Diventare un consumatore critico (parte 1): informati e boicotta


zona etica consum-attori consumo critico

Lucy_eco_punk Lucy_eco_punk 23 gennaio 2014 — Essere consumatori critici è importante per sostenere le aziende eticamente corrette e che ci assicurano la qualità di un prodotto.

Ho creato una miniguida in cinque punti che riassumono i passi fondamentali per essere un consum-attore e partendo dal primo, ho messo in risalto l'importanza dell'informazione e del conseguente boicottaggio di un prodotto. lecopunkblog.wordpress.com

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citter
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Avete mai provato le scarpe della Grisport (ditta italiana)? Io mi ci sono sempre trovato benissimo.

gretagolia_granitas
gretagolia_granitas

Molto interessante, grazie, @don_chisciotte hai visto?

don_chisciotte
don_chisciotte

Visto adesso! Grazie!

gretagolia_granitas
gretagolia_granitas

Loro sono in Germania ma è interessantissimo l'approccio.  Vaude, un marchio tedesco di abbigliamento per la montagna, l’escursionismo e il ciclismo sportivo che sta investendo in servizi ai clienti per allungare la vita dei capi, disegnati per essere riparati con facilità. https://help.vaude.com/?lang=en

don_chisciotte
don_chisciotte

Conosco alcune persone che sostengono, tramite beneficenza, delle iniziative di vario tipo nei paesi del terzo mondo. Come sicuramente sapete, si possono effettuare adozioni a distanza, appoggiare progetti per il miglioramento delle condizioni di vita di una popolazione (costruzione di ospedali, scuole, strade, acquedotti etc) o semplicemente sostenere una missione. Bisognerebbe dare per scontato che, se si effettua una beneficenza per gli abitanti di un determinato paese, si fosse anche a conoscenza del perché quest'ultimo versa in condizioni di povertà. Invece purtroppo noto che la maggior parte delle persone "aiuta senza sapere il vero perché le persone che stanno aiutando hanno bisogno di essere aiutate". Scusate il giro di parole, ma è proprio questo argomento volevo mettere in evidenza. Cioe' manca una visione più ampia del problema che potrebbe portare la persona che effettua la beneficenza, e che quindi ha già una determinata sensibilità, ad attuare anche nella pratica quotidiana delle azioni di boicottaggio nei confronti di determinate realtà (aziende) che sono responsabili di una situazione ‎di sfruttamento in paesi del terzo mondo (e quindi non necessariamente nel paese interessato dalla propria beneficenza) o comunque a limitare i propri consumi nel rispetto di queste popolazioni disagiate. Cioè si sostiene un progetto a distanza per aiutare le popolazioni povere ma non si mettono in atto azioni atte a modificare le nostre abitudini quotidiane. In sostanza si aiuta ma si continua a condurre una vita secondo lo stile "mediamente consumista" continuando a generare sfruttamento nei paesi poveri. Questo fatto un po' mi rattrista perché sembra quasi che ci sia la necessità da parte di queste persone di sentirsi con la coscienza a posto per avere fatto la propria donazione/beneficenza ma poi continuare a condurre la propria vita normalmente. Io non credo sia così (almeno voglio sperare) e forse è solo superficialità, pigrizia, ignoranza sulle cause che originano la povertà e che continuano a  mantenere in questa condizione una gran parte della popolazione mondiale. Pertanto secondo me bisognerebbe sensibilizzare al boicottaggio chi già e' impegnato in queste iniziative, affinché possa rendere ancora più efficente la propria azione di sostegno. Altrimenti si aiuta e basta, ma non si cambia! ‎ ‎

don_chisciotte
don_chisciotte

Questa Buona Pratica e' davvero importante e fondamentale se vogliamo che si verifichino dei cambiamenti nel corrotto sistema economico in cui viviamo. Pertanto la riporto in evidenza con questo mio commento invitandovi a leggere bene la pagina del Blog L'Ecopunk che l'autrice di questa Buona Pratica ha inserito nella descrizione.  Coca Cola? No grazie! Mc Donald? Non ci entro neanche morto! Prodotti della Nestle'? Che restino pure a marcire sugli scaffali dei supermercati! ‎Reebok? Oramai le ho comprate tanto tempo fa ma non contribuiro' piu ai fatturati dell'azienda! Nike? L'ho sempre odiata! Boicottare e' bello, ti dà l'idea che puoi fare qualcosa per cambiare, soprattutto se siamo in tanti. Boicottare ti fa stare meglio e ti fa capire che puoi fare a meno di tante cose. Prendete seriamente in considerazione questa Buona Pratica.  Grazie‎ ‎ I

don_chisciotte
don_chisciotte

Sono stato in un negozio di scarpe "standard", diciamo comune, tale Pittarello, perché mi serviva un paio di scarpe da ginnastica per la corsa ma, tra le varie marche proposte (Nike, che non prendo mai in considerazione, Reebok, Adidas, Diadora, Australian, e tante altre) non ne ho trovato un paio Made in Italy. Tutte erano made in China, Vietnam, Indonesia. Ho chiesto alla commessa, che e' rimasta stupita della mia domanda e mi ha risposto che "no, non ne hanno perché ormai sono tutte così" salvo poi, per sicurezza, andare in giro anche lei a controllare le etichette.‎ Sicuramente ci saranno da qualche parte o in qualche negozio (e facilmente on line dove non acquisto) e prima o poi le troverò. Se qualcuno vuole darmi qualche dritta e' ben accetta. Intanto continuo a usare quelle bucate che ho (Reebok made in China...). Grazie!‎ ‎

irene70 - disiscritto
irene70 - disiscritto

Più che nei negozi di grandi dimensioni, ti consiglio di cercare dei piccoli calzaturifici che facciano produzione locale (e chiedere a loro se conoscono altri calzaturifici per le scarpe da running, se per caso  non trattano quell’articolo). Perché purtroppo la tua impresa non sarà facilissima: ormai tutti i produttori  hanno più o meno  delocalizzato (e con codici etici dichiarati più o meno veritieri): io vivo in quello che era definito il distretto industriale della calzatura sportiva e so  per certo che è così (tanti anni fa ci lavoravo). Ma se trovi facci sapere che andiamo lì in massa!

gretagolia_granitas
gretagolia_granitas

Ciao don, ho chiesto ad un amico che fino all'anno scorso vendeva scarpe artigianali ti incollo sotto la sua risposta che assomiglia a quella di Irene.

