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cbertolini90 cbertolini90 26 febbraio 2015 — Diciamo no alla microplastica. Sembra facile ma purtroppo ne siamo circondati. Per esempio microparticelle di plastica sono state trovate in più di 500 prodotti cosmetici tipo creme, scrub e dentifrici che usiamo tutti i giorni. 

Questa plastica è invisibile all'occhio ma finisce nei nostri mari causando ripercussioni per la fauna acquatica! Che poi ci rimangiamo noi - se non è abbastanza che stiamo impattando l'ambiente marino!

Quindi cosa fare? Autoprodurre cosmetici il più possibile dove possibile, e poi prestare attenzione agli ingredienti dei cosmetici che compriamo! Se non altro perché chi si vuole lavare con la plastica?

Guadate questo video, vi chiarirà molto le idee. 

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don_chisciotte
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Nonostante non abbia la TV mi capita di assistere mediamente 2/3 volte alla settimana ad un TG (solitamente TG1 o TG2) a casa di mio padre. Ultimamente, quasi ogni volta mi e' capitato che trasmettessero un servizio relativo al riscaldamento globale o, in alternativa, all'inquinamento da plastica/microplastica nei mari. Da un lato questa cosa mi rende felice perché significa che c'e' la volontà di diffondere una consapevolezza maggiore rispetto a questo enorme problema che riguarda, prima ancora che la sopravvivenza del pianeta, la sopravvivenza dell'uomo sulla terra (quando l'uomo non ci sarà più, il pianeta infatti sarà automaticamente salvo e continuerà ad esistere anche senza di noi). Mi rende felice anche perché provo una soddisfazione personale dopo circa 15 anni che mi professo paladino dell'ambiente, che sono contro la plastica usa e getta, che raccolgo in giro plastica abbandonata. Cioè forse non sono così "malato" come qualcuno può credere (laddove la vera malattia e' probabilmente quella di sperare che da solo possa risolvere il problema...). Quello che mi manda in "tilt" però è che in questi servizi del TG si parla del problema, si dice che bisogna fare qualcosa al più presto, etc ma non si parla di misure drastiche prese da governi, amministrazioni etc atte alla riduzione o addirittura al bando definitivo della plastica usa e getta. Cioè basta uscire di casa ed entrare, solo per fare due esempi, in un qualsiasi supermercato o ospedale per rendersi conto di tutta la mole di rifiuti di plastica usa e getta pronti ad invadere giornalmente il nostro ambiente. Poi si torna a casa, si accende la TV e si vede il servizio al TG. Quanti di quegli imballaggi e articoli usa e getta verranno corettamente smaltiti e differenziati senza che vadano dispersi nell'ambiente? Senza contare lo spreco di risorse impiegate per produrli. 

Vorrei chiedere il parere della community relativamente a questi servizi che passano al TG (e quindi in primis a sistrall, gretagolia_granitas ed irene70). Secondo voi perché ultimamente c'e' tutta questa attenzione mediatica al problema senza che poi vengano varate leggi veramente effettive per arginare definitavamente il problema? Chi preme per passare questi servizi? Che obiettivo specifico hanno? E' questo un segnale REALE del cambiamento? Io sono ottimista e mi auguro che ci possa essere una svolta concreta, che si passi dalle parole ai fatti, dai servizi che parlano dell'inquinamento a quelli che dicono che a partire dal prossimo anno saranno vietate le bottiglie di plastica in Italia. Attendo vostri pareri. Grazie mille. 

irene70 - disiscritto
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Buongiorno Don, non proprio una domandina facile facile, oggi! Sicuramente è un segno di una maggiore attenzione (finalmente) al problema, poi non so se tutto dettato soltanto dal dovere di informare o anche un po’ dalla necessità di adeguarsi da parte dei telegiornali per non sembrare disinteressati (dato che ne stanno parlando ormai dappertutto in rete e nei vari programmi tipo Report ecc.). In realtà mi sembra che qualche legge stiano tentando di farla approvare (lo vedo dalle richieste di firme che mi arrivano), ma penso che al telegiornale non possano dire esplicitamente “smettete di comprare acqua in bottiglia” (o comunque non prima che sia passata una determinata legge), per esempio, perché probabilmente susciterebbero qualche reazione di “interessi”. Per ora è un parlarne per catturare l'attenzione, poi speriamo ne parlino in modo più "deciso" in seguito a decisioni istituzionalizzate. Comunque più se ne parla meglio è: spero sempre che in questo modo anche i più scettici comincino a farsi domande e a cambiare in meglio qualche abitudine (penso a mia madre, per esempio: metti mai che almeno la televisione la convinca a non farsi più comprare acqua in bottiglia - da me, purtroppo, che quando vado alla cassa con queste confezioni di acqua mi vergogno come se le stessi rubando! se succedesse, giuro che potrei ricominciare a guardare la televisione!).

 (E “malato” no! Idealista/sognatore, forse, ma guai se non ci fossero i sognatori!)

don_chisciotte
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Ciao Irene e grazie per la tua opinione. In effetti è più o meno quello che ho pensato anch'io. Ne devono parlare anche i TG ma non capita mai che invitino l'ospite di turno, l'ecologista esperto (ma basterebbe anche che andassimo io o te, o altri come noi, a dare tre/quattro consigili giusti) che illustri bene la situazione e le misure da intraprendere per fronteggiare il problema partendo, prima di tutto, dai comportamenti quotidiani di noi singoli. Quindi le persone vedono il servizio al TG ma non fanno nulla per modificare le loro abitudini, perché non è richiesto, perché non è un problema loro ma dei governi, delle amministrazioni, del progresso tecnologico che troverà sicuramente una soluzione per arginare il problema. Quando in realtà il problema principale siamo noi singoli che con i nostri comportamenti alimentiamo i consumi e l'inquinamento. Come sempre un'informazione fine a se stessa, incompleta, di parte, senza solide basi per portare delle risposte. Ed infatti il servizio successivo del TG riguardava la diffusione di un nuovo videogioco che sta spopolando tra i giovani...a proposito di informazione mi viene anche in mente che qualche giorno fa ho visto postato su instagram un articolo de il Messaggero che titolava una cosa simile "Passa la paura per il riscaldamento globale. Finalmente è arrivato il grande freddo" (laddove tutti noi sappiamo che sono proprio gli sbalzi tra troppo caldo a troppo freddo a determinare una situazione climatica anomala e preoccupante). Ma questa è informazione! Ciao

‎( e ok, idealista e sognatore e non "malato" ma "matto" si!).

don_chisciotte
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Spot di Greenpeace m.youtube.com

don_chisciotte
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Una Buona Pratica per abituarsi a rifiutare/fare a meno/liberarsi della plastica e' quella di, oltre a evitare in genere acquisti con imballaggi plasticosi, di eliminare la plastica dalle nostre case, tenendo ciò che ci è veramente utile. Cioe' togliere dalla nostra vista oggetti/contenitori di questo materiale e, mano a mano che invecchiano‎ e si rompono, sostiturli con oggetti che svolgono la stessa funzione, ma di altri materiali (legno, vetro, latta). Per esempio se si rompe il pettine, prima di precipitarsi a comprarne un altro uguale al supermercato, oltre a vedere se prima non ne abbiamo già un altro in casa, riflettere e decidere di comprarne uno in legno. E così via per tutti gli altri oggetti di plastica che mano a mano dovete sostituire (fermo restando che molti potrebbero anche non essere sostituiti se si tratta di oggetti superflui). Inoltre create spazio eliminando da cassetti/armadi/scaffali quegli oggetti di plastica che vi giacciono da troppo tempo, nell'attesa di un utilizzo futuro perché...se sono già passati troppi anni e non li avete ancora utilizzati vuol dire che semplicemente...non servono! (io per esempio avevo dei bicchieri di plastica inutilizzati da anni e li ho eliminati). Rendete quindi la vostra casa (e quindi la vostra vita) plastic-free o almeno "plastic-basic", cioè tenendo solo lo stretto necessario costruito con questo materiale. 

