Coltivare la resilienza (personale, ecologica e di consumatori critici)


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irene70 - disiscritto irene70 16 dicembre 2015 — Prendo spunto per questa buona pratica da una pagina del libro "Nessuno lo farà al posto tuo - Piccolo manuale di resistenza quotidiana" di Marco Boschini, EMI Editore, dove l'autore consiglia appunto di essere resilienti in più ambiti.

A livello personale la resilienza è la resistenza alle avversità unita alla capacità di fronteggiare gli avvenimenti e ricostruire positivamente la propria realtà, e va coltivata in noi stessi e nei nostri figli. Più o meno resilienti, si nasce (e quindi non tutti possiamo avere lo stesso grado di resilienza) e molti fattori incidono su di essa, ma lo si può anche diventare o comunque cercare di migliorare a qualsiasi età e in qualsiasi condizione (cfr. "La forza d'animo" di Anna Oliviero Ferraris, Bur).

A livello di ecologia si può essere resilienti mettendo in pratica azioni di buon senso che contrastino il 'consumo' indiscriminato delle risorse del pianeta (e quindi anche mettendo in pratica molte buone pratiche presenti su Contiamoci). A livello di consumatore critico si è resilienti rifiutando un sistema che ormai sembra aver fallito: quindi, senza voler diventare 'perfetti' cercare di resistere, magari gradualmente, alla tentazione del facile consumo indiscriminato... pensare un po' di più, informarsi, farsi delle domande prima di consumare, comprare ecc. Non accettare passivamente tutto quello che ci viene proposto.

Se abbiamo intenzione di migliorare la nostra resilienza (in uno o tutti i livelli) possiamo mettere un bel "lo farò".

Comincia subito il tuo diario delle buone pratiche green.
Dai il Contami e migliora goccia a goccia le tue abitudini.

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irene70 - disiscritto
irene70 - disiscritto

Qui, volendo, lamenteemeravigliosa.it alcuni piccoli consigli su come provare a sviluppare la resilienza (personale), anche se libri e manuali, in fondo, possono trasmetterci solo una centesima parte di quello che realmente servirebbe. (Con questo link/consiglio io vi saluto, devo assentarmi un po': buon proseguimento a tutta la community. E buona resilienza a tutti!).

don_chisciotte
don_chisciotte

Grazie Irene, ne faro' tesoro. Sembra invece che la resilienza sia un argomento che poco interessi essere diffuso attraverso i mass-media...il sistema vuole persone fragili, deboli ed insicure. Sul quotidiano locale della mia zona (Il Gazzettino) oggi ben 8 pagine intere sono dedicate a...l'oroscopo 2016! (di cui due pagine di pubblicita'). Il consiglio e' di affidarsi alle stelle dunque!

frabarenghi
frabarenghi

non so se c'entri: in questi giorni sto tentando di entrare nei negozi per i sacri adempimenti del santo Natale. Niente da fare, sono allergica. E non è questione di testa e ragionamento: consumo critico, etica, etc... no, no! Si tratta proprio di rigetto fisico di questi ambienti: luci, musica, ronzii, caldo, facce; e l'offerta con i suoi materiali scadenti e i prezzi che dovrebbero essere ammiccanti. E' un problema di nausea, il mio. La mia resistenza consiste in una risposta immunologica.

irene70 - disiscritto
irene70 - disiscritto

Ti capisco e lo pensavo anch'io ieri entrando controvoglia (è un eufemismo!) in un negozio (per un regalo che proprio non può essere dematerializzato): ho proprio pensato "ormai sono totalmente allergica ai negozi" (e non solo a Natale) e se fino a qualche tempo fa la cosa mi sembrava patologica (in me) ora mi sembra semplicemente un modo di essere, accetto anche questo tra le mie varie stranezze, spero che accettarsi sia già un modo per resistere...

don_chisciotte
don_chisciotte

Idem! Pensa se tutti avessero (o meglio risvegliassero) questi anticorpi che abbiamo noi, cosa succederebbe! Ciao.

paia88
paia88

Anche a me i negozi fanno questo effetto già da quando era giovane..solo ora capisco pienamente il motivo!!

don_chisciotte
don_chisciotte

Ciao paia88, facci sapere allora quale e' il "TUO" motivo cosi' ci confrontiamo. Sabato scorso ho portato un'amica ad un centro commerciale perche' dovevamo andare in una libreria, lei si e' quasi sentita male quando e' entrata per curiosare nel negozio dell'Oviesse perche' voleva vedere se trovava una camicia per la sua divisa di lavoro. Le e' venuta la nausea per le troppe luci, i troppi vestiti, etc etc e siamo usciti subito. In libreria invece stava bene e ci e' rimasta quasi un'ora...mentre all'Oviesse, dopo due minuti, e' dovuta uscire!

paia88
paia88

Ciao don_chisciotte! La tua amica ha provato un malessere molto simile al mio: esco dai centri commerciali e/o negozi molto grandi,indebolita e nauseata!! Mentre nei posti più piccoli resisto poco di più: condivido la mia vita da 8 anni con un uomo che non tollera molto lo " shopping non funzionale"e ha trovato in me terreno fertile, quindi so cosa voglio,entro nel negozio,cerco ed esco. Riduco al minimo il mio tempo nei negozi così da non stare male come quando ero ragazza e dedicavo giornate intere con le amiche a questa pratica poco edificante( per me,chiaramente!!)

don_chisciotte
don_chisciotte

Ciao Paia88, ti ringrazio per la tua spiegazione. Io credo che quanto succeda a te sia il sintomo (positivo) di un risveglio spirituale, che spero si diffonda sempre di più tra la gente. La maggior parte delle persone che non prova queste sensazioni invece, non e' perche' e' "normale". Semplicemente vive nell'imbabolamento costante (come lo definisco io) sedata dal siero dello shopping non necessario e tendente al compulsivo. Ciao!

paia88
paia88

Condivido pienamente!! Ciao e buona giornata!

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