Personal organizer and bunch of pink flowers in vase on desk

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yliharma yliharma 20 febbraio 2014 — Viviamo in spazi affollati di "cose", abbiamo come minimo due (spesso di più) copie dello stesso oggetto, conserviamo giornali vecchi, vestiti che non indossiamo mai, residui (ingombranti) di hobby e sport intrapresi e abbandonati, soprammobili in eccesso, regali ricevuti che non abbiamo il coraggio di buttare ma neppure di utilizzare.

Tutto questo è quello che gli americani definiscono "clutter": fare decluttering significa proprio liberarsi di questi oggetti. Oggetti che sono uno spreco enorme: di materiali ed energia che sono serviti a realizzarli (e che serviranno a smaltirli), di tempo per voi che li dovete riporre, spolverare, manutenere e di energie mentali che vi sottraggono (inconsciamente) per il solo fatto di esistere e "fare disordine" o per il senso di colpa di averci speso dei soldi inutilmente. Oggetti che potrebbero servire a qualcun altro, essere utilizzati ed amati, ma anche oggetti rotti o inutilizzabili che devono per forza finire in discarica.

Qualche anno fa ho "scoperto" il minimalismo e imparato cos'è il decluttering, ho provato e sperimentato sulla mia pelle quanto sia difficile ma anche quanta soddisfazione dà, che sensazione meravigliosa di libertà si prova ad eliminare oggetti superflui, a fare spazio per quelli che contano davvero. Fare "decluttering" non significa soltanto eliminare il disordine e gli oggetti inutili, significa imparare il valore delle cose, capire come funziona il consumismo e in che modo (sottile) ne siamo condizionati, riscoprire il piacere di spazi ariosi e quanto effetto hanno sul nostro umore, diventare consumatori consapevoli e responsabili, imparare a donare, prestare, condividere.

Se volete approfondire vi lascio il link al tag che raccoglie tutti i post che parlano di decluttering sul mio blog: minimalitaly.wordpress.com

Foto via: Visual Hunt.

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Commenti

don_chisciotte
don_chisciotte

Ultimamente sto mettendo in pratica un mini-decluttering giornaliero. Alla sera una ricorrenza sul cellulare mi ricorda che devo fare questa cosa che consiste nell'eliminare almeno un oggetto al giorno tra quelli che in casa/garage/auto/etc.

Ovviamente se ne elimino anche più di uno tanto meglio. Non è importante la dimensione o "l"importanza" dell'oggetto perché la priorità è eliminarlo ed in base a questi criteri: 

  • se e' un oggetto che si consuma rapidamente lo uso (e se proprio non so come usarlo, lo regalo).‎

‎- se sono capi di abbigliamento che so che non indossero' piu', quelli che credo siano ancora commerciabili li porto al mercatino dell'usato o li regalo a qualche amico, diversamente li dono alle associazioni (cassonetti della Caritas).

  • se l'oggetto non è riutilizzabile in nessun modo lo smaltisco nella raccolta differenziata.

Per esempio due giorni fa ho messo nei cassonetti della Caritas tre completi da uomo quasi nuovi ma non più commerciabili che erano anni che non indossavo più.‎

Ieri ho gettato una giacca troppo vecchia e sgualcita per essere riutilizzata da chiunque ma ho "salvato" i bottoni di metallo per metterli su un altra giacca che avevo comprato (sempre usata) tanti anni fa ma che non aveva i bottoni.

Oggi ho regalato ad una vicina che ha un bambino piccolo una camionetta giocattolo che avevo‎ in garage.

Con questa scadenza giornaliera poco impegnativa ovviamente non ci si stanca come a fare tutto in una volta (e' anche una fatica mentale perché bisogna prendere troppe decisioni su cosa fare di tutti gli oggetti raccimolati nel decluttering)‎ e diventa una cosa piacevole e piano piano ricreo spazio nei cassetti, nell'armadio e...nella mia vita (cioe' nella mia mente che non si deve più preoccupare di questi oggetti che scompaiono definitivamente dalla mia vi(s)ta).

‎Se un giorno sono impossibilitato a farlo perché sono fuori casa, recupero aumentando il numero di oggetti da eliminare nei giorni successivi.

don_chisciotte
don_chisciotte

"Se vuoi volare, rinuncia a tutto ciò che ti pesa"‎ (Buddah)

don_chisciotte
don_chisciotte

Finalmente ho convinto mio padre a fare decluttering nel suo garage. Mediamente un'ora e mezza alla settimana cosi anche lui non si stanca e si diverte a scoprire cosa ha accumulato...anzi, si meraviglia, perche' lui e' veramente un accumulatore per natura, per esempio basta che una bottiglia abbia una forma un po' strana che lui la conserva. Non so quando finiremo, forse prima dell'estate...intanto ha ritrovato varie paia di scarpe nuove che non sapeva nemmeno piu' di avere, cosi almeno non se va a comprare delle altre. Alcune cose si tengono ma con l'impegno che vengano utilizzate, altre vanno al mercatino dell'usato, altre regalate a chi puo' farne buon uso, altre inevitabilmente all'ecocentro. L'immagine del consumismo si e' materializzata in un grandissimo sacchetto che ne conteneva tantissimi altri (di abbigliamento, profumeria, etc) ed entrambi ci siamo chiesti, non tanto perche' li avessimo conservati, ma perche' in passato ad ogni acquisto corrispondesse un sacchetto nuovo (anziche' rifiutarlo o portandoci il nostro da casa, come facciamo adesso). Questo sistema di fare il decluttering "a rate" settimanalmente con "sedute" di breve durata lo rende meno stancante per le persone anziane (ma anche per i piu' giovani) che, solo all'idea di dover affrontare il lavoro tutto in una volta, si spaventano e trovano mille scuse per non iniziare mai.