Penso che faccia bene alla nostra salute anche togliere la plastica dalla nostra vista, per gradualmente dimenticarci che esiste (o che, anche se esiste, convincerci che possiamo vivere senza o utilizzando materiali alternativi).‎

La plastica di per se' sarebbe stata una buona invenzione ma l'uomo (per questioni economiche) ne ha abusato, plastificando tutto...anche i sentimenti!‎

don_chisciotte
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Ho visto una pubblicità del supermercato Coop che recita come il titolo di questa Buona Pratica. "Microplastiche... Basta! Dannegiano l'ambiente ed inquinano il mare". Pubblicizzano prodotti con zero microplastiche aggiunte nei cosmetici dentifrici e detergenti a marchi Coop. Pertanto voglio crederci, una volta tanto, ad una pubblicità...m.youtube.com

don_chisciotte
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Micro o macro non importa, il problema è la plastica e basta. Prego guardate questo breve video...instagram.com

don_chisciotte
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Questo video instagram.com 

è più esplicativo (e drammatico) su quanto avvenuto (e sta avvenendo...) nella Repubblica Dominicana (e nel mondo...). Dobbiamo cambiare le leggi e i comportamenti relativamente all'uso della plastica usa e getta, diversamente non ci saranno possibilità di salvezza per l'uomo e sarebbe proprio un peccato sprecare così la nostra intelligenza...

iole
iole

Continuiamo a fare le nostre piccole azioni, l' importante è non mollare mai.

don_chisciotte
don_chisciotte

In questo momento mi trovo in Indonesia per un viaggio di lavoro. Sono demoralizzato al 100% perché non ho mai visto tanta plastica abbandonata tutta assieme come in questi giorni e l'ultima volta che ero stato in questi luoghi, circa 5 anni fa, non era certamente così.

Quintali di plastica tutti i giorni, sulle spiagge, lungo le strade, nelle foreste, cumuli e cumuli di rifiuti inorganici, etc abbandonati dai turisti o anche dalla popolazione locale. Tutto questo esiste, lo sto vedendo con i miei occhi e questa visione e' devastante. Le multinazionali producono prodotti imballati nella plastica (dalle bibite ai cibi) e li distribuiscono ovunque nel mondo, paesi poveri compresi, dove non c'e' alcuna possibilità di smaltimento. L'unica cosa importante per loro e' la vendita di questi prodotti (cioe' i soldi) mentre dello smaltimento dei rifiuti non sono responsabili.

All'interno di questo deprimente contesto emergono resort alberghieri di impareggiabile bellezza e comfort, dove tutto e' perfetto, impeccabile, pulito, profumato. All'esterno...il disastro ecologico. A nulla serve il nostro impegno ecologico se poi in troppe zone del mondo esistono scenari come quelli a cui sto assistendo io.

Sono giunto alla conclusione che l'uomo è stupido, più stupido di quanto si sia dimostrato intelligente grazie alle innovazioni che ha saputo ideare, che non si può andare contro la storia ormai scritta, che ci estingueremo presto. Non so nemmeno se parteciperò ancora a Contiamoci per dare consigli su argomenti e comportamenti ecologici che troppo poche persone mettono in pratica. Io continuerò a comportarmi come ho sempre fatto ma la visione di questi giorni e' stata apocalittica per la mia sensibilità, troppo forte per i miei occhi. E purtroppo la maggior parte delle persone, turisti e popolazione locale, non percepiscono questa situazione ma ci convive pacificamente...e questo è ancora più grave. Per questo ci meritiamo l'estinzione. Per adesso è cosi...poi forse mi farò ancora vivo (la speranza è l'ultima a morire). Ciao.‎

sistrall
sistrall

Ciao Don! Conosco la sensazione, purtroppo: una decina di anni fa, attraversando una zona al confine tra Nepal e India mi sono trovato di fronte a spettacoli desolanti (anche se probabilmente non quanto quelli che descrivi tu).

Teniamo duro, siamo pratici, facciamo il possibile: risvegliamo coscienze. :-) Un paio di link per aiutare l'umore (e non solo):

don_chisciotte
don_chisciotte

Grazie Sistrall!‎

irene70 - disiscritto
irene70 - disiscritto

Più o meno sono arrivata alla tua stessa (triste) conclusione (anche per via delle ingiustizie sociali, guerre ecc.), ma quando mi sembra  tutto, ma proprio tutto da buttare, mi ascolto un tot di volte questa youtube.com e un po' di grinta me la ridà. Ognuno sia una goccia...

don_chisciotte
don_chisciotte

Sono passato per Singapore e non si vede una bottiglia di plastica abbandonata per le strade, ne' tantomeno una cicca di sigaretta per terra. Multe salatissime ai trasgressori. L'ambiente ringrazia. Ciò significa che sarebbe anche possibile immaginare uno scenario differente a livello più globale. Chissà se ci arriveremo prima che sia tardi...‎

gretagolia_granitas
gretagolia_granitas

La Cina ha detto stop all'acquisto dei rifiuti dell'occidente. E i paesi asiatici sono i primi ad aver bannato cannucce, polistirolo e sacchetti di plastica. Loro sono più avanti di noi. Siamo lenti e ci estingueremo ma non senza provare. Don non ci abbandonare. <3 Fai foto e documenta, segnali, cartelli, e anche cumuli di plastica. Ne facciamo qualcosa poi.

don_chisciotte
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ok!

don_chisciotte
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In questo momento mi trovo a Cipro per un viaggio di lavoro. Purtroppo devo riportare la solita triste informazione circa la plastica abbandonata dato che, le bottiglie di plastica, sono l'oggetto maggiormente presente lungo le strade che ho percorso. Centinaia di bottiglie senza interruzione, singole o ammassate e senza alcuna speranza di essere raccolte. A seguire altri contenitori in plastica, sacchetti, lattine e bottiglie di vetro, sacchetti di rifiuti.

Prima di tutto ho notato che nessuna delle persone che viaggia con me (circa una trentina) mi ha fatto presente questa situazione (essendo il referente del gruppo chiunque verrebbe da me per esprimere qualche disappunto in merito a questa cosa)‎. Pertanto o le persone sono cieche oppure è evidente che il loro occhio e' talmente assuefatto a determinati scenari, che non lo percepisce più come qualcosa di anomalo (e cioè come un pericolo). E' come se una persona fosse ammalata di una grave patologia che non comporta dolore fisico e, senza esserne a conoscenza, prosegua una vita normale, senza preoccupazione alcuna (anche se potrebbe morire da un momento all'altro).

Questa volta sono arrivato alla seguente conclusione, meno drastica della precedente.

Anche se si fermasse oggi la produzione di bottiglie di plastica (e di imballaggi di plastica in generale) la plastica che è già dispersa nell'ambiente rappresenta già un problema gravissimo che sta mettendo in pericolo l'esistenza del nostro pianeta.

