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irene70 irene70 17 febbraio 2014 — Ci sono periodi nella nostra vita in cui i problemi cominciano a farsi veramente pesanti, soprattutto se si tratta della salute nostra o dei familiari e comunque, benché ci si dica "l'importante è la salute" ci sono sempre anche tutte le altre cose "storte" che giorno per giorno ci disturbano ulteriormente. Per non soccombere e concentrarmi solo sull'essenziale io ho cominciato a ripetermi come un mantra tutta una serie di "nonimporta nonimporta nonimporta..." (come una canzoncina ). Ogni volta che mi viene in mente o vedo uno di questi mini-problemi corollari: la macchina che cade a pezzi, la casa che grida vendetta, problemi al lavoro e mille altre "zanzare"...davvero me lo ripeto finché quel pensiero-disturbo non scompare. Può sembrare una cosa scema, in fondo è la gravità dei problemi che detta le priorità, ma a me fa bene "aggredire" i pensieri più piccoli con questa serie di "nonimporta" che alla fine veramente ne allontanano l'immagine; più che una buona pratica è la condivisione di una micro-strategia, spero possa essere utile a qualcuno :-).

Commenti

don_chisciotte
don_chisciotte

In questa Buona Pratica si parla di preoccupazioni e nei commenti anche di compassione. Ho trovato questo pensiero che si intitola: "La preoccupazione e' un vizio che ostacola la compassione". Quello della preoccupazione e' un problema sempre piu' serio. Forse dipende dalla natura dalla natura della nostra civilta' troppo avanzata; forse e' una misura della nostra degenerazione spirituale. Qualunque ne sia la causa e' pero' chiaro che preoccuparsi non serve. La preoccupazione e' il cancro delle emozioni. Un interesse divenuto coercitivo. E ci consuma il corpo e la mente. Non serve nemmeno dire "non pensarci": l'unico risultato e' che ci preoccupiamo ancora di piu'. Piuttosto e' meglio proseguire per la nostra strada, cambiando cio' che possiamo. Il resto deve risolversi in compassione. In questo mondo di ingiustizie, di neonati affetti da immunodeficienza, di squilibrio economico, violenza personale e conflitti internazionali, e' impossibile pensare ai problemi di tutti. Avere cura di noi stessi e fare qualcosa di buono per coloro che incontriamo e' gia' abbastanza. Questa e' la compassione, e dobbiamo praticarla a dispetto delle circostanze piu' sconvolgenti. Ogni volta che ci imbattiamo in un problema, cerchiamo di offrire il nostro aiuto. Proseguiamo per la nostra strada senza farne parola con nessuno. Se vi e' stata azione, non vi sara' preoccupazione. (Deng Ming-Dao)

irene70
irene70

Sono d'accordo sul fatto che la preoccupazione sia inutile e soprattutto dannosa (anche se leggevo in questo libro "Basta- Con i consumi superflui, con chi li incentiva, con chi non sa farne a meno", di J. Nash, che, secondo gli studiosi genetisti, noi siamo fatti per preoccuparci se qualcosa non va perché i nostri antenati neolitici dovevano stare sempre all'erta sui pericoli dati dal cibo marcio e delle malattie infettive; si parla insomma di un leggero vantaggio evoluzionista che i cavernicoli depressi e ipocondriaci avevano sui loro simili spensierati i quali, proprio perchè non si preoccupavano mai, morivano più giovani) ma eliminare le preoccupazioni "vere", non quelle stupide ovviamente, penso sia una delle cose più difficili in assoluto: praticamente il vero segreto per la serenità!

irene70
irene70

Una pratica che può andare parallela a questa (e come questa non è esattamente una buona pratica ecologica perciò la inserisco solo come commento, ma comunque aiutando a dare il giusto valore alle cose forse può contribuire a cadere un po' meno nella spirale del "sempre compra e sempre consuma per stare bene") è quella di ricordarsi di apprezzare le piccole cose che "abbiamo" o viviamo, che almeno per noi sono piacevoli (e comunque in ogni caso dare il giusto valore a ogni cosa) e anzi di trovarne sempre di più in modo che le nostre giornate siano "rinfrescate " più volte da questi piccoli momenti di valore.

irene70
irene70

Vorrei proporre anche un'altra strategia: la strategia 'del Barbapapà': trovare in noi stessi le risorse. (No, non sono impazzita, mai stata 'normale' in realtà): chi non conosce i Barbapapà? Sono i simpatici personaggi del fumetto nato (e pubblicato) nel 1970 dalla fantasia di Annette Tison e Talus Taylor, marito e moglie, e considerato una delle prime opere portatrici di un messaggio ecologista (il rispetto per la natura, i pericoli dell’inquinamento e la coabitazione tra specie) e di altri messaggi molto positivi e forti (un invito all'ascolto ed all'accoglienza di chi è in difficoltà e la certezza che un recupero delle situazioni più difficili sia sempre possibile, con l'approccio più adatto). E poi c'era il 'Barbatrucco': serve un ponte? ecco che un Barbapapà sa trasformarsi in ponte, serve un ombrello ? c'è il modo di diventare ombrello e così via. La strategia del Barbapapà è quindi, oltre la metafora, quella che ci fa (PROVARE a) trovare in noi stessi i mezzi per risolvere un problema (certo, non proprio tutti: nei limiti dell'umano, diciamo) senza dover cercare troppo lontano (e se vogliamo rientra nell'idea del ri-utilizzo di risorse mentali e/o concrete che non sempre sappiamo di avere: quando diamo una nuova vita con una nuova funzione a un vecchio oggetto, per esempio, abbiamo quasi creato un barbatrucco!). Insomma, non diamoci per vinti che spesso la soluzione è dentro di noi. E comunque, male che vada, è un ottimo libro 'ecologista' da far leggere ai bambini (e pure i video).