yliharma
yliharma

Per le persone anziane poi c'è tutto un discorso diverso legato ai ricordi, noi "giovani" siamo forse meno legati alle cose del passato, ma per loro è tutto importantissimo... Ho potuto verificare con mia madre (che è anche nata in tempo di guerra quindi pure abituata a salvare e conservare tutto perché "non si sa mai") che fare piccole sedute è la strada migliore, un sacchetto, uno scatolone per volta. Bravo donchischiotte, mi sa che hai trovato la strada giusta per tuo papà ^.^

irene70 - disiscritto
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Sì, confermo anch'io che la soluzione "a rate" è quella migliore (specialmente quando si affronta un garage che può essere un vero incubo se affrontato in una sola volta!).

frabarenghi
frabarenghi

Io vado "a zone"; è da 3 anni che continuo, ma qualcosa mi dice che quando avrò finito il giro della casa dovrò ripartire da capo e che alcuni posti li stia gia ripassando, a strati... mmmhhh... mi sa che sto facendo dell'altro cluttering! Chi mi può salvare da me stessa se non io?

irene70 - disiscritto
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... a me succede la stessa cosa con la "zona ripostiglio", perché tanto -dico- è un ripostiglio, e ogni tanto devo ricominciare a buttare.. (a volte sogno una casa praticamente vuota!)

yliharma
yliharma

Sì purtroppo il decluttering è un work in progress che dura una vita intera...non credo si possa mai dire "ok ora ho finito", perché magari ti guardi indietro e trovi dell'altro...

frabarenghi
frabarenghi

certo... non fosse altro che, passato il tempo, tu non sei la stessa persona di prima, come è anche auspicabile (parlo di evoluzione) ;-)

irene70 - disiscritto
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In libreria non ho resistito e ho preso il libro "Il magico potere del riordino - Il metodo giapponese che trasforma i vostri spazi e la vostra vita" di M. Kondo, 2014. Una frase per ora mi ha colpita: "Il modo più semplice e accurato per fare una cernita è chiedersi se le cose ci fanno ancora scintillare gli occhi quando le guardiamo".

yliharma
yliharma

Ho letto una recensione di quel libro e mi ha colpita molto, è nella mia lista dei desideri ;)

irene70 - disiscritto
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Se mai ci fosse l'occasione di incontrarsi e ancora non l'avrai letto dimmelo che te lo passo volentieri (è ancora integro per adesso... non l'ho ancora "personalizzato"!) e così mettiamo in atto anche la pratica sullo scambio di libri (e poi sai che sono in debito con te perché è grazie al tuo blog che ho conosciuto Contiamoci!).

yliharma
yliharma

Ottima idea ^_^

irene70 - disiscritto
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L'ho finito di leggere e devo dire che non mi ha detto molto di nuovo questo libro (a parte il fatto che l'autrice consiglia di fare decluttering tutto in una volta e non "a puntate"!!), però c'è uno spunto interessante e che rende ancora più "appetibile" questa buona pratica (ma già nei commenti precedenti era saltata fuori questa specie di magia). L'autrice (che si occupa di decluttering di professione) spiega che lo spazio in cui viviamo influisce sul nostro corpo (anche perché accumuliamo le cose materiali per lo stesso motivo per cui mangiamo cioè per soddisfare un desiderio e comprare in maniera compulsiva e mangiare o bere in eccesso sono tentativi di alleviare l'ansia) scrive quindi: "Osservando i miei clienti ho notato che quando eliminano i loro vestiti in eccesso riducono la pancia, quando eliminano libri e documenti la loro mente si alleggerisce, e quando riducono i cosmetici e riordinano il bagno la loro pelle diventa più liscia e luminosa. Sebbene non abbia nessuna base scientifica a supporto della mia teoria, non è interessante che la parte del corpo che reagisce sia collegata all'area che è stata riordinata?"... tutti a riordinare allora!! p.s. non c'entra nulla ma ho scoperto adesso che c'è la funzione per correggere i commenti postati, accanto a rispondi (ottima cosa per chi come me semina refusi!)

don_chisciotte
don_chisciotte

E' Interessante cio' che hai riportato e sicuramente ci sono queste connessioni solo apparentemente magiche ed in fondo semplicemente naturali. Restando in tema, oggi che piove, io indosso un paio di miei stivali, praticamente nuovi ma di oltre 20 anni fa, e che ho trovato nel garage di mio papa' facendo decluttering e che ovviamente non ricordavo piu' di avere (in realta' ne ho trovati due paia!). W il decluttering dunque. PS: anch'io cercavo quella funzione per correggere i commenti, quindi grazie per averla segnalata.

yliharma
yliharma

Sulla pelle posso testimonare pure io che è verissimo :D Solo che lo attribuisco all'uso di prodotti buoni ecobio... Sui libri è verissimo, averne di meno non è traumatico, come pensavo, ma anzi mi fa sentire più libera di poterne leggere quanti ne voglio perché non ne ho una caterva che "devo" leggere...

frabarenghi
frabarenghi

sul fatto che lei consigli di fare tutto in una volta devi considerare il fatto che l'autrice sia giapponese, mi sembra si accordi più con la loro mentalità

irene70 - disiscritto
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... in effetti sì, hai ragione, i giapponesi hanno un'etica del dovere molto forte.

irene70 - disiscritto
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Ciao, solo una considerazione tra il divertito e lo speranzoso/perplesso. Ho notato che più di una pratica esistente anche qui su Contiamoci per esempio, ma comunque già esistente in generale, se descritta in un libro da un autore giapponese (ora tocca ai giapponesi, ma poteva toccare a qualunque nazionalità) subito diventa mania: c'è stata appunto l'arte del riordino della Kondo, ora c'è 'L'arte di buttare' di un'altra autrice giapponese e poi c'è il Kakebo, un libro/stumento usato in giappone che permette di tenere traccia di tutte le spese, giorno per giorno, settimana per settimana e che a fine mese dà il risultato esatto di quanti soldi sono stati spesi e in che modo sono stati spesi. É in pratica la buona vecchia agenda dei conti di casa solo che proposta da noi in versione colorata e 'simpatica-moderna'... e via con la kakebo-mania. E allora se magari ci fosse un autore giapponese che volesse scrivere un libro/manuale che so, sulla raccolta differenziata fatta bene, o la riduzione di plastica nei mari potrebbe essere un'idea... (insomma, era per dire che certe pratiche di buon senso se non diventano mode faticano ad attecchire mentre se proposte appunto come mode se la cavano meglio, quindi davvero, se nascesse la moda della differenziata scientifica... ciao-sayonara! :-)).