Ammettendo anche che lo stop alla produzione della plastica avvenisse in breve tempo, ritengo comunque impossibile che tutta la plastica attualmente abbandonata nel mondo possa essere raccolta e smaltita/riciclata in maniera ecologica.‎

Avremmo bisogno che si costituissero delle grandi (o una grande) associazione internazionale di volontari che possa dedicarsi alla raccolta di questa plastica abbandonata. Sto parlando di qualcosa tipo Greenpeace, Amnesty International, Medici senza Fronitere etc dove centinaia di migliaia di volontari, supportati dai fondi versati dai soci, potessero organizzare delle spedizioni nei vari paesi del mondo per dedicarsi a questa raccolta. Cioe', tanto per fare un esempio, l'associazione invierebbe un gruppo di volontari in una determinata località, per un periodo di tempo abbastanza lungo, per bonificare quel determinato territorio dalla plastica abbandonata. E' evidente che ciò comporta dei costi importanti e l'associazione dovrebbe essere veramente grande, a livello mondiale, con milioni di soci che la sostengono con le donazioni.

Quanto sopra sarebbe utile però solo ed esclusivamente se la produzione di imballaggi in plastica venisse fermata‎ a livello mondiale perché diversamente, una volta bonificato un territorio, dopo qualche tempo la situazione di inquinamento di plastica abbandonata si riproporrebbe. Sarebbe come voler curare un cancro in metastasi asportando una parte dello stesso, che però continuerebbe a rigenerarsi e ad espandersi fino a portare alla morte definitiva. Cosa pensate di questa mia "visione"? E' veramente utopistica ed impensabile? Perché secondo me o succede questo o...non abbiamo scampo oramai.

irene70 - disiscritto
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Non lo so, sinceramente, se è utopistico o possibile, però intanto pare che ci si muova, almeno in Europa, verso l'abolizione della plastica usa e getta ecodallecitta.it, sperando che questo inneschi una reazione a catena virtuosa (dettata almeno dal doversi adeguare) da parte dei produttori.

don_chisciotte
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Grazie Irene per la buona (anzi buonissima!) notizia. Ciao.‎

don_chisciotte
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Anche in Birmania la situazione inquinamento da plastica / rifiuti abbandonati e' simile a quanto da me riportato sopra per l'Indonesia. Solo il minore flusso turistico del paese limita il problema che però rimane alto, anche solo relativamente alla popolazione locale. Sono riforniti di prodotti alimentari e bevande imballate nella plastica ma non ci sono sistemi di raccolta di rifiuti adeguati (non parliamo della raccolta differenziata che non esiste proprio). Così, ogni tanto si vedono cumuli di rifiuti plastici lungo le strade, gettati dagli abitanti, che non sanno come disfarsene. ‎

Non c'e' niente da fare‎, il problema è sempre e comunque originato dalle multinazionali e, in generale, dalle aziende che producono certi prodotti e che li immettono sul mercato, senza preoccuparsi del fatto che, quel mercato, non è organizzato per smaltirne gli imballaggi. E quando si raggiunge il meraviglioso lago Inle, circondato dalle verdi montagne e abitato dal popolo Intha che vive sulle palafitte, un luogo idilliaco, fatato, magico e...si vedono le bottiglie di plastica che galleggiano, vuol dire che il mostro sta arrivando anche qui, purtroppo!

don_chisciotte
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Buone notizie da Bali (Indonesia) relativamente alla proibizione di plastica usa e e getta. Speriamo che altre località turistiche seguano questo esempio.

http://www.straitstimes.com/asia/se-asia/bali-bans-single-use-plastics-in-bid-to-cut-rubbish-in-sea‎

don_chisciotte
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Una ricercatrice biologica intervistata al TG1, relativamente all'inquinamento da plastica nei mari, ha detto che "ogni più piccolo pezzo di plastica mai prodotto dall'uomo e' ancora oggi presente sulla terra (mare compreso ovviamente)". Ciò perché evidentemente il tempo in cui la plastica si degrada e' talmente lungo che, da quando è stata inventato il primo pezzo, non è ancora giunto il momento della sua decomposizione. Certo, aggiungo io, un pezzo di plastica può essere riciclato (o distrutto, bruciato, etc) ma...continua ad "esistere" in quanto plastica a differenza, per esempio, di una‎ buccia di banana, che rientra velocemente nel ciclo naturale della Terra dopo la sua rapida decomposizione. Quando dichiarato da questa ricercatrice, deve farci pensare ancor di più sul fatto che in realtà il riciclo, seppur utile e necessario, non sia un sistema risolutivo ma solo un palliativo. Lo stop alla plastica deve avvenire all'origine, cioe' dalla produzione‎ o meglio....dalla NON produzione! ‎

irene70 - disiscritto
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Bellino questo, sarebbe da imitare ovunque facebook.com

don_chisciotte
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Fantastico! Questo dovrebbe essere il futuro obbligatorio per le aziende! Grazie!

irene70 - disiscritto
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Eh sì, infatti, sarebbe un'ottima cosa; al minuto 1.09 dicono che "i sacchetti biodegradabili per frutta e verdura sono gratis, ma l'opzione preferita è quella della retina in cotone venduta a 1.50 ma riutilizzabile infinite volte" : la famosa retina di cotone! Loro quindi sono senza quelle assurde restrizioni per l'igiene nei supermercati che qui ci impediscono di riutilizzare i sacchetti integri.

don_chisciotte
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Perché più che di restrizioni per l'igiene i nostri politici si preoccupano in realtà che le restrizioni non avvengano al loro portafogli (o a quello dei loro partiti) dato che è sottinteso che ci sono convenienze economiche (ma per niente ambientali) atti a far continuare questo sistema assurdo che produce effetti nefasti per l'ambiente e che sono oramai sotto gli occhi di tutti. Basta guardare la pagina Instagram di bastaplastica per rendersene conto, chissà se anche i politici la guardano ogni tanto...La politica è ancora troppo soggiogata dagli interessi economici in moltissimi casi, e questo è uno di quelli. Ho segnalato anche a Debora Fabietti di bastaplastica il link di facebook con questo video che ci hai indicato ed anche lei e' rimasta entusiasta di questa iniziativa del supermercato di Amsterdam. 

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E' venuto un tecnico di Rete Gas per la riapertura di un'utenza gas nel condominio. Dopo aver eseguito il lavoro se n'e' andato lasciando in strada (e consapevolmente, ne sono certo) le fascette di plastica che sigillavano‎ il contatore. Ho notato che di queste fascette di plastica usa e getta c'e' pieno lungo le strade, in zone dove stanno eseguendo lavori edili o dove ci sono state manifestazioni (dato che servono per fissare cartelli provvisori) etc Questo messaggio è rivolto a tutti coloro che, nella loro professione, utilizzano queste fascette di plastica: quando tranciate le fascette per cortesia non lasciatele per terra ma raccoglietele e gettatele‎ nei cestini (secco o differenziata plastica). Non vi costa nulla. Chi si accorge che ci sono operai maleducati in questo senso, è pregato di farglielo notare. Dobbiamo sensibilizzarci a vicenda altrimenti per un problema che risolviamo, ne originiamo stupidamente degli altri.‎ E' vero, le fascette sono usa e getta, ma "getta" sta per "getta nel cestino" e non "per terra". Grazie  ‎

irene70 - disiscritto
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Proprio ora mi è arrivato l'avviso di questa petizione "Vogliamo che tutte le bottiglie siano biodegradabili (PLA invece del PET)" che riporto quindi qui change.org

