienti critici" non dovrebbero comunque sottovalutare il fatto (come nel caso di Bono) che influenzerebbero l'opinione di tanti solo per il fatto di chiamarsi Bono, appunto. Ora per il caffè e i biscotti, passi, ma qui c'è in ballo l'economia di un paese già provato come l'Africa! Davvero, queste star dovrebbero fare attenzione a quello che appoggiano o pubblicizzano, perché hanno un potere enorme!

don_chisciotte
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Si Irene, il disco di Neil Young l'ho gia' visto in giro (ma ancora non l'ho ascoltato) e subito ho pensato "Neil e' come sempre un grande, in tutti i sensi". Per quanto riguarda gli U2, se e' come dici tu, a mio avviso sono da rinnegare. Sono diventati un band troppo da "stardom"...chissa' se Bennato, che cantava "Rinnegato", e' caduto anche lui nella trappola. Ciao!

don_chisciotte
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Relativamente agli U2, ed al fatto che hanno ceduto l'anteprima del loro ultimo album alla Apple, riservandolo a acquistava un nuovo Iphone, riporto ora un commento che e' apparso sulla rivista musicale Outsider di Ottobre 2014 (il direttore della pubblicazione e' Max Stefani, l'ex del Mucchio Selvaggio, altra rivista musicale italiana di prestigio). Per il titolo del commento e' stato usato il nome di un album dei Metallica, Kill'em All (Uccidili tutti). "Se non avete capito cosa ci sia di tanto ripugnante nell'ultima mossa degli U2 ma avete intuito che la faccenda e' piuttosto malata, anche se non riuscite a capire esattamente cosa vi provoca prurito alle mani, la risposta e': le megastar non fanno più dischi per venderli al pubblico, ma per venderli alle multinazionali a cui servono gadget da allegare ai loro prodotti, quindi KILL'EM ALL". Che motivo avevano gli U2, dico io, di svendersi alla Apple? Gli mancavano forse dei soldi a Bono & C.?

irene70 - disiscritto
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Poi ci sono i personaggi che a un certo punto si dissociano se scoprono verità raccapriccianti su ciò a cui hanno prestato il volto o il nome, come fa Jane Birkin che ora (dopo 31 anni! comunque meglio tardi che mai) non... "ama più" la borsa chiamata col suo nome (ilfattoquotidiano.it attenzione che nel testo riferito al video ci sono particolari impressionanti). Ben venga ogni protesta, anche tardiva, contro crudeltà e ingiustizie, ma forse pensarci prima di "donare" la propria immagine a un oggetto (indagando come e con cosa è fatto quell'oggetto) sarebbe sempre meglio: mi chiedo infatti con cosa pensasse venisse fatta, prima, questa benedetta borsa (tutti stupiti, comunque, anche lo stilista: toh, le borse non sono il naturale stadio successivo della vita "abbreviata" di un animale, che cosa strana!); la crudeltà con cui vengono uccisi i coccodrilli è un' ottima ragione per rinnegarla subitissimo, ma comunque mi fa venire in mente una scena letta nel libro "Se niente importa. Perché mangiamo gli animali" di Jonathan Safran Foer - lo trovate citato anche nella libreria di Contiamoci- sul come vengono uccisi i vitelli... E spero davvero che qualche star getti l'occhio anche alla raccolta dell'oro o dei diamanti quando deve pubblicizzare i gioielli, che anche i diritti dei lavoratori "lontani" sarebbero importanti... (ma la mappa dei diritti negati in nome della produzione di oggetti è sempre troppo grande purtroppo).

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Quindi questa Jane Birkin (non so nemmeno chi sia...) ha restituito i soldi guadagnati con la pubblicita'/ vendita della borsa e li ha donati in beneficenza, giusto? Ci sono anche casi (rari) di grandi artisti uccisi dalla pubblicita'. Ve lo ricordate negli anni '70 "l'uomo in ammollo" che pubblicizzava il detersivo Bio Presto? Il protagonista dello spot era Franco Cerri, uno dei piu' grandi chitarristi jazz italiani, ancora in attivita'. Eppure lui e' diventato famoso per lo spot ma mai veramente cosi' tanto per il suo talento artistico. E' il caso di dire che e' rimasto troppo in ammollo e la sua arte si e'... annacquata! Un altro caso e' il protaganista dell'aperitivo Cynar, con Ernesto Calindri, un validissimo attore. Ma chi veramente conosceva Calindri per il teatro? Quindi bisogna pensarci bene prima di prestarsi ad uno spot, prima di tutto per il proprio bene!

irene70 - disiscritto
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già... mi chiedo pure io se rinnega anche il guadagno passato! (Comunque lei è un'attrice/cantante britannica nota anche per una famosa canzone-tormentone -all'epoca-" scandalo", oggi non lo sarebbe più).

don_chisciotte
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Visto Neil Young dal vivo ieri sera. Un concerto dedicato alla terra ed all'ambiente ("Earth" era la scritta sulla sua maglietta)‎ e...contro la Monsanto. Un concerto rock di una potenza devastante, sotto tutti gli aspetti. Neil ha 71 anni, e non ha mai commesso nulla per farsi rinnegare come artista. Un esempio su tutti da seguire.