don_chisciotte
don_chisciotte

Si Irene ho visto anch'io questi libri di autori giapponesi in libreria ma non penso che le pratiche descritte siano diventate  una mania/moda come dici tu (quante copie ne avranno vendute?)‎. Se così fosse sarebbero cambiate drasticamente le abitudini di milioni di italiani ma non mi sembra che sia stato così. Ma questo fa la moda, no? Condiziona le persone e le abitudini, giusto? Magari fosse come dici tu ma non credo nel potere del giapponese che fa venire la mania a milioni di perso di differenziare (al massimo puo' solo migliorare un po' le cose). Capisco che la tua considerazione partiva con un tono divertito e penso che proprio questo rimanga il campo dove si può sviluppare questa idea.

irene70 - disiscritto
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Eh... riguardo al numero di copie per la Kondo parlano di 30.000 in Italia e 2 milioni nel mondo e considerato il mercato editoriale sono tantissime per un autore prima sconosciuto (poi a tradurlo in pratica vera non so, ma quello che più mi ha colpito è che in un paese piccolo come il mio abbiano organizzato dei corsi basati su questo libro), poi il fatto stesso che librerie diverse mettano in evidenza questi stessi libri vuol dire che questi sono già stati promossi a 'libri molto vendibili' altrimenti li mettevano sotto o a scaffale, credimi! Comunque sì, più che una speranza era per sorridere della nostra tendenza a seguire sempre qualche moda, utile o inutile che sia, purché appunto sia 'di moda'. Attendiamo Mazinga Z...ero rifiuti!

don_chisciotte
don_chisciotte

Si ok ma "parlano" di 30.000 copie cosa vuol dire? E poi stampate o vendute? Lo sai che io sui dati trasmessi così ci credo poco..ciao!

irene70 - disiscritto
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Si intende copie vendute, certo. I dati esatti ora... non saprei trovarli però senti che dicono (anche per pubblicizzare, ovvio) del Kakebo "Perché il Kakebo ha tanto successo. Perché è l’agenda ideale per affrontare la crisi: garantisce un risparmio automatico del 35%, aiutando a individuare sprechi e voci critiche su cui agire; sviluppa l’autodisciplina e la conoscenza di sé; favorisce la tranquillità dell’anima e libera energie mentali." Ma qui su Contiamoci siamo mooolto avanti perché già c'era questa indicazione contiamoci.com, ciao!

don_chisciotte
don_chisciotte

Infatti...l'avevo inserita io quella Buona Pratica...sayonara!

don_chisciotte
don_chisciotte

Ho visto in libreria pile di questi "Kakebo". Se ce ne sono così tanti può voler dire che se ne vendono davvero tanti, come si commentava tempo fa qui sopra. Oppure ne mettono appositamente tanti in vendita per far credere, a quei pochi che lo comprano, che lo desidarano in tanti, perché il Kakebo e' un libro utile per imparare a risparmiare. Ci ho dato un'occhiata e secondo il mio modesto parere, non serve a nulla. Cioe' se una persona ha un po' di sale in zucca non ha bisogno del Kakebo e delle filosofie giapponesi per non sperperare denaro ed energie in beni e necessità superflue indotte dalla società consumistica. Il Kakebo stesso sarebbe, sempre a mio avviso, una di quelle voci da inserire nel Kakebo, come oggetto inutili da acquistare. Quindi, se fosse un libro serio, che vuole insegnare quello che dice, dovrebbe aver scritto in copertina "per risparmiare comincia da qui: non comperare questo libro". ‎

enriverona
enriverona

posso confermare che trattasi di Kakebomania : per curiosità (manco sapevo di cosa stessimo parlando) ho fatto un giro su un gruppo FB (??non mi ricordo quale ) e la discussione su questa "miracolosa" agenda impazzava. ho quindi dato una scorsa a quanto offrisse il mercato on-line e, rendendomi conto che altro non era che la classica "agenda delle spese giornaliere/mensili" magari rivista e corretta in chiave moderna (ovvero con qualche inutile optional) mi sono tranquillizzata nel senso che la sto già facendo di mio da tanti anni... che dire...potenza della T.C.I. (= tossicodipendenza collettiva indotta ).Comunque se se ne ricava qualche buona abitudine ben venga , ma, mercato, non avrai i miei soldi per comprarla!!!

don_chisciotte
don_chisciotte

Ciao a tutti, metto qui un link di un simpatico fumetto per chi conosce bene l'inglese i.imgur.com mi ha ricordato una massima di Serge Latouche: " La gente felice non "consuma". Per il consumo sfrenato è necessario creare un terreno di generale frustrazione".

yliharma
yliharma

Favoloso!!! Grazie ^_^

Caterozzino
Caterozzino

Chi ha la fortuna di vivere in un comune che ha aderito al protocollo Rifiuti Zero, ricordi che uno dei passi fondamentali del progetto è proprio la creazione di un "centro di riparazione e riuso". Ogni oggetto che pensiamo di buttare, dovremmo prima portarlo al centro (generalmente si tende a crearli accanto alle isole ecologiche). Ci sono volontari (ma spesso l'attività del centro consente anche di creare posti di lavoro) che possono effettuare anche piccole riparazioni e rimettono in vendita quello che noi abbiamo "buttato". Un oggetto che a noi non serve potrebbe essere utile a qualcun altro. Il decluttering è sicuramente una buona pratica, ma non dimentichiamoci che la riduzione dei rifiuti è forse anche più importante... E per tutti quelli che non conoscono il progetto Rifiuti Zero... non sarebbe il caso di approfondire? E magari proporre lo stesso un centro di riparazione e riuso?

irene70 - disiscritto
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Ciao Caterozzino, ho visto che partecipi all'iniziativa di Rifiutizerocapannori: io ne avevo già sentito parlare ma non ricordavo dove e poi ho ritrovato l'articolo di Casa Facile del gennaio 2012 che parlava proprio di voi! Complimenti davvero, a Lucca ci sono delle iniziative bellissime: c'è una cooperativa di recupero solidale, un centro di riuso creativo, una cooperativa sociale dove si realizzano gioielli dagli scarti...da vedere! Nell'articolo ci sono anche i riferimenti dei siti ma non so se sono aggiornati...Comunque bravi, siete senz'altro da imitare!

