zona etica antispreco ecologia risparmio

katiagaeta5 katiagaeta5 18 ottobre 2015 — sempre più supermercati vendono prodotti in scadenza scontati minimo al 50%.

bene , è l'occasione giusta per aiutare il pianeta, non sprecare cibo e risparmiare parecchi euro. ovviamente non tutto si potrebbe consumare nell'immediato, ma quanto si può congelare? latticini (per la pizza e per cucinare), pane, paste fresche, salse. insomma, un bel risparmio!

proprio ieri, passando da auchan, ho fatto incetta di mozzarelle (locali, scontate al 70%), panna fresca (60%), e pane integrale. nel reparto frutta matura, invece, ho portato a casa 4 kg di mele ad 1 euro..ed oggi applepies per tutti!

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don_chisciotte
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Ciao katiagaeta5, attenta che se acquisti di piu' a causa delle super promozioni dei supermercati, potresti essere portata inevitabilmente a consumare anche di piu'. L'ideale, per consumare meno, sarebbe di acquistare solo il necessario e non fare troppe scorte. Quindi se c'e' la promozione al 50% ok, ma compra solo quello che ti serve. In questo modo avrai speso pochi euro ma non consumerai piu' del necessario. Se acquisti in abbondanza consumerai in abbondanza, sapendo di avere scorte. Vedi anche la Buona Pratica "non cadere nella trappola delle promozioni 2x1, 3x2" contiamoci.com e relativi commenti all'interno della stessa. Personalmente non vedo nel maggior consumo un sistema per aiutare il pianeta, semplicemente perche' stiamo evitando, acquistandolo al 50%, che quel cibo venga sprecato. Si aiuterebbe il pianeta producendo meno cibo per i paesi ricchi (evitando quindi eccedenze e conseguenti promozioni dei supermercati) e offrendo gli eccessi della nostra societa' opulenta ai poveri ed ai paesi del terzo mondo.