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Grazie mille, ho firmato subito! Speriamo che si raggiunga quanto prima questo obiettivo. Prova a pubblicare questo post anche all'interno della Buona Pratica "fare la raccolta differenziata" che, avendo molti "contami", lo può render più visibile alla community. Grazie ancora. Ciao!

irene70 - disiscritto
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Sì, buona idea. Fatto!

irene70 - disiscritto
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E' arrivato un chiarimento da parte di chi ha dato vita a questa petizione, riguardante le caratteristiche del PLA, lo riporto per intero: "Innanzitutto, vorrei ringraziare tutti per le firme. Poi ci terrei a far presente una cosa importante che ha generato un po' di confusione in alcuni firmatari: il PLA, seppure di origine vegetale (si ottiene, per farla molto breve, dalla fermentazione degli zuccheri delle piante) e totalmente compostabile e biodegradabile come affermato, non si scioglie letteralmente in acqua e, pertanto, non può e non deve essere gettato in mare a cuor leggero. Va conferito nella raccolta dell'umido e trattato come tale da chi si occupa dello smaltimento dei rifiuti. Nel suo processo di produzione le emissioni di CO2 equivalgono al 50% in meno di quelle generate nella produzione della comune e non biodegradabile plastica. E' attualmente il materiale in commercio più ecologico per il trasporto dei liquidi ed ha un impatto ambientale minimo (se trattato a dovere), insieme al vetro. Il vetro, suggerito e promosso in molti commenti, ha un impatto più o meno sostenibile sull'ambiente, specialmente se reinserito nel meccanismo del cosiddetto "vuoto a rendere". Ad ogni modo, dati il peso e la fragilità, è meno "trasportabile" e quindi meno comodo del PLA. Consiglio a tutti voi la lettura di alcuni studi su questi materiali e vi faccio presente che il PLA è già in uso da una grande azienda che imbottiglia acqua minerale in Italia e che collabora con un'impresa americana. Potete esigere che la loro acqua venga venduta nel vostro supermercato. it.wikipedia.org, amsdottorato.unibo.it, lifegate.it, resinex.it "

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Si possono scattare foto di plastica abbandonata nell'ambiente ed inviarle via e-mail a bastaplasticaCHIOCCIOLAgmail.com att Debora Fabietti, che è anche la promotrice di una petizione (non so se è la stessa di cui si parla qui), che provvederà a pubblicare sul profilo instagram "bastaplastica" instagram.com Oltre ad indicare la località dove sono state scattate le foto (via, comune e provincia),‎ ‎suggerisco di elencare nella mail anche i nomi delle aziende riportati sulle etichette di bottiglie, flaconi etc affinche' vengano inseriti negli hastag di Instagram e che rappresenteranno una pubblicità negativa per i produttori, dato che sono i primi responsabili di questo scempio ambientale planetario (oltre alle leggi che consentono la produzione di imballaggi in plastica)‎ ‎

irene70 - disiscritto
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Riporto all'attenzione quella petizione: la promotrice è la stessa delle foto, sì, e in un aggiornamento di pochi giorni fa invita ancora a firmare e chiede a chi fosse interessato: "Dopo oltre due mesi di raccolta firme e fotografie, è arrivato il momento di fare qualcosa di più pratico e di organizzarci nelle nostre città (singolarmente o in gruppi) per andare a ripulire i punti vicini a noi che sappiamo contaminati dalla plastica e dall'immondizia creata dalla cultura usa e getta. Sarebbe bello se tutti usassimo buste compostabili per farlo e se scattassimo fotografie di tali interventi e le condividessimo come fatto finora usando l'indirizzo mail creato appositamente (basta ) o l'account Instagram [lo stesso indicato nell'intervento sopra]. L'iniziativa sarà pubblicizzata anche su Facebook (facebook.com), per cui avrei bisogno di nome e cognome (anche puntato) del pulitore-fotografo, nome del luogo ed autorizzazione all'uso delle immagini sui social networks per la campagna di sensibilizzazione ed, in seguito, nel video destinato al Parlamento Europeo. (...) Vi prego di continuare a firmare e a far firmare, condividendo sia la petizione che i link dei social perché il nostro obiettivo, ovvero il milione di firme, è ancora molto lontano, purtroppo."

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Sto facendo foto "a manetta" di plastica abbandonata, prima delle mie raccolte, e Debora me le pubblica tutte su Instagram per aumentare la consapevolezza su questo grande problema ambientale. Debora Fabietti e' bravissima e gentilissima!

irene70 - disiscritto
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Ho visto tutte le foto, un po' da tutto il mondo... quanta plastica! Se fai altri invii dille se vuole iscriversi qua.

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E' allucinante la vastità del problema. Non ne abbiamo la percezione. Speriamo che, vedendo tutte queste foto assieme, nelle persone aumenti la consapevolezza di tutto ciò. Penso che Debora Fabietti sia già iscritta a Contiamoci perché le ho segnalato che abbiamo parlato qui della sua petizione e le ho indicato alcune Buone Pratiche dove ci sono info che le potrebbero essere utili e mi ha confermato di averle viste e quindi ha condiviso un post su facebook (la Buona Pratica "stop all'acqua in bottiglia").‎ Ciao. ‎

don_chisciotte
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E' incredibile quanto sia diffusa la disattenzione verso questo vero e proprio disastro ecologico della plastica abbandonata nell'ambiente. Ma forse si tratta addirittura‎ di assuefazione al problema: avendo cioè smarrito la nostra sensibilta' ecologica, nel momento in cui lo percepiamo non lo interpretiamo come tale e ci conviviamo senza preoccuparcene. Oggi al TG1, durante un servizio sul maltempo, si sono viste immagini di decine di bottiglie di plastica che galleggiavano nella risacca. Ma il servizio del TG1 riguardava il maltempo (fatto naturale) e non l'inquinamento (fatto innaturale)...

don_chisciotte
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Si sta muovendo qualcosa di più a livello di consapevolezza. Qui su instagram altre persone che raccolgono plastica in Gran Bretagna e promuovono petizioni instagram.com hanno anche un sito internet www.plasticpatrol.co.uk Questo invece instagram.com più agguerrito (si capise dal nome), che ha l'obiettivo anche di colpevolizzare le aziende che ‎fanno un utilizzo irresponsabile della plastica. Ed io sono moooolto d'accordo in questo senso. Sicuramente (e fortunatamente) ci saranno anche altri siti internet / account su Instagram dedicati a questo argomento. L'importante è diffondere il più possibile informazioni relative a tutto ciò, affinché aumenti sempre di più la consapevolezza ed anche la visibilità di questo scempio. Cioe', quando si farà una ricerca in internet di certe aziende, dovranno saltar fuori anche le immagini delle bottiglie di Coca Cola, Levissima, Acqua San Benedetto, Rocchettta, Uliveto, Ferrarelle, Fanta, etc etc abbandonate nei boschi, lungo le strade, sulle spiagge, che galleggiano sui mari, etc Questo scempio deve finire. La plastica usa e getta va bandita e basta e queste aziende che sono ben consapevoli di cosa sta accadendo ma non fanno nulla per cambiare rotta (finché le leggi glielo consentono) ed in nome del profitto, stanno distruggendo il nostro pianeta. Sono degli irresponsabili e basta e ciò va reso noto alla comunità. Quando una persona vedrà una di questa immagini, dovrà pensare che, anche se lei è rispettosa e getta la bottiglia nel cestino, questo purtroppo non basta. Il problema è enorme e riguarda tutti, gli educati e gli irresponsabili che lo provocano.‎ Ed io sono stufo! (si è capito, eh...ma per fortuna non sono il solo). ‎

don_chisciotte
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La pagina Instagram di Bastaplastica non esiste più perché Debora Fabietti non la reputava abbastanza utile. Esiste però sempre la pagina su facebook. La petizione ha già raggiunto 300.000 firme da gennaio. Dobbiamo arrivare ad 1.000.000 di firme e secondo me ce la faremo!‎