Oh, Mother Earth, With your fields of green Once more laid down by the hungry hand How long can you give and not receive And feed this world ruled by greed And feed this world ruled by greed. Oh, ball of fire‎ In the summer sky Your healing light, your parade of days Are they betrayed by the men of power Who hold this world in their changing hands They hold the world in their changing hands. Oh, freedom land Can you let this go Down to the streets where the numbers grow Respect Mother Earth and her giving ways Or trade away our children's days Or trade away our children's days. Respect Mother Earth and her giving ways Or trade away our children's days. ‎

irene70 - disiscritto
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Beato te! Sì, lui è uno coerente, sempre (poi è anche sempre 'devastante', cioè la sua musica non è che semplicemente 'si ascolta' ma proprio 'ti attraversa'!). Per fortuna rimane almeno la musica 'vera' al mondo.

frabarenghi
frabarenghi

Anch'io non ho mai perdonato a Beethoven quella faccenda del "Vecchia Romagna"... scherzo! Avete ragione; a proposito dell'esempio degli Who mi rammarico a pensare a quale percentuale di persone in Italia conoscano il "grande fratello" (sarà il 99,999999%) in rapporto alla percentuale di persone che avranno letto "1984" di Orwell (?%? meglio non pensarci...), la fonte del vero Big Brother, nonché una delle mie Bibbie personali e arma culturale cruda ma potente. La cultura di massa quando cita l'altra cultura, ossia quella che ci vuole liberi, con un gioco di parole in realtà la "fago-cita": la ingloba, la incista, la fa sparire dentro una perla opaca come fa il mollusco per difendersi dai corpi estranei; ne sovrascrive la traccia mnesica, come fanno i tormentoni dell'estate uno sull'altro in strati sotto i quali ci sarà una canzone ispirata e magari antica. Non so se mi sono spiegata... Nel dubbio vi consiglio la lettura di "1984" :-)

don_chisciotte
don_chisciotte

Grande Fra! Grazie per il tuo bel commento. Conosco i contenuti del libro di Orwell ma non l'ho mai letto. Ci ho girato intorno proprio in questi giorni in libreria ma...e' giunto il momento anche per me di leggerlo. Andro' a vedere in biblioteca. Ciao!

frabarenghi
frabarenghi

Troppo buono :-) Buona lettura...

irene70 - disiscritto
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Sì, hai ragione, concordo sul concetto... ma Bob Dylan non lo abbandono nemmeno per un giorno, forse solo se pubblicizzasse pellicce potrei pensarci! :) In realtà penso che i personaggi (come ti è capitato con "George", ma parlo solo per gli attori e gli sportivi) che si svendono alla pubblicità, a meno che non decidano di dare in beneficenza i proventi, scadano automaticamente a buona parte del pubblico (vedi per esempio Banderas in versione fornaio svampito che poi a rivederlo nei panni di Zorro non è più credibile...); anche questi sono sprechi secondo me, di soldi e risorse: non penso che questi superfamosi abbiano proprio bisogno di quei soldi per campare e sarebbe invece più logico far lavorare anche attori "sconosciuti" che con quel lavoro davvero ci devono vivere. Ma la pubblicità ha una (non)logica tutta sua... Per le canzoni il discorso si fa più complicato (e non so come funzioni la cessione temporanea del "prodotto" canzone); in questo caso però proporrei piuttosto di boicottare il prodotto che si avvale di queste canzoni e non il musicista (così almeno punisco il marchio e non me stesso, non ascoltando più un dato artista: sarebbe autolesionismo!); qualche tempo fa per esempio girava in televisione lo spot di un profumo notissimo, da uomo, con il sottofondo di All Along The Watchtower cantata da Jimi Hendrix (ma pure questa di Bob Dylan, guarda caso), con un effetto a dir poco stridente (profumo di lusso e chitarra di Hendrix...): dovendo scegliere, preferisco non regalare quel profumo ma continuare ad ascoltare quella canzone!

don_chisciotte
don_chisciotte

Si Irene, quello che dici ci puo' anche stare ma...se il prodotto pubblicizzato non lo utilizzi proprio, non avrai mai modo di criticare/boicottare esprimendo il tuo dissenso. Per il caffe' va bene (basta non bere quello pubblicizzato da Clooney...), ma non e' sempre applicabile il tuo consiglio. Pero' e' certamente un'alternativa piu' moderata che consente di continuare il rapporto con l'artista. Ciao!

don_chisciotte
don_chisciotte

Bob Dylan non fa più pubblicità...si lancia nella sua avventura imprenditoriale con il Whiskey Heaven's Door...davvero serviva?

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