spiritualità buone notizie cambiamento ecologia della mente

picura80 picura80 05 marzo 2013 — Ogni volta che mi trovo in qualche luogo pubblico, in coda di solito, noto che l'essere umano è portato alla lamentela e alla condivisione di brutte notizie. Diventa quasi un'escalation a chi ne dice di più truci o sconfortanti. Se posso mi allontano, se devo rimanere cerco di fissare la mia attenzione su qualcos'altro e se invece sono interpellata cerco sempre di minimizzare o trovare un lato positivo. Con esiti pessimi devo ammettere: la stragrande maggioranza delle persone che si lamentano, che sono arrabbiate che vedono tutto negativo non sopportano che arrivi la piquilla di turno e che dica loro che esiste un'altra realtà o che può esistere.

Aggiungo anche che questo tipo di energia è difficile da tenere lontana e che se non si fa attenzione ci si ritrova noi stessi abbacchiati e senza speranza a lamentarci. E quindi DIFFONDIAMO LE BUONE NOTIZIE. le cose che vanno bene, che funzionano. Stiamo diventando sempre di più nel mondo a darci da fare per il cambiamento, ambientale, spirituale, politico, sociale. Questo si è confortante.

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don_chisciotte
don_chisciotte

Inserisco qui una riflessione che riguarda una propensione che ho riscontrato in molte persone ad aspettarsi sempre cattive notizie. Questo avviene soprattutto nel mondo del lavoro (ma c'e' il rischio che cio' si trasporti anche nella vita privata visto che mediamente il lavoro occupa 8 delle 16 ore in cui stiamo svegli...). A me capita molto spesso quando contatto un mio cliente per dargli una notizia/aggiornamento relativo ad un lavoro gia' in essere, di percepire che lui si sta aspettando una cattiva notizia. La sensazione e' data da frasi tipo:"cosa e' successo adesso?", "non mi dare brutte notizie!", "cosa mi devi dire ancora?", "possibile che ci debbano essere sempre cambiamenti?" (anche quando i cambiamenti sono in positivo). Cioe' queste persone vivono con l'ansia che la cattiva notizia debba inevitabilmente arrivare prima o poi e pertanto ogni occasione e' buona per immaginarsela e materializzarla prima del tempo. Provano quel senso di disagio momentaneo che poi e' seguito dal senso di sollievo perche' "non era cio' che ci aspettavamo, per fortuna". Insomma credo che questo sia un atteggiamento sbagliato, che crea ansia inutilmente. Un eccesso di preoccupazione e di fantasia negativa tendente alla creazione di tragedie immaginarie. Bisognerebbe imparare quindi anche ad aspettarsele le buone notizie, oltre che a diffonderle.

assunta
assunta

Ottima "buona pratica". Concordo e lo faccio attivamente e quotidianamente sul mio blog www.thatsgoodnewsblog.com in cui do solo buone notizie. Sono una giornalista freelance e quindi so bene come funziona l'informazione: le tragedie fanno più notizia. Invece io voglio dimostrare che non è cosi. Il blog è seguito e i lettori mi ringraziano. Segno che necessitiamo tutti di vere good news :-)

Grazie a te, picura80 per aver inserito questa buona pratica!

picura80
picura80

Grazie a te per il tuo blog! mi piace moltissimo

angelogos10
angelogos10

Cara "picura' condivido il tuo approccio. Il modo di 'vedere' la realtà finisce per determinare il modo in cui agiamo. Il modo di fornire le informazioni da parte dei media fomenta scoramento e inazione. Aggiungo altre mie personali pratiche per conservare uno spirito propositivo e il buon umore:

  • Riempire la giornata con attività piacevoli (dopo il lavoro) come ascoltare musica, vedere programmi culturali, documentari , un buon film
  • praticare attività piacevoli come sport, musica o altri hobby
  • Uscite per luoghi piacevoli come fiere, luoghi d'arte secondo i gusti.
  • Non nutrirsi tutti i giorni di tv di approfondimento politico in questo periodo particolarmente deprimenti ( anzi io rimango spesso per intere settimane senza tv e soprattutto questo tipo di tv che amplifica il negativo, fomenta contrapposizioni e lascia un grande senso di impotenza. Spesso mi limito a tenermi informato sui principali accadimenti) Naturalmente tutto ció non significa non tenere conto della difficilissima situazione sociale ed economica quindi aggiungo:

  • progettare e pianificare attività per migliorare la propria situazione di vita e crearsi alternative lavorative per eventuali cambiamenti anche radicali. Ti saluto e torneró a rileggere eventuali commenti Angelogos

gretagolia_granitas
gretagolia_granitas

Quante buone pratiche in una! Forse varrebbe la pena aggiungerle separatamente. Intanto ti suggerisco questa sui film

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