La consapevolezza sul problema della plastica sta aumentando.‎

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Qualcuno di voi avrà notato che esiste un moderno sistema per realizzare un finto fondo stradale in zone riservate ai parcheggi pubblici (ce n'e' uno anche vicino a casa mia e ne ho visti parecchi negli ospedali). Praticamente anziché asfaltare come si fa normalmente, vengono applicati sulla terra battuta dei moduli di plastica (di colore verde) costituiti da tanti piccoli esagoni. Siccome poi cresce un po' di erba, l'effetto che crea questo sistema è quello di una "specie" di prato che alla vista e' certamente migliore del fondo asfaltato. Tutta questione di apparenza però, perché, dopo un po' di tempo, a causa degli agenti atmosferici, dello sfregare degli pneumatici e del peso delle auto, questa plastica si frantuma e i piccoli esagoni vengono piano piano distrutti. Questa plastica frantumata e' inevitabilmente destinata, per la maggior parte, a dispedersi nell'ambiente. Sinceramente mi domando perché è stato ideato un sistema simile (se non per questioni di bellezza e probabilmente di risparmio rispetto all'asfaltatura) e soprattutto perché è accettato e utilizzato dalle amministrazioni comunali. A livello ambientale probabilmente è meglio (o meno peggio...) l'asfaltatura del parcheggio. Pertanto fate attenzione se, per il parcheggio del vostro condominio o della vostra casa vi prospettano questa bella e conveniente soluzione. A mio avviso è da bocciare senza alcun dubbio.

don_chisciotte
don_chisciotte

Pubblicato il: 08/07/2017 Nel Mediterraneo circa il 96 per cento dei rifiuti galleggianti ècomposto da plastica e il problema non interessa solo la superficie del Mare Nostrum perchè i rifiuti in plastica sono stati ritrovati anche a più di 3 mila metri di profondità. Si conclude con questi dati, ad Ancona, la tappa italiana del tour di ricerca e sensibilizzazione 'Meno plastica, più Mediterraneo', condotto dalla nave di Greenpeace nel nostro Paese.

Il tour, che prevede ad Ancona una due giorni di visite gratuite alla nave di Greenpeace 'Rainbow Warrior', ha raccolto dati nei mari italiani ed è stato organizzato con la collaborazione scientifica dell’Istituto di Scienze Marine del Cnr di Genova, la Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli e l’Università Politecnica delle Marche.

Partita il 24 giugno da Genova, la Rainbow Warrior in queste settimane ha solcato Tirreno, Ionio e Adriaticoper effettuare campionamenti utili a rilevare la presenza di microplastiche in mare e negli organismi marini. Sono stati prelevati campioni in diverse regioni italiane, dalla Liguria alla Calabria, dalla Toscana alla Puglia."Ricerca scientifica e definizione di normative efficaci per risolvere il problema dell’inquinamento marino derivante dalla plastica alla fonte: sono questi i due obiettivi del nostro tour" spiega Serena Maso, campagna Mare di Greenpeace Italia.

"Abbiamo voluto mettere al servizio della ricerca la nostra nave e le nostre competenze, ci aspettiamo -indica Maso- che anche la politica, in particolare il ministro dell’Ambiente Galletti, faccia la sua parte iniziando, ad esempio, dalla graduale eliminazione della plastica usa e getta e obbligando i produttori a coprire i costi di gestione e smaltimento dei rifiuti, perché il riciclo non è sufficiente". "È il momento di agire"conclude.

"L’impatto di questo fenomeno è ancora difficile da valutare ma campagne come questa fatta con Greenpeace servono a sensibilizzare tutti rispetto al problema e a capire che si può fare moltissimo per arginare questo genere di inquinamento" afferma Roberto Danovaro, presidente della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli.

"Il futuro che aspetta le nuove generazioni dovrà riservare più attenzione all’ambiente e alla sua valorizzazione ed è per questo che il nostro ateneo ha scelto di porre l’ambiente come una delle linee strategiche per lo sviluppo delle nostre attività di ricerca" avverte Sauro Longhi, rettore dell’Università Politecnica delle Marche. "La ricerca di uno sviluppo ecosostenibile che rispetti l’ambiente, che non consumi risorse e che permetta alle nuove generazioni di scegliere consapevolmente, per attenuare i cambi climatici, favorire la distribuzione di beni comuni e la sostenibilità alimentare per gli oltre 7 miliardi di persone che condividono questo spazio limitato e ancora bellissimo che è la nostra terra, il nostro mare e l’aria dove galleggiamo" conclude Longhi.

La nave di Greenpeace sarà ancorata alla banchina 1 del porto di Ancona e resterà a disposizione di stampa e cittadini per due giorni. Sarà gratuitamente aperta a tutti oggi, dalle 14 e 30 alle 18, e domani, dalle 10 alle 16. Tanti gli eventi e le attività di informazione organizzati per i cittadini che visiteranno la Rainbow Warrior. Una volta lasciata l’Italia, la Rainbow Warrior continuerà il suo tour europeo in Croazia, Grecia e Bulgaria.

adnkronos.com

don_chisciotte
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E' pazzesco! Microplastica ma anche...macroplastica. Leggete l'articolo al link indicato.

Pacifico, 38 milioni pezzi di plastica: così l'isola incontaminata è diventata la più inquinata del mondo. Henderson Island, patrimonio Unesco nel sud del Pacifico, ospita una quantità di plastica per il 99,8% della sua superficie. I ricercatori: "Dobbiamo intervenire ora o sarà troppo tardi"

repubblica.it

don_chisciotte
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L'8 giugno scorso e' stata la "giornata degli oceani". Interessante questa soluzione denominata Bio-on. Si tratta di micro-polveri della dimensione di pochi micron e di una forma particolare, realizzate in bioplastica PHAs, gettate nel mare inquinato formano una struttura porosa adatta risucchiare e catturare una serie di batteri, che nutrendosi della bioplastica, si moltiplicano e si rafforzano fino ad attaccare il petrolio. Per leggere l'articolo completo: greenplanner.it

don_chisciotte
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Sembra che a salvare gli oceani dalla plastica sarà il giovane Boyan Slat. Speriamo che sia la volta buona! Ha tutto il mio (e credo vostro) appoggio.