don_chisciotte
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Ciao katiagaeta5! Faccio questa ulteriore e lunga aggiunta al mio commento precedente perche' il contenuto di questa Buona Pratica ha suscitato in me parecchie riflessioni che vanno ben aldila' del semplice messaggio che sta trasmettendo (chi mi conosce perche' frequenta Contiamoci da un po' di tempo sono certo che mi comprendera'...e mi perdonera'!). Ho provato cioe' a trasportare a livello generale il concetto di singola soddisfazione personale per "spesa a pochi euro" espresso nella Buona Pratica. Secondo il mio modo di vedere, purtroppo questo ragionamento e' troppo legato ad un fuorviante ed inconsapevole concetto di ecologia (= economia), che e' quello che ci sottopone il nostro sistema di mercato e che si palesa principalmente attraverso la grande distribuzione dei supermercati e centri commerciali grazie alle numerose opportunita' di convenienza economica proposte giornalmente. Secondo questa logica fuorviante, molte persone credono di aver fatto la cosa piu' giusta arrivando spesso a pensare di avere una coscienza ecologica avendo agito a favore dell'ambiente. Ma in realta' molto di rado le cose stanno cosi', purtroppo. La vera coscienza ecologica va ben oltre ed e' veramente difficile riuscire ad interpretarla, farla propria e poi a metterla in atto (senza sembrare degli invasati/maniaci paranoici) perche' non corrisponde agli standard della coscienza della media delle persone. Ma soprattutto, la vera coscienza ecologica non riconosce il "comprare molto a pochi soldi" come un'attivita' benefica per il pianeta, anche se si tratta di cibo in scadenza. Anzi, secondo l'ottica ecologica, svendere il cibo a chi ne ha gia' tanto e negarlo a chi non ne ha proprio, rappresenta una vera e propria ingiustizia. Si potrebbe giustificare solamente se quel cibo in scadenza fosse acquistato per essere donato ai bisognosi. Il denaro pertanto non ha granche' importanza quando si parla di ecologia, casomai il contrario. infatti, alcuni comportamenti ecologici possono anche avere ripercussioni apparentemente negative sul nostro portafoglio. Dico apparentemente, perche' si puo' arrivare a rammaricarsi per non aver approfittato delle meravigliose opportunita' del (super)mercato e ci sembra cosi' di aver perduto occasioni uniche ed irripetibili che invece, guarda caso, continuano a ripetersi tutti i giorni...I veri comportamenti ecologici, possono anche comportare delle "scomodita'" rispetto agli status definiti dal mondo moderno, ma rappresentano comunque la priorita' per chi li applica senza alcun sacrifcio (e spesso invece, per questo motivo, i veri ecologisti sono ingiustamente etichettati come retrogradi, antiquati, detrattori del progresso, avari, etc).
In questo caso posso capire la soddisfazione derivante dall'acquisto di molti prodotti commestibili a pochi euro ma posso dire con certezza che non si e' contribuito a "salvare il pianeta" con questo comportamento. Casomai si e' contribuito a salvare il supermarket che, per effetto della regola "meglio avere merce in esubero che restare senza", ha acquistato prodotti in eccedenza e che ora, invece di buttarli, cerca di recuperarne almeno i costi. E questo e' uno dei tanti effetti generati dallo spreco che impera nella nostra societa'. Fermo restando che (e questo e' un concetto a cui quasi mai nessuno pensa), nella logica globale del bilancio economico del supermarket (che non dimentichiamoci essere un'azienda che produce profitti e che deve recuperare, anche a lungo termine, eventuali perdite), il mancato guadagno derivante da prodotti venduti al costo o sottocosto va poi a gravare sul prezzo dei prodotti venduti a prezzo pieno. Pertanto si puo' stare certi che le perdite economiche derivanti da errati/eccessivi acquisti del supermercato ricadranno prima o poi sempre sulle tasche dei consumatori, che pagherano prezzi piu' alti per altre merci. La strada personale verso la vera ecologia e' lunga e tortuosa (e ricca di imbrogli e trabocchetti) perche' purtroppo il nostro immaginario, fin da bambini, e' stato improntato su certi concetti, che con l'ecologia non hanno nulla a che vedere. E cioe' la ricerca esclusivamente del benessere individuale/familiare attraverso maggiori profitti / tornaconti, costi quel che costi (inquinamento, sovraproduzione, sfruttamento). Cosi', per perseguire questi obiettivi personali, spesso mettiamo in atto comportamenti che alimentano questo sistema sbagliato. E il problema piu' grosso e' che non solo non ne siamo consapevoli ma addirittura siamo convinti del contrario e cioe' di star facendo del bene. Concludo dicendo che una vera Buona Pratica per l'ambiente e' rappresentata da un'azione che, se immaginata come praticata da tutti, renderebbe un gran beneficio al pianeta. Pensiamo, per esempio, al beneficio ambientale che potrebbe dare la Buona Pratica di non gettare piu' i mozziconi di sigaretta per terra, se fosse messa in atto da tutti i fumatori. Che beneficio potrebbe dare all'ambiente invece se tutti si precipitassero ad acquistare beni alimentari in scadenza scontati al 50%? Io vedo solo code e resse per accapparrarsi cibo in eccesso che avrebbe dovuto trovarsi altrove, dove ce ne sarebbe veramente bisogno. Spero che tu/voi possiate comprendere la mia riflessione su quanto e' stato proposto in questa Buona Pratica. Grazie per la tua/vostra attenzione.

katiagaeta5
katiagaeta5

..di certo nessuno ne trarrebbe beneficio nel momento in cui suddetti alimenti finirebbero nel bidone della spazzatura! purtroppo (o fortunatamente..dipende dai punti divista) il calo dei consumi ha portato ad un accumulo di merci deperibili destinate al macero. in italia non ci sono regolamentazioni, come in altri stati, che permettono alle merci in scadenza un riutilizzo da parte di enti e comunità. la francia e l'inghilterra, come saprai, sono all'avanguardia. il mio post voveva solo essere un suggerimento, non era mia intenzione fuorviare l'altrui pensiero e nè tantomeno inneggiare ad acquisti last minute se non necessari..

don_chisciotte
don_chisciotte

Grazie per la tua risposta e precisazione. Mi risulta pero' che anche in Italia ci siano associazioni che, in accordo con alcune catene di supermercati (che sarebbero a questo punto da supportare), raccolgono il cibo in scadenza destinato al macero per portarlo alle comunita' che si occupano dei bisognosi. Su Contiamoci ci sono delle Buone Pratiche relativamente a questo argomento e, se fai una ricerca con delle parole chiave, certamente le troverai e potrai avere maggiori informazioni in merito. Per esempio queste due: contiamoci.com contiamoci.com
Comunque gli sprechi, gli eccessi ed il cibo in esubero c'erano anche prima della crisi, te lo posso assicurare (e forse ancor di piu' di adesso, perche' solo ora si sta cominciando, a causa della crisi appunto, a porre piu' attenzione a questo argomento). Questo aspetto degli eccessi purtroppo e' parte integrante della cultura ancora imperante del consumismo. Grazie e ciao!

katiagaeta5
katiagaeta5

ciao! certamente acauisto esclusivamente ciò che mi serve... riguardo a certi argomenti..sfondi una porta spalancata!!!

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