spiritualità

picura80 picura80 06 dicembre 2013 — La mente dell'essere umano è iperattiva. E il corpo la segue in mille attività. Siamo sempre impegnati a fare quello, vedere questo, a dire quest'altro, a raggiungere qualcosa e molto spesso anche di fretta. Ora, non dico di smettere ogni attività ma io trovo che sia di giovamento ogni giorno per il tempo che si ritiene utile, semplicemente stare fermi a contemplare qualcosa, (la natura è l'ideale ma non necessaria) ascoltando i rumori dell'ambiente (qualsiasi essi siano). La mente per pochi minuti è quasi silenziosa, il corpo piano piano si rilassa. Non c'è niente da raggiungere, niente da aggiungere con commenti mentali, niente da dire o da fare. C'è solo il momento presente, il respiro del corpo.

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don_chisciotte
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Se ci pensiamo bene, la maggior parte di noi vive in città o paesi più o meno grandi ma generalmente tutti ben illuminati alla notte. A causa di ciò, raramente riusciamo a vedere il cielo stellato e gradualmente perdiamo (o abbiamo perso) questo "contatto" con l'arcana maestosità delle stelle e dei pianeti. Così si è creato un processo di progressivo "disincanto" dovuto a questa seperazione dell'uomo dal cosmo che ci priva del senso di reale partecipazione allo sviluppo della storia dello stesso. ‎E' quindi sempre meno frequente l'esperienza della nostra unione con l'universo (tranne forse in quei pochi momenti che trascorriamo immersi nella natura) e questo non è per niente un bene, secondo me, perché si perde un senso di appartenenza importante e da qui possono originarsi dei profondi malesseri spirituali (che sono molto ricorrenti negli uomini delle societa' moderne). Provare a ripristinare questo rapporto "cosmico" può certamente giovare a chi desidera calmare il corpo e la mente.

irene70 - disiscritto
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infatti, sì, molto vero questo che dici, sia perché osservando il cielo uno va oltre il suo mondo personale e particolare e si connette un attimo a quello universale (proprio come succede camminando immersi nella natura), ma anche perché se uno guarda in alto (col buio ma anche di giorno) vede cose universali, appunto, cose che tutti potrebbero vedere in quello stesso momento e quindi uno si sente anche meno solo e pensa - beh, magari sono in buona compagnia in questo momento di agitazione - e insomma tutto questo aiuta (un po').

don_chisciotte
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Verissimo anche quello che dici tu e ti racconto la mia esperienza personale: molti anni fa avevo una fidanzata in Brasile. Sto parlando di un periodo in cui internet e tutta questa facile comunicazione odierna non esisteva. Praticamente ci sentivamo una volta alla settimana. Lei andava a casa di una sua amica che aveva il telefono ed io la chiamavo da una cabina telefonica con un pacco di monetine. Dato che eravamo distanti io le dicevo sempre, ad una certa ora, di guardare la luna, perché l'avrei guardata anch'io nello stesso momento (per esemprio lei alle 8 di sera ed io all'una di notte). Così ci saremmo sentiti più vicini, condividendo lo stessa identica visione naturale nello stesso momento. Ovviamente non è necessario che due persone siano così distanti per fare questa esperienza. Anche abitando a pochi chilometri ‎l'uno dall'altro e' possibile viverla. Ma quando non vedi una persona a cui vuoi bene per un lungo periodo dato che non è raggiungibile a causa della troppa distanza allora vai a cercare degli appigli "cosmici"! Ed io avevo trovato la luna...

don_chisciotte
don_chisciotte

"Avere la testa fra le nuvole e' comodissimo: permette di incontrare solo gente che sa volare".

irene70 - disiscritto
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Cariiiiina questa, ahahah, giusto! E a proposito di contemplazioni e luoghi che calmano, una mia amica terapeuta (un po' new age e molto "volatile" pure lei) per calmare l'ansia consiglia anche solo di immaginare un luogo o un paesaggio rilassante (meglio se è stato vissuto realmente in passato, ma non è necessario), visualizzandolo mentalmente come fossimo veramente lì (cercando di immaginare anche suoni, profumi ecc.).

don_chisciotte
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E di questa che ne dici:"Punta alla luna. Se la manchi finirai tra le stelle!" ah ah ah sembrano le frasette dei diari delle medie. Però dai, ogni tanto ci vogliono questi viaggetti da fantascienza!

irene70 - disiscritto
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Ci vogliono sì, ogni tanto, dici bene, ah ah: categoria frasi cosmic-motivazionali!

irene70 - disiscritto
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Riguardo a questo (e anche alla pratica Rallentare) ho trovato interessante il libro "Elogio della lentezza" di Lamberto Maffei (neuroscienziato), 2014: "La rapidità che domina le nostre vite non è così congeniale alla razza umana[...] il cervello è una macchina lenta...".

irene70 - disiscritto
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Ho trovato un consiglio in un certo senso simile a questo nel libro -che mi ha consigliato Granitas: grazie! ;)- di A. De Mello "Scopri te stesso e riprenditi la vita - Messaggio per un'aquila che si crede un pollo": riguardo all'argomento "trovare se stessi" l'autore propone l'esercizio di Autosservazione ovvero fare in modo che il nostro "io" guardi il "noi": osservare cioè quel che accade dentro di noi e intorno a noi come se accadesse a qualcun altro, senza condanna o approvazione, solo osservazione (utile poi, continua l'autore, per toglierci di dosso ogni etichetta che ci siamo dati o abbiamo subito per arrivare infine al nostro vero io...).

luna
luna

Io ho la fortuna adesso di vivere fuori città, in mezzo alla natura... Il contatto per me è fondamentale, per ritrovare equilibrio e armonia, ma anche prima, vivendo in città, fare "silenzio" era possibile, noi occidentali non ci siamo abituati ma si può fare! Ed è un toccasana...

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