Chi è Boyan Slat, il ventenne che pulirà gli oceani dalla plastica (a partire dal 2016) thenexttech.startupitalia.eu

Qui il video: tgcom24.mediaset.it

don_chisciotte
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In questo video (in inglese) m.youtube.com Boyan Slat spiega come l'oceano può ripulirsi da solo dalla plastica in soli 5 anni, grazie alla sua invenzione, che porterà anche profitti grazie alla plastica che verrà raccolta e riciclata (dopo essere stata separata dal plancton). Il suo motto:"Solo se prendiamo coscienza che il cambiamento e' più importante dei soldi, i soldi arriveranno". A me piace questo ragazzo e voglio credere in quello che vuole fare anche perchè non ci sono alternative al momento, o risolviamo o crepiamo, anche se abbiamo le tasche piene di soldi!

don_chisciotte
don_chisciotte

Incastrate tra i massi della banchina del molo del faro di Jesolo (VE) ci sono decine e decine di bottiglie di plastica. Ieri ne abbiamo tolte una cinquantina ma molte non siamo riuscite a prenderle. Come sono finite li' ormai lo sappiamo e nessuno le togliera' mai, se non forse il mare in tempesta...sulla spiaggia si raccolgono numerosi tappi e oggetti di plastica, come fossero conchiglie...I bagnanti che passeggiavano sulla banchina e sulla spiaggia, pur notando la cosa erano, come sempre, allegri e spensierati ed a volte, credetemi, li invidio! Dobbiamo denunciare sempre di piu' questi fatti, specificando bene i luoghi, affinche' se ne parli, affinche' le amministrazioni delle localita' turistiche balneari che si fanno belle all'apparenza, con la loro patina di opportunita' consumistiche, si diano una mossa anche a tutelare i litorali (ed a sanzionare i bagnanti incivili). Altrimenti presto dovranno inevitabilmente cominciare ad ospitare anche le manifestazioni degli ambientalisti. Penso che Contiamoci, oltre a fornire suggerimenti per Buone Pratiche, possa essere utile anche per segnalare quei luoghi in cui si manifestano palesi violazioni delle regole ambientali basilari (che non sono rappresentate quindi solamente dal danno creato da una petroliera, perche' fa notizia...) affinche' si ponga attenzione di piu' a questi aspetti. A chi fa piacere acquistare un soggiorno balneare in una localita' dove spiaggia, mare e banchine sono inquinate dalla plastica?

gretagolia_granitas
gretagolia_granitas

Alla descrizione della buona pratica in questione ho aggiunto un video a dir poco illuminante. Ce ne sono anche altri "bellissimi da guardare" anche se molto più lunghi, sono tre e parlano di una campagna oceanografica di un istituto di ricerca americano che si chiama algalita.org. Li segnalo perchè io mentre preparavo un intervento sull'isola galleggiante di plastica vi ci sono incappata e mi sono appassionata

primo video youtube.com

secondo video youtube.com

terzo video youtube.com

don_chisciotte
don_chisciotte

Leggete qui cosa sta succedendo alle isole Maldive primapaginadiyvs.it

don_chisciotte
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La spazzatura colpisce anche remoti atolli del Pacifico: in una recente "missione di pulizia" di 33 giorni, 17 sommozzatori della National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa) hanno raccolto 57 tonnellate di rifiuti dalle coste nordoccidentali.

Nonostante i piccoli dieci atolli facciano parte di una delle più grandi aree marine protette al mondo"Papahānaumokuākea Marine National Monument" e siano molto distanti dalla civiltà - le isole hanno un paio di residenti stagionali, ma nessuna popolazione umana permanente - sono state trovate piene di spazzatura. Il team del Noaa ha infatti raccolto una vera e propria montagna di rifiuti che vanno dai tappi di bottiglia agli accendini, passando per plastica e attrezzatura da pesca abbandonata.

"La quantità di rifiuti marini che abbiamo trovato in questo luogo remoto ed incontaminato è scioccante", ha commentato Mark Manuel, direttore delle operazioni della Coral Reef Ecosystem Division del Noaa.

Le isole forniscono un prezioso habitat per coralli, pesci, uccelli, mammiferi marini ed altri animali selvatici che risentono quindi maggiormente dello stato sempre più inquinato della zona. Durante la speciale missione di pulizia i sommozzatori hanno dovuto salvare tre tartarughe marine intrappolate dalle reti di pesca ed hanno trascorso diversi giorni per rimuovere una "super rete" di 28 metri che si estendeva a 16 metri di profondità pesando più di 11 tonnellate.

Dal 1996 vengono compiute su queste isole pulizie annuali, per un totale raccolto di 904 tonnellate di rifiuti in 19 anni.

La quantità accumulata quest'anno è risultata tuttavia essere di circa nove tonnellate sopra la media. Nonostante le reti da pesca siano spesso la minaccia principale per la salute delle barriere coralline e dei grandi animali marini, i piccoli rifiuti di plastica risultano essere un grosso problema sia in acqua che a terra: l'equipe "di pulizia" ha scansionato spiagge e fondali trovando oltre sei tonnellate di plastica solamente sulle rive dell'Atollo di Midway. Dalla missione sono stati raccolti 7.436 frammenti di plastica dura, 3.758 tappi di bottiglia, 1.469 bottiglie di plastica per bevande e 477 accendini.

don_chisciotte
don_chisciotte

Anche i nostri fiumi sono inquinati. Ogni tanto vado a fare un giretto sul letto del Piave e regolarmente me ne torno a casa con sacchi di spazzatura pieni di plastica di ogni genere, tutta roba che finira' inevitabilmente in mare (qualsiasi rifiuto abbandonato finisce inevitabilmente in mare prima o poi). E' giunto il momento (...e' da tanti anni anni che sarebbe giunto questo momento) di prendere veramente coscienza di quanto sta succedendo e di quello che stiamo facendo alla nostra Terra.

don_chisciotte
don_chisciotte

Oggi sono stato a Jesolo, la "bellissima" e famosa localita' balneare dell'Adriatico della provincia di Venezia. Purtroppo sarebbe stato meglio se non avessi fatto il bagno: l'acqua era piena di centinaia di frammenti di plastica di ogni tipo che galleggiavano (inutile fare l'elenco dettagliato di cio' che ho visto). La cosa che mi ha colpito di piu' era che i bagnanti sembravano incuranti di tutto cio', come se fosse un aspetto naturale del mare (forse e' gia' cosi e non me ne sono accorto, sono io che non sono aggiornato...). Personalmente sono rimasto schifato da Jesolo e dal suo mare inquinato dalla plastica e sono triste e deluso dal fatto che l'uomo sta veramente distruggendo il pianeta. Ed anche questo scempio ha il suo marchio perche' su molta di questa plastica spiccava ancora a colori il nome della ditta produttrice. Un involucro vuoto che continua a fare pubblicita' mentra galleggia inquinando il nostro mare...

yliharma
yliharma

Che tristezza...

don_chisciotte
don_chisciotte

Ho notato che molti bambini si divertono con pistole giocattolo che sparano a distanza delle piccole palline di plastica. Queste palline, una volta sparate, non vengono raccolte dai bambini. I bambini dispongono quindi di ricaricatori che (i loro genitori) acquistano nei negozi. Le palline di plastica rimangono nell'ambiente e ovviamente inquinano. Quindi prima di tutto e' necessario negare l'uso di questi giocattoli ai nostri figli spiegando loro il motivo. In secondo luogo domandiamoci perche' in una societa' dove e' tutto "eco e bio" si consente la produzione e il commercio di questi giocattoli decisamente dannosi per l'ambiente.