Caterozzino
Caterozzino

Ciao e grazie! A oggi siamo in 205 comuni italiani che aderiscono al progetto Rifiuti Zero di cui Capannori è stato il promotore. Sarebbe bello... moltiplicarci! Se potete, cercate di proporre alle vostre amministrazioni di aderire. (meglio se sul territorio esiste un'associazione di cittadini che possa perorare la causa!). Bisogna far capire ai nostri amministratori che è (anche) un modo di risparmiare soldi e creare qualche posto di lavoro (di fronte a certi argomenti non possono dire sempre di no!). Ora che mi ci fai pensare quasi quasi posto una buona pratica con i consigli per aderire.... ;-)) a presto!

irene70 - disiscritto
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A proposito di riciclo, date un'occhiata a questo sito www.ioricreo.org: è di un portale da navigare in base alla materia prima, per realizzare oggetti e complementi d'arredo a partire da materiali di scarto: una miniera di idee!

don_chisciotte
don_chisciotte

Io ieri sera sono stato ad un incontro di MDF dove si parlava di riduzione dei rifiuti. E' stato proiettato un filmato della durata di oltre un'ora molto interessante e dove si e' parlato molto di Capannori. Cio' dimostra che se si vuole e se ci sono le persone giuste (sindaci che appoggiano certe iniziative) certi risultati si possono ottenere ed anche su scala maggiore. Tutti abbiamo pero' convenuto che quando il fenomeno diventa troppo "importante" va a toccare altri interessi economici della crescita (che e' ancora la fede professata dalla maggioranza delle forze politiche) e pertanto diventa difficoltoso applicare certi concetti su larga scala. Per il momento accontentiamoci dei piccoli comuni, ma siccome in Italia i piccoli comuni sono tantissimi forse abbiamo una speranza in piu'. Infine si e' discusso della raccolta differenziata, che e' importante farla, ma che non risolve il problema dei rifiuti a causa degli enormi quantitivi generati in fase di produzione dalle aziende. La raccolta differenziata e' buona cosa, ma e' figlia diretta del consumismo. La riduzione dei rifiuti come conseguenza di un modificato stile di vita sembra quindi essere l'unica soluzione possibile in realta'.

Caterozzino
Caterozzino

Hai colto nel segno! Infatti, non a caso, dei DIECI PASSI di cui è composto il progetto Rifiuti Zero, quello che prevede il coinvolgimento diretto dei produttori ("Responsabilità estesa") è uno degli ultimi. A Capannori per esempio, il centro ricerche RZ esamina il residuo. Si sono accorti che ci sono tante cialde di caffè. Hanno contattato un grosso produttore nazionale e intavolato una progettazione per cialde compostabili.... L'unione fa la forza. Se i comuni aderenti a Rifiuti Zero saranno sempre di più, diventerà sempre più normale fare richieste come questa. Non tutti i produttori saranno collaborativi, ma si sa, per loro è anche questione di marketing, quindi, perché non provarci? ;-))

frabarenghi
frabarenghi

Io ho scoperto il decluttering leggendo il libro "Spaceclearing" di Lucia Larese, ma facciamo un passo indietro: ho comprato quel libro in un momento di panico perché a maggio 2011 ero stata suggestionata sulla profezia Maya: entro dicembre 2012 dovevo far qualcosa ed era necessario vederci chiaro, da subito. Ho cominciato a sbarazzarmi di (= mettere in circolo fuori da casa mia) libri, vestiti, dischi, oggetti... entro la data della profezia Maya anche il mio convivente dopo 7 anni era uscito di casa e io ero libera su tutta la gamma; ho cominciato a partecipare a un gruppo di spagnolo e a gruppi musicali, il tutto gratuitamente! il mio stile di vita è cambiato, ha cominciato ad assomigliarmi finalmente. Poi ho limato anche le esperienze musicali tenendomi la musica di strada che è la cosa che preferisco e fidanzandomi con un compagno di percussioni; di recente mi sono anche decisa a rilevare la 1/2 casa al mio ex- e ora mi sto occupando della mia salute. In realtà sull'ammucchiamento ci sarebbe ancora molto da fare, ma piano piano imparerò a evitarlo. Con le mail è difficile soprattutto. Comunque volevo testimoniare come alleggerirsi la vita apra un vortice di novità in ingresso e vorrei che tutti avessero il coraggio di ribellarsi a quello che il vasto impero consumistico ci impone per poterci parassitare: all'idea che non abbiamo risorse personali e relazionali e che i soldi sono l'unico valore da mettere sul piatto per vivere bene. Non è vero, ci siamo noi e la nostra volontà. Non facciamoci sommergere.

irene70 - disiscritto
irene70 - disiscritto

é verissimo: anch'io posso testimoniare che "eliminare e cominciare fare ordine"al di fuori di noi stessi innesca una serie di cambiamenti incredibili anche dentro di noi; ora, finalmente so esattamente (almeno) cosa - non - voglio e ho un senso di libertà che qualche anno fa mi sognavo solamente; il decluttering è veramente un ottimo modo per fare chiarezza nella propria vita.

luna
luna

Grazie fra per il contributo, vedo che il "defenestramento-declutteramento" al 7° anno ci accomuna! :-) Grazie per la riflessione sulle mail, nn ci avevo pensato, si accumulano più che altro per la mia pigrizia, e ce ne sono tantissime nn lette, anche lì va fatta pulizia, nn solo negli oggetti materiali o nei pensieri. E anche nelle zavorre, poi sarò decisamente più libera, dopo aver fatto "spazio" in tutti i sensi...