gretagolia_granitas
gretagolia_granitas

Bellissima questa strategia! Secondo me merita di diventare una buona pratica a sé stante.

marinbici2001
marinbici2001

Che fare invece quando non stai bene, quando attendi l'esito di un esame importante e temi di avere un qualcosa di brutto, come si riesce ad aspettare e/o a pensare positivo? Io non riesco.

irene70
irene70

Ti capisco, anche a me è successo di dover aspettare esiti di esami decisivi e in quel caso ho cercato di fare il contrario di quanto suggerito nella bp: ho cercato di concentrarmi sui "dettagli" sperando di dimenticare per un po' il macigno che stava sopra di me, ma è difficile, non sempre si riesce a controllare il panico ...ti auguro veramente di cuore che tutto possa andare bene.

luna
luna

Ciao, so quanto quel tipo di attesa sia difficile, sembra che nulla possa distrarre da quel pensiero... io in un caso simile ho cercato di fare attenzione più del solito a rimanere nel momento presente, in quello che facevo, dov'ero, con chi ero, occupandomi il più possibile. Non ci sono sempre riuscita, però questa cosa mi ha aiutata. Ti auguro anch'io che tutto vada bene

don_chisciotte
don_chisciotte

Mi e' venuto in mente che quando ho troppi pensieri che mi assillano immagino me stesso visto dall'aereo, praticamente un puntino invisibile ed i pensieri diventano cosi insignificanti rispetto all"immensita' dell'universo ed al mistero affascinante del concetto di "infinito". Su Contiamoci queste cose si possono dire...

irene70
irene70

...già, almeno qui, per fortuna! :)

oliver
oliver

Mi avete fatto venire in mente una 'poesia' su questo (era nata e andrebbe immaginata come una canzone).

La Panchina (ottobre '95)

Vi è mai capitato di osservare una panchina lungo il viale di un parco o sotto un albero nel prato, per un'ora o due, o per tutta la mattina: avrete certo visto, non ha mai rifiutato il sedere di nessuno, non ha avuto pregiudizi verso il vecchio col bastone che voleva riposarsi o verso la signora con la borsa degli acquisti e non ha guardato male i due ragazzi ad abbracciarsi e baciarsi,

Mentre il mondo attorno non si ama, non si fida di ognuno o tutto ciò che sia estraneo, deve prima giudicare ciò ch'è bene, ciò che ha fama di esser conveniente, gradevolmente sano e rispettoso delle regole e delle convenzioni e per fare, creare, pensare e lavorare ci vogliono permessi e certificazioni, e "se non sei dei nostri" allora "puoi anche sloggiare"...

Ma là nel verde la panchina aspetta nel silenzio e ti accoglie e ti conforta senza alcuna xenofobia, e puoi stare tranquillo perché lei non sentenzia, è come se dicesse "quando tu vuoi andare via... io aspetterò qualcun altro senza rimpianti o pretese". Lei osserva divertita un cagnolino alzar la zampa e non batte ciglio se chi si siede è un pallido cinese, uno "zingaro", un polacco oppure un nero dello Zambia.

Non esistono culture, non esiston più le razze, negli occhi della panchina il mondo attorno è un tutt'uno e lei si fonde con la luce del paesaggio e delle piazze che appartengono a chi li apprezza - a tutti e a nessuno. E chi si siede un minuto a osservare il movimento che circonda ogni luogo d'irreversibile cinismo, potrà sentirsi un attimo al di fuori del tempo e come la panchina, un passeggero del cosmo.

luna
luna

Grazie, bellissima... E' proprio così che noi esseri umani dovremmo essere. Compassione...

gretagolia_granitas
gretagolia_granitas

Ciao Oliver, anche io mi chiedevo se la poesia è tua? E se mi davi il permesso di postarla nella prossima newsletter mensile e sulla pagina facebook di Contiamoci. La trovo bellissima.

mariluf
mariluf

Grazie! mi è piaciuta molto. Cercherò di fare la"la panchina" per tutti, oggi.. e poi magari ance domeani... ma comincio col vivere oggi.

luna
luna

Quanto mi piace questa buona pratica! E fa veramente la differenza nella mia vita... Io uso un altro mantra, ma poco importa, quello che conta è il risultato. Ho la fortuna di vivere molto a contatto con la natura, questo mi facilita non poco, godere del momento presente di fronte alla sua meraviglia e lasciando tutto il resto lontano, diventa più semplice.

irene70
irene70

...è vero, convincersi che "nonimportanon..." alzando lo sguardo per guardare un albero o un'intera collina, diventa ancora più facile: la natura è l'unica che non cambia mai "atteggiamento" (salvo casi indotti dall'uomo), è di tutti e non ci giudica mai...

luna
luna

Ha un'innocenza che abbiamo perduto da tempo a vantaggio della ns. parte razionale... chissà se riusciremo mai a recuperarla... :-)

shilagange
shilagange

Utilissima! mi sembra proprio la pratica della consapevolezza ben calata nella realtà...spesso noi diamo importanza a questioni non veramente importanti, o che comunque possono essere gestiti meglio con una mente felice e serena...dunque perché privarsene? il tuo è il mantra della felicità...e ciò non toglie che appena si può, si aggiusta la macchina e si sistema casa... ;)

irene70
irene70

...già! ;-)

Lucy_eco_punk
Lucy_eco_punk

proverò!

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