irene70 - disiscritto
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Eh, bastassero i bambini: ora si sta diffondendo anche la moda del Softair (adulti... che giocano alla guerra, come se ce ne fosse bisogno, di guerre...) che si avvale proprio di "simpatiche" armi che sparano pallini di plastica. Sì, davvero: occhio genitori!!
Approfitto di questo spazio per dare il link a una notizia davvero scoraggiante riguardo a questo argomento: dopo il week end dedicato alla pulizia delle spiagge, Legambiente presenta i dati dell'indagine "Beach litter", che rientra sempre nell'ambito di Spiagge e Fondali puliti - Clean up the Med greenme.it

irene70 - disiscritto
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P.S. Rettifico: ho scoperto, leggendo discussioni davvero animate su questa attivià, che anche per le armi da Softair esistono le "munizioni" biodegradabili.

yliharma
yliharma

Stavo per scriverlo io :D Ho un amico che gioca a Softair e loro usano solo quelli biodegradabili. Ovviamente esistono anche quelli non-bio e sta alla sensibilità del singolo scegliere bene...

don_chisciotte
don_chisciotte

Ciao, non sono d'accordo sul fatto che la scelta stia alla sensibilita' del singolo. Dovrebbero vietare le munizioni non biodegradabili. La sensibilita' purtroppo non c'e', c'e' solo la sensibilita' al denaro, e se le munizioni che inquinano sono quelle che costano meno, sempre queste saranno le piu' vendute. Vietare e basta! Questa e' l'unica soluzione...non ce ne fosse gia' di plastica abbandonata in giro...ci mancavano pure i pallini dei "soldati ma solo per gioco"...

don_chisciotte
don_chisciotte

Vogliamo parlare anche dei bambini che giocano a tirarsi i gavettoni? E' estate, ed è giusto divertirsi ma alla fine del gioco andiamo a vedere il campo di battaglia. La plastica dei gavettoni lanciati e' ovunque e i bambini tornano a casa felici e contenti. I genitori non vedono niente e quindi non raccolgono, tornano a casa felici anche loro. Chi toglierà la plastica dei gavettoni dai prati? Vi rimando a questa Buona Pratica "Giocare con materiali puri" contiamoci.com

irene70 - disiscritto
irene70 - disiscritto

Ciao Cbertolini, ho letto nella tua biografia che sei una biologa marina e ricercatrice, per questo volevo chiederti cosa ne pensi di questa petizionehttp://www.expeditionmed.eu/petition/?lg=it, cioè se è valida, se vale la pena firmare, ecc. , intanto grazie per la tua buona pratica, ciao.

cbertolini90
cbertolini90

La spedizione MED è stata condotta da istituzioni serie, quindi la petizione in questo senso è supportata da dati scientifici accurati. La petizione in se sembra interessante, purtroppo non mi occupo di politica e quindi in generale di petizioni, di come funziona etc.., ne so ben poco. Ma l'idea di sensibilizzare ed educare la popolazione e' una delle cose migliori che si possano fare, e nella mia opinione è l'unico modo di andare avanti...

irene70 - disiscritto
irene70 - disiscritto

Grazie mille C per la tua risposta!! allora firmo...

don_chisciotte
don_chisciotte

Ok grazie, firmero' anch'io! Ciao.

don_chisciotte
don_chisciotte

Ho firmato la petizione contro la microplastica expeditionmed.eu , ma ho notato che le firme al momento sono solamente poco più di 35.000 e la vedo dura arrivare ad un milione considerando che le prime firme risalgono addirittura al 2010. Bisognerebbe pubblicizzare di più questa petizione. Contiamoci può fare qualcosa per renderla più visibile? grazie.

frency1972
frency1972

Grazie per il link, ho appena firmato anche io.

irene70 - disiscritto
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La puntata di Presa Diretta del 15/03 "Salviamo il mare" è da vedere ma non è un bel vedere... rai.tv - al minuto 11° circa si parla di microplastica.

irene70 - disiscritto
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C'è ancora la raccolta di firme: così si legge inserendo la propria e-mail qui expeditionmed.eu "Oggetto: Rispetto all’impatto preoccupante dei rifiuti di materia plastica sull’ambiente marino, domandiamo alla Commissione di elaborare una regolamentazione ancora più ambiziosa relativamente a tali rifiuti al fine di evitare la loro presenza in mare. Obiettivi principali: L’Unione Europea non tratta ancora specificamente i rifiuti plastici mentre essi presentano numerose sfide ambientali. Ragione per cui chiediamo di concepire una normativa ambiziosa sull’argomento. L’idea è , in una logica di economia circolare, di favorire il ricorso a plastiche biodegradabili e, conformemente alla gerarchia dei rifiuti, di prevenire alla fonte la produzione di rifiuti plastici e di favorire il loro riciclo per bandirne il rigetto in mare. Una normativa esauriente a monte salvaguarderà l’ambiente marino a valle."

don_chisciotte
don_chisciotte

Anche un bambino e' in grado di percepire che i nostri mari sono inquinati dalla plastica. Semplicemente perche' usa gli occhi e vede cio' che lo circonda...va al mare e trova tappi e pezzi di plastica sulla spiaggia, vede bottiglie galleggiare o incastrate tra i massi del molo. Se lo vede un bambino dovrebbero vederlo anche i nostri politici che legiferano, che il nostro mare e' inquinato. E allora cosa dovrebbero fare? Semplice! Vietare la produzione di bottiglie di plastica e affini ed obbligare tutte le ditte produttrici a sistemi alternativi di imballaggi (plastica degradabile o altro). Non ci sarebbe bisogno di nessuna petizione perche' il problema e' talmente evidente (magari non a tutti ma, caspita, ad un politico laureato/ acculturato/intelligente come puo' sfuggire l'evidenza?) che basterebbe una legge per estirparlo. Ed invece niente! Si va avanti facendo finta di nulla...ci sono gli interessi economici che sono più importanti. I politici sono plagiati (a volte piacevolmente) dal rullo compressore dell'economia della crescita e non muovono un dito in questo senso. Se ci pensate bene, un paese dove si fanno petizioni per chiedere mare pulito, aria pulita etc e' un paese che ragiona al contrario (questo discorso l'ho gia' fatto altre volte) perche' dovrebbe essere normale per tutti, politici compresi, impedire alla fonte qualsiasi attivita' che produce inquinamento eccessivo. Quindi le petizioni dovrebbero farle le aziende, per richiedere di poter iniziare determinate produzioni (dando garanzie di sicurezza), e non i cittadini per difendersi dai processi inquinanti delle industrie. Questa cosa non avra' mai fine, troveremo sempre nuovi scandali e nuovi inquinamenti che dovremo cercare di bloccare con le petizioni. E' la mentalita' e la cultura che va cambiata. Quella dell'economia imperante, del denaro che domina tutti i ragionamenti (politici prima di tutto). Io non seguo particolarmente la politica, anzi quasi per nulla, ma se c'e' qualcuno tra voi che mi puo' segnalare un politico veramente con le palle (scusate il termine ma alla fine e' quello giusto) che vuole portare avanti un programma vero per la salvaguardia dell'ambiente saro' ben felice di sostenerlo. Ma non le solite cavolate per raccimolare voti. Ricordatevi che per avere i nostri mari e la nostra aria inquinata ci sono persone (poche) che si arricchiscono tremendamente. Grazie e ciao.