yliharma
yliharma

Che bella testimonianza frabarenghi! Grazie di averla condivisa! ("testimonianza" pare una roba da alcolisti anonimi ma vabbè...non sapevo come altro dirlo :D )

frabarenghi
frabarenghi

c'è un aggiornamento! ho prestato il libro a due persone e vedo che la trasformazione è in opera; una delle due in particolare mi ha detto che è servito (oltre che a eliminare metri cubi di roba) a rendersi conto se ci fosse spazio nella propria vita per una convivenza o meno, per poi compiere una scelta

gretagolia_granitas
gretagolia_granitas

Da quando mi curo con la Naturopatia e mi sono iscritta anche alla scuola di Naturopatia ho imparato che bisogna fare spazio, creare un vuoto per far entrare altre "cose" (non oggetti). E così ho lasciato il mio lavoro/zavorra stipendiato e mi sono lanciata nel progetto che ora è Contiamoci. Con tutte le difficoltà che ciò comporta, ho iniziato ad avere una vita più semplice, meno bisogni materiali, e più soddisfazioni "spirituali".

irene70 - disiscritto
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... penso che noi tutti di Contiamoci vogliamo sostenerti in questa tua scelta con un "grazie" gigante (che occupa poco spazio fuori, ma non nel pensiero!!);-)

gretagolia_granitas
gretagolia_granitas

Come si fa la faccina commossa? Intanto <3

yliharma
yliharma

Grazie anche da parte mia, è davvero un bel progetto e merita sostegno e successo ;)

luna
luna

Le generazioni passate avevano la tendenza a conservare tutto (se penso ai miei nonni e ai miei genitori…), forse perché avevano avuto poco ed erano stati sicuramente cresciuti con il principio che nulla va sprecato. Quindi riempivano tutto quello che poteva essere riempito, dagli armadi, alle cantine, ai garage, alle case di villeggiatura quando c’erano, che diventavano “rifugium pecatorum” come dice mia mamma (nel senso che lì si nascondono tutte le cose che non vanno viste)… C’era però dietro anche il pensiero “un giorno potrebbe sempre servire”, e in effetti cose conservate di allora, nella casa dove vivo adesso, mi stanno tornando utili. Questo pensiero sta comunque alla base del riuso e riutilizzo che ci piace tanto, si sposa perfettamente con il principio dello sprecare il meno possibile che oggi sta tornando per fortuna, poco importa se la molla che muoveva i ns. genitori sia diversa magari da quella che muove noi, nati durante o dopo il boom economico e che abbiamo fin troppo. Per me il segreto sarebbe capire subito cosa può tornare utile ed essere riciclato/riutilizzato e cosa invece dovrebbe essere soggetto a decluttering, non so per voi, ma per me ogni tanto non è così semplice e immediato capirlo!

yliharma
yliharma

Il riuso è una pratica favolosa che adotto ogni volta in cui è possibile, ma il concetto del decluttering è che è inutile conservare per anni qualcosa che forse non ti servirà mai. E' molto più utile (ed ecologico) trovare una collocazione per gli oggetti che non vogliamo (regalarli, venderli, prestarli ecc) in modo che qualcuno li usi oggi, piuttosto che farli marcire in una cantina ammuffita. Per quanto riguarda la scelta se tenere o meno un oggetto uso un metodo semplice che per me funziona benissimo, minimalitaly.wordpress.com vedi se ti può aiutare :)

irene70 - disiscritto
irene70 - disiscritto

Io proporrei alle scuole superiori come attività pratica (oggi quasi tutte le scuole prevedono ore di attività pratico-lavorative esterne alle scuole stesse, a seconda degli indirizzi) una mattinata di "svuotamento garage e cantine" per chi, in quel comune/zona fosse interessato e preventivamente iscritto ad una lista (non sto scherzando) e le cose recuperate date alle associazioni onlus che si occupano di rivenderle per beneficenza. Questo per far prendere coscienza ai giovanissimi di quante cose vengono inutilmente acquistate e poi quasi subito accantonate (e quando ci sarà da fare un trasloco o uno svuotamento urgente saranno dolori): è importante essere consapevoli fin da giovani che "avere tante cose" alla fine porta solo problemi (di pulizia, di mantenimento, di "divisione" in caso di coppie che si separano, di smaltimento, di presa di coscienza dolorosa di quanto 'siamo stati sciocchi'). Tutte queste cose poi possono essere svendute, è vero, ma è impressionante come una cosa anche assolutamente nuova (ancora imballata) perda quasi tutto il suo valore solo se rivenduta (ma prima era nuova!): i mercatini dell'usato ormai traboccano di abiti usati, per esempio, anzi non ne accettano più il molto spesso... Se io tornassi indietro vorrei entrare in una casa semivuota e poi col tempo capirei quello di cui ho realmente bisogno (e non faccio che ripeterlo a mia figlia nella speranza che mi ascolti), e invece la tendenza è entrare in case già strapiene (batterie di pentole e piatti che potrebbero ospitare la festa degli Alpini, lenzuola e asciugamani in quantità esagerate, e così via). Qualcosa deve essere comprato perché qualcosa serve, questo sì, ma dovremmo proprio far venire voglia del "poco che basta", ai nostri figli. Cominciare noi, dato che chi vende per lavoro sarà difficile che assecondi questa idea, è ovvio.

don_chisciotte
don_chisciotte

Giusto per tenere aperte le discussioni con due anedoti, uno simpatico ed uno piu' serio: 1- ieri sono stato da un amico che ha la casa piena di oggetti (la maggior parte oramai inutili) ammassati dovunque. Ovviamente l'ho avvisato in maniera scherzosa (ma con finalita' seria!) che sarebbe ora di cominciare a liberarsi di un po' di cose e di fare decluttering. Quando e' stato il momento di uscire con il cane lui non trovava piu' nessuno dei due guinzagli spersi chi sa dove in mezzo agli altri oggetti (perche' quando se ne hanno troppi si perde anche l'abitudine di riservare un posto ad ogni cosa per poi poterla ritrovare). Ha telefonato anche alla moglie per chiedere se sapesse dove fossero ma niente da fare. Quindi ci siamo arrangiati con uno spago per fare il guinzaglio...e si e' convinto anche lui che e' giunto il momento del decluttering!