Ciao qualcosa di prodotto in italia ci sarà, ma la scarpa da runner necessità di tanti componenti e lavorazioni per resistere alla sollecitazione quindi per stare sul mercato vanno a produrre dove la manodopera costa il meno possibile. Ti ricordi la mini linea di sneacker che avevo fatto fare nel 2017? Ecco: il proprietario della fabbrica e dei macchinari - che non sono gli stessi che le avevano fatte a me e che poi hanno chiuso - è tornato a produrre calzature tecniche per montagna.Non è la stessa cosa delle scarpe da corsa però il concetto è lo stesso. Avevano partecipato a flcg trento nel 2017. Loro sono veneti di Asolo TV, purtroppo il sito è in rifacimento, questi i riferimenti

Indirizzo: Via dell'Artigianato, 21, 31011 Casella d'Asolo TV. Telefono: 0423 951385, comunque nella zona ci sono parecchie fabbrichette di calzature tecniche di vario tipo, magari qualcosa trova. Non fanno scarpe da corsa, ma magari qualcuno nei dintorni le fa o sa dove indirizzare.

don_chisciotte
don_chisciotte

Grazie mille granitas! Prova a chiedergli se conosce La Sportiva, l'azienda italiana con sede a Ziano in Val di Fiemme (TN), diventata sinonimo di 'velocità in montagna', ovvero, accontenta tutti coloro che amano scalare verso la vetta. Stagione dopo stagione La Sportiva lancia sul mercato collezioni sempre originali per soddisfare le esigenze dei praticanti di arrampicata e sport in montagna, con prodotti leggeri e altamente funzionali, il cui design è inconfondibile. Nel nostro shop online puoi trovare una vasta scelta di scarpe La Sportiva, come scarpe arrampicata per gli appassionati dell'arrampicatata sportiva, scarpe da montagna per gli amanti del trekking e alpinismo, scarpe running per per gli specialisti della velocità, e scarponi da scialpinismo per agili salite nella neve.

Da questa presentazione sembra che producano anche scarpe Running e si dovrebbero trovare al negozio Sportler (dal cui sito ho copiato la presentazione)

gretagolia_granitas
gretagolia_granitas

ciao Greta. Ho letto anche io il sito di Lasportiva, non la conosco come marchio, ma è una spa per cui grande... comunque fa scarpe da running da montagna, che hanno delle particolarità rispetto a quelle solite, non sono proprio la stessa cosa. Si può provare.

don_chisciotte
don_chisciotte

Grazie!

irene70 - disiscritto
irene70 - disiscritto

La Sportiva la conosco (vado in vacanza da anni lì vicino: l’outlet dalla fabbrica è lungo una ciclabile bellissima che da sola varrebbe la pena). Si dichiarano molto inseriti nel contesto locale, ed è vero, ma anche loro delocalizzano la produzione (e comunque è un tipo di scarpa più per terreni da montagna); nel distretto del montebellunese invece, per il running,  oltre a una che hai già citato c’è Lotto: anche lei delocalizza, ma mi pare abbia un buon impegno https://www.lotto.it/it/corporate-social-responsibility/ (è distribuita nei negozi in tutta Italia). buona ricerca a tutti

don_chisciotte
don_chisciotte

Grazie anche a te Irene. Ho visto anche questa marca "Scarpa" di Asolo. C'e' un negozio vicinissimo a casa mia che le vende. Sembra il solito discorso e cioe' scarpa running ma "running alpinistico" ma vuoi vedere che non si possono utilizzare per correre sul piano, al parco, etc? Figurati! Chi se ne importa, mi metto il cappello da alpino e vado a correre con quelle! Ciao

irene70 - disiscritto
irene70 - disiscritto

con quelle da running alpino (con o senza cappello!) chiamate anche trail running, puoi correre benissimo su terreni accidentati, fango, bagnato, erba, ecc.  ma anche su asfalto (mentre con quelle da asfalto rischi di scivolare nei terreni accidentati), l’unico inconveniente dovrebbe essere  che se le usi sempre sull’asfalto consumerai prima le tacchettature che servono a fare da presa, ma per il resto, se non ti devi allenare per i 200 metri olimpici, penso vadano benissimo (Scarpa è buona sì, delocalizza solo in parte)

gretagolia_granitas
gretagolia_granitas

Prova a dare un occhio anche qui stiletico.com

makkiolina
makkiolina

Grazie ho visto il tuo blog tante idee su cui riflettere e soprattutto per cambiare. Grazie ancora

Lucy_eco_punk
Lucy_eco_punk

Ciao, il boicottaggio è l'unica arma che abbiamo. Per quanto riguarda l'app non l'ho ancora provata perchè non posso scaricarla sul mio cel mal funzionante... mi sono limitata a proporla e magari provarla. Tienimi aggiornata sulla qualità e sul funzionamento dell'app, grazie.

massarux
massarux

Ciao è un'ottima iniziativa e penso sia una delle basi per sovvertire i paradigmi di questo sistema economico ingiusto. In merito all'app penso ci siano poche illustrazioni per i prodotti italiani. Puoi darmi una mano?

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