irene70 - disiscritto
irene70 - disiscritto

Sì, è vero, purtroppo, ma infatti con le petizioni chiedi che venga stabilito quello che ancora non c'è: chiedi che in futuro le aziende si debbano attenere a determinati standard produttivi (quelli che ancora non ci sono appunto) con minor impatto ambientale. Certo, sarebbe bellissimo (e giusto e normale, ma in un mondo che non è il nostro, evidentemente) che i politici e i produttori (le persone in generale) fossero tutti, di per sé, virtuosi, onesti, trasparenti (se non sono laureati non ce ne importa granché, basterebbe il buon senso che non si piegasse a logiche poco eque, pulite e civili); purtroppo penso che il mondo sia "al contrario" in modo quasi irreversibile, altrimenti non ci troveremmo a guardare attoniti le tragedie umane e ambientali che ogni giorno accadono attorno a noi. Non si può dare nulla per scontato: il buon senso, non è scontato, né lo è, evidentemente, l'essere "umani". Nemmeno io seguo la politica perciò non saprei proprio chi consigliarti (a parte Mujica e il compianto Pertini)...

don_chisciotte
don_chisciotte

Spesso noi ecologisti veniamo dipinti come dei fanatici estremisti che vogliono sovvertire il sistema. La verita' invece e' l'esatto contrario. E cioe' il sistema e' stato gia' sovvertito, e di brutto anche (lo dimostra il fatto che dobbiamo sottoscrivere una petizione, per richiedere di avere il nostro mare pulito, vi sembra normale?). Solo che tutto cio' e' avvenuto gradualmente e con il nostro piacevole consenso ma nessuno se n'e' accorto e adesso pero' stiamo agonizzando. Praticamente ritorna l'esempio della rana che, se messa in una pentola con acqua bollente, immediatamente salta fuori dalla pentola per salvarsi. Ma se messa in una pentola con acqua tiepida, la rana se ne sta nel suo torpore e non si accorge che la temperatura dell'acqua aumenta gradualmente fino a che, agonizzante ed impotente, muore. Diamo per scontate cose che invece dovrebbero essere, per logica, assurde. Tanto per fare un altro (solito) esempio. Io se ho sete apro il rubinetto di casa mia e bevo. A 10 km da casa mia c'e' la ditta San Benedetto che imbottiglia migliaia di litri di acqua al giorno e le spedisce in giro per l'Italia (ho citato San Benedetto ma vale per tutte le ditte imbottigliatrici d'acqua). Questo e' normale. Perche' si creano posti di lavoro, economia, soldi e arrichimento per pochi (la maggior parte dei dipendenti avranno stipendi da miseria). Chissenefrega del petrolio utilizzato per costruire le bottiglie di plastica (per realizzare una bottiglia di plastica ci vuole un quantitativo di petrolio pari a quasi meta' del suo contenuto), dei gas di scarico dei camion che trasportano l'acqua, delle bottiglie che vengono abbandonate nell'ambiente. Chissenefrega, l'imporante e' che giri l'economia (che poi e' andata in tilt comunque). L'assurdo e' diventato la normalita' e nessuno lo percepisce perche' il tutto e' arrivato gradualmente....assuefazione si chiama vero? Io lo chiamo anche imbambolamento, lo sapete ormai.

cbertolini90
cbertolini90

E se ci siamo assuefatti ad usare bottiglie di plastica, a buttare e ricomprare invece di provare ad aggiustare, e in generale buttare immondizia non-biodegradabile visibile in giro (in terra, in mare), figuriamoci cosa ce ne importa della plastica nascosta (nascosta ormai quasi dappertutto) micronica e dunque non visibile all'occhio umano, ma della quale si stanno iniziando a scoprire gli impatti: ma se non la vediamo non esiste, giusto? Che tristezza...

don_chisciotte
don_chisciotte

Ciao cbertolini90. Non la vediamo adesso questa microplastica e non ce ne curiamo ma la vedremo più avanti e ci fara' allora molta paura. Perche' apparira' nelle radiografie, ma sotto altra forma...

don_chisciotte
don_chisciotte

Io penso che, di fronte al sistema delle petizioni, le corporation si facciano delle grandi risate, perche' loro sanno come aggirare facilmente questi ostacoli, sia politicamente che economicamente. Non parliamo poi delle sanzioni che vengono comminate alle multinazionali, che non rappresentano nemmeno l'1% dei loro fatturati e che rientrano, come qualsiasi altra voce di spesa, nei loro conti economici. La ditta Uliveto/Rocchetta e' stata multata dall'Antitrust per pubblicita' ingannevole per lo slogan "L'acqua della salute". Han pagato 100.000 euro e continuano ovviamente e giustamente (visto che il sistema glielo consente) a fare come gli pare a loro. Cosa volete che siano 100.000 euro di multa per un'azienda che si puo' permettere di spendere milioni di euro in pubblicita'? Bruscolini...e come se io passassi con il rosso ed il vigile mi ferma e mi multa di un centesimo, riusciamo a capirle queste cose? Per noi che leggiamo 100.000 euro sembra una cifra importante, ma per loro e' una cifra ridicola. Io sinceramente non vedo, tra quelli attuali, dei sistemi certi per modificare sostanzialmente le cose. Solo una nuova e pesante legiferazione in merito potrebbe influire con decisione...poi c'e' anche la possibilita' che si verifichi la solita speranza utopistica di don_chisciotte e cioe' che domani mattina tutte le persone si sveglino "disimbambolate" e comincino a lasciare sugli scaffali dei supermercati tutte le confenzioni di acqua in bottiglie di plastica. Allora si che qualcosa davvero cambierebbe! Anche ai piani alti delle corporation e multinazionali si metterebbero subito a fare gli straordinari...non ci sarebbe sanzione migliore per chi ci ha preso in giro per anni, utilizzando i mezzi di comunicazioni per impaurirci gentilmente (e lo Stato e' compiacente in questo sporco business...), raccontandoci che l'acqua del rubinetto non e' più sicura, mentre quella venduta imbottigliata e' purissima. Io sono sicuro che l'acqua che esce dal mio rubinetto e' la stessa che la ditta San Benedetto imbottiglia a 10 km da casa mia...

don_chisciotte
don_chisciotte

Relativamente al mio ragionamento fatto tempo fa nel commento qui sopra (sul fatto che il sistema in cui viviamo ragiona al contrario come se fosse normale etc etc), leggo ora a proposito quanto segue nel libro Il Tao della Liberazione di Leonardo Boff/Mark Hathaway:"E' nostra convinzione che una grave patologia sia connaturata al sistema che oggi domina e sfrutta il mondo. [...] Viviamo in una sorta di illusione in cui CIO' CHE E' ILLOGICO E DISTRUTTIVO VIENE VISTO COME NORMALE E INEVITABILE. L'esistenza di un disordine strutturale e' sicuramente scontata per chi ne è maggiormente colpito: tutte le creature i cui habitat vengono devastati e la stragrande maggioranza degli uomini, ormai ai margini della nuova economia globale. Per quanti raccolgono (almeno nell'immediato) i benefici del sistema questa patologia e' invece meno evidente". ‎Almeno questi due autori la pensano come me...

irene70 - disiscritto
irene70 - disiscritto

(Non odiatemi perché riporto un'altra petizione!!): "Marevivo ha promosso la proposta di legge numero 3852, in base alla quale dal 1° gennaio 2019 non sarà più consentito produrre e mettere in commercio prodotti cosmetici contenenti microplastiche" , vd. qui marevivo.it. (Cercavo poi un elenco dei prodotti con microgranuli e qui ecocentrica.it si parla di questa applicazione get.beatthemicrobead.org).

yliharma
yliharma

Bisogna fare attenzione agli INCI dei prodotti e diffidare comunque di tutto quello che viene indicato come "microsfere" o "microgranuli". Ne avevo parlato sul mio blog: minimalitaly.wordpress.com

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