2- mia madre che e' affetta da una patologia di disturbi mentali soffre di ansie derivanti anche dagli oggetti ("ci sono troppe cose da fare, da sistemare") oltre che fissazioni legate alla scadenza degli alimenti, alla paura costante di rimanere senza qualcosa da mangiare o di qualche prodotto per la casa (quando qualsiasi prodotto arriva verso meta' contenitore praticamente per lei sta gia' finendo, non si sa se bastera', etc...) Tutte queste situazioni sono vissute con un ansia paurosa che le genera tante sofferenze inutili. Io cerco di farle capire che quando era bambina tutte queste cose non le aveva e tantomeno tanta varieta' di cibo e che riusciva a vivere lo stesso (e che se dovesse mancare qualcosa da mangiare si puo' sempre mangiare qualcos'altro)...per un po' si calma ma poi ricomincia. Sono patologie che non intaccano tutti per fortuna, ma certamente originate dalla societa' dei consumi e del benessere che ha dato molto e in alcuni casi troppo (e comunque in maniera sbagliata) a chi aveva poco o niente e adesso si vive male anche per questo. Di eliminare vestiti che non mette da anni e' impossibile parlarne con mia madre perche', nella sua patologia, troppa e' la sofferenza del distacco da queste cose. Lei una volta non era cosi, la malattia l'ha portata a cio'. Io non sono un medico ma adesso sto cominciando a capire che certe patologie mentali possono svilupparsi esclusivamente in un determinato contesto sociale come il nostro (per esempio lo shopping compulsivo, una patologia di cui mi sembra di capire non si parli quasi mai alla tv o sui giornali perche'...alimenta il cosumismo e la crescita...infelice!)

yliharma
yliharma

Mia mamma non è affetta da nessun disturbo mentale eppure questa ansia ce l'ha sempre comunque avuta...per lei deriva dall'essere nata in tempo di guerra, quando il cibo era sempre poco e ricevere un paio di scarpe era una festa, e dal fatto di essere profuga di guerra, per cui è dovuta fuggire con tutta la famiglia portandosi solo poche cose e lasciando i "ricordi di una vita" (=oggetti). Per lei le "cose" sono importantissime per ricordare, difficilissimo farle fare un po' di decluttering.

Lucy_eco_punk
Lucy_eco_punk

Ciao yliharma, la buona pratica proposta da te mi ha incuriosita talmente tanto che ho scelto di parlarne sia sul mio blog, che su Decrescita Felice Social Network. Ecco i link decrescita.com e lecopunk13.wordpress.com. Nel frattempo seguo il tuo blog...ciauuu

yliharma
yliharma

grazie ^_^ ti ho messa nel feed reader, così ti posso seguire anch'io!

alchemica
alchemica

Lo faccio da tre anni e vi stupireste di quanti oggetti piccoli e "fastidiosi" si possano accumulare in così breve tempo. Fastidiosi perché sono piccoli oggetti che non hanno un posto: tutti ammonticchiati su una mensola, sparpagliati in giro per la casa, spostati miliardi di volte su questo o quel mobile cercando di dargli un posto e un senso, ma oggettini che non si ha cuore di buttare perché rappresentano momenti cari o costruiti e regalatici da chi ci vuole bene. Inoltre vivo con mio marito in un bilocale da qualcosa come 70/75 mq circa e siamo entrambi due "pasticcioni": intagliamo, dipingiamo, saldiamo e modelliamo. Quindi se tenessi in esposizione tutto quello che facciamo/scambiamo/ci regalano dovremmo dormire in giardino. Soluzione: ogni mese o due preparo le famigerate scatole Tenere, Gettare, Riutilizzare, Regalare e Sospeso (cose che rimangono lì qualche settimana e, se non se ne sente la mancanza, finiscono in una delle altre scatole) e con cuore di pietra e muso duro svuoto ogni superficie ingombra. Ammetto che essendo una Bastian Contrario per natura e vivendo in una situazione di sperpero, getto qualcosa solo se è oramai agli stracci, ma le altre scatole si riempiono piuttosto in fretta. Risultato: Casa in ordine, rinfrescata e, ehi, cambio arredamento quasi tutti i mesi.

don_chisciotte
don_chisciotte

Non sarebbe male cominciare tutti a....non farsi regalare piu' niente che noi siano oggetti che si consumano nell'immediato (quindi cibo o altro che possa venirvi in mente per le vostre esigenze). Anche quello di sentirsi in obbligo di fare un regalo e' una caratteristica che ci e' stata imposta dalla societa' consumistica (e guardate cosa ha prodotto: moltissimi regali inutilizzati che occupano gli armadi ed il nostro tempo per spolverarli, catalogarli, eliminarli, smaltirli, regalarli ad un'altra persona e creargli cosi gli stessi problemi...). Quindi potrebbe essere una nuova buona pratica quella di NON ACCETTARE REGALI ma cominciamo noi col non farne. Per esempio io preferisco invitare un amico a cena per ringraziarlo di un favore che mi ha fatto piuttosto che fargli un regalo.

irene70 - disiscritto
irene70 - disiscritto

Quanto hai ragione! Che poi questa cosa di smettere di farsi i regali materiali tutti la pensano, ma nessuno ha il coraggio di proporlo (io, quando ho provato ho ricevuto dei gran sorrisi di sollievo e nessuno si è offeso, per ora ); se poi mi sento di fare assolutamente un regalo compro solo cibo o bevande: birra artigianale, vino, cioccolato e caffè del mercato equo, una torta fatta da me, o un vaso di fiori. Il difficile è appunto sottoscrivere questo "accordo" con gli altri...

don_chisciotte
don_chisciotte

Brava e tu insisti sempre! Una delle cose peggiori che noto sono le montagne di giocattoli regalati ai bambini. Oggetti che non riescono ad apprezzare perche' troppo numerosi, non imparano il valore delle cose e crescono pensando che il mondo sia fatto di queste cose in abbondanza...sai cosa mi ha risposto un bambino di 5 anni quando gli ho detto: "fai attenzione che se fai cosi lo rompi!"......Tanto mio papa' me ne compra un altro. Riflettiamo gente, riflettiamo!

alchemica
alchemica

Sono perfettamente d'accordo sulla questione del presente costretto specialmente per via del fatto che, primo è costretto, secondo spesse volte non è di mio gusto e, terzo, è costretto.

Per quanto riguarda il regalare, il riutilizzare, il riproporre, però, continuo a considerarli attività gratificanti e utili in quanto ciò di cui non ho più bisogno io non debba per forza venire sprecato, ma possa essere riutilizzato da altri, e viceversa. Casa mia, ad esempio, è piena (se così si può dire) di mobili "scambiati" o "regalati" e rimessi a nuovo da me medesima.

Per tornare al punto della discussione, comunque, mi ripeto d'accordo sull'inutile vacuità dell'acquisto forzato dalla data o dall'occasione, ma dato che oramai è stato fatto perché sprecare e foraggiare ulteriormente chi è già abbastanza ingrassato?

Non mi piace buttare via, si vede? :P

yliharma
yliharma

Anch'io odio buttare via, mi fa sentire tremendamente in colpa...di solito provo prima a vendere o regalare, ma a volte mi devo rassegnare al cassonetto :( Comunque per i regali ho "vinto" a Natale perché ho chiesto e ottenuto solo regali consumabili e io comunque faccio solo quelli, ma non ho "cuore" di rifiutare un regalo anche se indesiderato. Per i compleanni invece li faccio solo a pochissime persone e in gruppo. Vi segnalo la bellissima iniziativa di charitywater.org io ho provato l'anno scorso e ho raccolto una cifra enormemente superiore alle aspettative :)

gretagolia_granitas
gretagolia_granitas

Appena fatto! Per il mio compleanno raccoglierò fondi per charity water. Bellissimo, grazie.

yliharma
yliharma

Evviva!!!! Mi raccomando poi passami il link che contribuisco ;)

gretagolia_granitas
gretagolia_granitas

Certo. Poi toccherà al Natale ;)

Utente disiscritto
Utente disiscritto

molto interessante grazie!

marty - disiscritto
marty - disiscritto

bellissimo! io provo a farlo, accantono, poi ritiro fuoi, poi regalo: vestiti alla caritas, giochi ai bimbi... come sai spesso ho una vena nostalgica e tengo ricordi, ma credo non mi servano più: facciamoci le foto e poi buttiamo il materiale!

yliharma
yliharma

Ottimo consiglio quello di fare le foto, soprattutto per i ricordi cartacei ;)

unanonimoprocione
unanonimoprocione

Bellissima pratica. Tempo fa ero su un gruppo Facebook "te lo regalo se vieni a prenderlo", ho dato via tantissime cose e ancora potrei darne. Ora sono in Inghilterra e qui le associazioni benefiche raccolgono oggetti di tutti i tipi per rivenderli nei charity shop. Anche questo è bello, ma forse l'idea del dono mi piace di più. Solo che non è detto che quando regali qualcosa a qualcuno quel qualcuno ne abbia davvero bisogno. Magari mentre tu fai decluttering lui fa cluttering :D C'è una mia amica che prende sempre tutto da tutti ma ha una casa pienissima di roba! Ecco questa a mio parere è la cosa più pazzesca del capitalismo: l'accumulo delle cose. Gli oggetti che ci possiedono. Sarebbe bello se tutti potessero capire l'importanza di avere solo poche cose. Tempo fa leggevo un libro di un monaco buddista: Spazziamo via la polvere e le nubi dall'anima. Lui diceva che i monaci hanno sempre poche cose e che noi abbiamo troppe cose... E che se hai tante cose non puoi percepire il lavoro, la fatica e la vita che c'è in ogni singola cosa. Aveva ragione.

Grazie per lo spunto ;)

yliharma
yliharma

Il libro Il "Manuale di pulizie di un monaco buddhista"!! L'ho preso in ebook incuriosita dal titolo ma devo ancora leggerlo... Frequento anch'io uno di quei gruppi su Facebook e sono sicura che molta gente "ci marcia" o è dedita all'accumulo sfrenato, solo che non è compito nostro "salvare" il mondo, l'unica cosa che possiamo fare è provare a dare il buon esempio e diffondere le buone pratiche. Il resto, speriamo, verrà da sè ;)

irene70 - disiscritto
irene70 - disiscritto

Questa bp trabocca di commenti e non sapevo se era il caso di aggiungere anche questa considerazione che mi è venuta pensando alle nubi che affollano anche l'anima di cui si parla in questo libro... ma a me è stata abbastanza utile per cui la scrivo: da un paio di anni ho cominciato a fare decluttering anche degli impegni (non necessari); si tratta di dire a se stessi la verità: vuoi o non vuoi fare questa cosa (tipo andare all'ennesima rimpatriata dei compagni del terzo anno dell'asilo o dei partecipanti al corso di cucito o al ritrovo dei cugini di quarto grado e altre cose di varia natura...); mi trovavo spesso incastrata in "eventi" a cui non avevo alcuna voglia di partecipare e ne uscivo presssoché distrutta, il più delle volte, per cui adesso, se non faccio del male a nessuno con la mia assenza preferisco inventare una sana scusa e sto molto meglio. (ma è solo un 'opinione personale, so bene che uno rischia di passare per asociale a volte...)

don_chisciotte
don_chisciotte

Cara Irene come ti capisco, perche' anch'io ho cominciato a fare queste considerazioni. Tranne alcuni casi in cui non posso proprio rifiutare generalmente ultimamente tendo a rifiutare inviti se gia' so a priori che i "contenuti" dell'evento non sono di mio interesse o gradimento. Il fatto e' che io sto cercando anche di dire la verita', senza inventarmi false scuse e per questo, come dici tu, si puo' passare per asociali (anche se certamente non lo siamo visto il nostro interesse per..il sociale!). Poi mi e' capitato - restando in tema decluttering - di non poter presenziare ad una festa di compleanno a cui sarei andato volentieri ma ho rinunciato a partecipare al regalo perche' sapevo gia' a priori sarebbe stato inutile (un orologio da 120 euro che il festeggiato, una volta ricevuto ha commentato: grazie ma non so quando mai lo indossero'...). Quindi rinunciando a partecipare all'inutile regalo (con l' intenzione di farne uno personalmente che potesse avere una qualche utilita') probabilmente anche qui sono passato per asociale e magari anche "pellegrino" perche' non ho voluto tirar fuori i soldi...ma perche' devo pagare per un regalo inutile? Solo per far bella figura con gli altri?

yliharma
yliharma

Condivido tutto quello che avete detto Irene e donchischiotte, lo faccio anche io! Per i regali uso la tattica sincerità di donchischiotte: in ufficio ho spiegato per quale motivo non intendo farne e anche se passo per tirchia me ne frego. Anche agli amici ho spiegato la mia posizione: a Natale solo pensierini consumabili preferibilmente fatti in casa (un liquore, dolcetti, ecc...) e per il compleanno solo a pochissimi, di solito faccio da sola sempre qualcosa di utile/utilizzabile, a volte in gruppo e mi adatto alle decisioni altrui (si tratta comunque di persone che non ama la roba inutile, per dire a me, conoscendomi, hanno regalato dei buoni per il Naturasì :D ). Nel 2013 ho anche fatto una campagna su charitywater.org per donare acqua per il mio compleanno ed è stato un successone! Invece per gli impegni non "arricchenti" tendo a fare come Irene, mi defilo con qualche scusa...sarò pure asociale ma il tempo è talmente poco che sprecarlo in attività che non ci piacciono è davvero criminale :D

irene70 - disiscritto
irene70 - disiscritto

beh, mi consolo, allora cominciamo a essere un bel gruppetto! :) la tua iniziativa per Charity è stata bellissima Yliharma (piacerebbe anche a me farlo, ma io non ho nemmeno facebook, penso che riuscirei a raccogliere ben poco...)

yliharma
yliharma

Provare non costa niente Irene ;) La campagna dura 3 mesi, se inizi a spiegarlo per tempo ad amici, parenti e colleghi di lavoro vedrai che sorpresa! Io sono rimasta stupita di quanta gente abbia partecipato...anche insospettabili colleghi ^_^ Poi tanto indipendentemente da quanto raccogli il 100% va a finanziare un progetto per portare l'acqua, anche se raccogli pochissimo o non arrivi all'obiettivo che ti eri prefissa: support.charitywater.org Io per dare il buon esempio ho fatto la prima donazione e da lì in poi sono partiti gli altri ;)

irene70 - disiscritto
irene70 - disiscritto

Molto interessante il fatto che duri tre mesi... e poi hai ragione: anche poco è sempre meglio che niente! Grazie mille per le indicazioni intanto, ciao! :-)

gretagolia_granitas
gretagolia_granitas

Concordo con donchischiotte: è fondamentale non inventare scuse, ma dire la verità. Essere sinceri ti fa stare meglio, proprio come fare solo quello di cui si ha voglia. Io ho iniziato un po' alla volta e ormai da anni la tentazione di dire bugie inesistente. Irene provaci, è piu' facile di quanto sembri ;)

irene70 - disiscritto
irene70 - disiscritto

...ci riproverò, è che a volte se dico la verità qualcuno poi non demorde e insiste mentre se "ho già un altro impegno, alllora...";-) però il concetto è giustissimo, avete ragione, la verità sarebbe sempre la cosa migliore.

don_chisciotte
don_chisciotte

Certo Yliharma, Granitas e Irene! Se vogliamo il cambiamento culturale la verita' e' l'unica strada, costi quel che costi. Perche' una banale scusa la inventano tutti e non induce in riflessioni mentre invece la verita' "scuote", in tutti i sensi e nel bene o nel male. Nel male se ci considerano superficialmente "asociali", "tirchi" , etc e nel bene se la persona che ascolta la nostra verita' e' abbastanza intelligente da capire il significato della nostra scelta magari cominciando a riflettere a sua volta.

don_chisciotte
don_chisciotte

Grazie segnalo anche la mia buona pratica LIBERIAMOCI DEGLI OGGETTI INUTILI inseirta qualche tempo fa, piu' ne (ri)parliamo, meglio e'! contiamoci.com

yliharma
yliharma

e poi l'avevo anche segnata come "la faccio già" :D scusa per il "duplicato" :)

don_chisciotte
don_chisciotte

Nessun problema figurati anche perche' piu' ne parliamo e diffondiamo e meglio e' e poi tu hai un blog bellissimo! Hai vsto che si sono originati dei commenti positivi e costruttivi. Diffondiamo piu' possibile sempre facendo attenzione a non sembrare maniaci/fanatici ma usando la frase o la risposta giusta al momento giusto in modo da originare una riflessione o un sentimento di autocritica anche in chi a queste cose o alle conseguenze dei propri semplici gesti apparentemente innocui non pensa mai.

yliharma
yliharma

Bravo ottimo punto! Non è sempre facile diffondere nel modo giusto e me ne sono accorta...a volte passo per "pazza" :D

irene70 - disiscritto
irene70 - disiscritto

Sì, il blog di Yiliharma è veramente interessante e tra l'altro è stato grazie a lei che io ho scoperto Contiamoci , quindi doppio grazie!!

yliharma
yliharma

^_^ prego (e grazie..)!

gretagolia_granitas
gretagolia_granitas

Un intero blog sul minimalismo! Pazzesco. Bellissimi contenuti complimenti e grazie per gli spunti.

yliharma
yliharma

nella pagina "link" ce ne sono segnati molti altri, anche italiani ;) ( e grazie mille!)

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